xkè si dice che


 qual’è l’origine del detto popolare che gli occhi vanno in fico?

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i nostri occhi….


Le situazioni sono quelle che sono,

è il modo in cui le guardiamo

 attraverso i filtri della mente

che ci rende felici o infelici.

Siamo ciò che pensiamo.

I nostri pensieri creano il mondo in cui viviamo.

Gli occhi del falegname


C’èra una volta, tanto tempo fa, in un piccolo villaggio, la bottega di un falegname. Un giorno, durante l’assenza del padrone, tutti i suoi arnesi da lavoro tennero un gran consiglio.
La seduta fu lunga e animata, talvolta anche gravemente, Si trattava di escludere dalla onorata comunità degli utensili un certo numero di membri.
Uno prese la parola: “Dobbiamo espellere nostra sorella Sega, perchè morde e fa scricchiolare i denti. Ha il carattere più mordace della terra”
Un altro interviene:” Non possiamo tenere fra noi nostra sorella pialla: ha un carattere tagliente e pignolo, da spellacchiare tutto quello che tocca”
” Fratel martello- protestò un altro- ha un caratteraccio pesante e violento. lo definirei un picchiatore. E’ urtante il suo modo di ribattere continuamente e dà sui nervi a tutti. Escludiamolo!”
“E i chiodi? Si può vivere con gente cosi pungente? Che se ne vadano! E anche lima e raspa. A vivere con loro è un attrito continuo. E cacciamo anche cartavetro, la cui unica ragion d’essere sembra quella di graffiare il prossimo!”
Cosi discutevano animosamente, parlavano tutti insieme, dove tutti volevano espellere tutti!
La riunione fu bruscamente interrotta dall’arrivo del falegname. Tutti gli utensili tacquero quando lo videro avvicinarsi al tavolo del lavoro.
L’uomo prese un asse e lo segò con la sega mordace, lo piallò con la pialla che spela tutto ciò che tocca, sorella ascia, sorella raspa e sorella cartavetro, entrarono in azione subito dopo.
Il falegname prese poi i chiodi e il martello.
Si servì di tutti i suoi attrezzi di brutto carattere per fabbricare una culla.
Una bellissima culla per accogliere un bambino che stava per nascere.
Forse Dio ci guarda con gli stessi occhi del falegname….ognuno di noi è importante, unico, irripetibile…

(Da Soraya)

GLI OCCHI E LE PALPEBRE


 Un giorno un discepolo si macchiò di una grave colpa.

Tutti si aspettavano che il maestro lo punisse in modo esemplare.

         Ma passò un anno e il maestro non diede segno di reazione.

 

         Allora un altro discepolo protestò:

         “Non si può ignorare ciò che è accaduto: dopo tutto, Dio ci ha dato gli occhi!”

 

         Il maestro replicò:

         “E’ vero, ma anche le palpebre!”.           

sito

santa Lucia


 

dal web
Santa Lucia da Siracusa (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304) è stata una santa romana, venerata dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Morì martire durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa.
 giovane, orfana di padre, appartenente ad una ricca famiglia di Siracusa, che era stata promessa in sposa ad un pagano. La madre di Lucia, Eutichia, da anni ammalata, aveva speso ingenti somme per curarsi, ma nulla le era giovato. Fu così che Lucia ed Eutichia, unendosi ad un pellegrinaggio di siracusani al sepolcro di Agata nel dies natalis della vergine e martire catanese, pregarono S. Agata affinché intercedesse per la guarigione della donna. Durante la preghiera Lucia si assopì e vide in sogno S. Agata in gloria che le diceva Lucia, perché chiedi a me ciò che puoi ottenere tu per tua madre? Nella visione S. Agata le preannunciava anche il suo patronato sulla città di Siracusa. Ritornata a Siracusa e constatata la guarigione di Eutichia, Lucia comunicò alla madre la sua ferma decisione di consacrarsi a Cristo. Il pretendente, insospettito e preoccupato nel vedere la desiderata sposa vendere tutto il suo patrimonio per distribuirlo ai poveri, verificato il rifiuto di Lucia, la denunciò come cristiana. Erano in vigore i decreti di persecuzione dei cristiani emanati dall’Imperatore Diocleziano.
durante il processo fu Minacciata di essere esposta tra le prostitute, Lucia rispose. “Il corpo si contamina solo se l’anima acconsente”. Il proconsole allora ordina che la donna sia costretta con la forza, ma lei diventa così pesante, che decine di uomini non riescono a spostarla. Il dialogo serrato tra lei ed il magistrato vede addirittura quasi ribaltarsi le posizioni, tanto da vedere Lucia quasi mettere in difficoltà l’Arconte che, per piegarla all’abiura, la sottopone a tormenti.
Lucia esce illesa da ogni tormento fino a quando, inginocchiatasi, viene decapitata. Prima di morire annuncia la destituzione di Diocleziano e la pace per la Chiesa.
Privo di ogni fondamento, ed assente nelle molteplici narrazioni e tradizioni, almeno fino al secolo XV, è l’episodio di Lucia che si strappa gli occhi. L’emblema degli occhi sulla tazza, o sul piatto, è da ricollegarsi, semplicemente, con la devozione popolare che l’ha sempre invocata protettrice della vista a causa del suo nome Lucia (da Lux, luce).
La sua iconografia vede spesso gli occhi accompagnati dal pugnale conficcato in gola. Il motivo di questa raffigurazione è da spiegarsi con il racconto dei cosiddetti Atti latini che descrivono la morte di Lucia per jugulatio piuttosto che per decapitazione.
Storicamente attestato, grazie anche ad una testimonianza scritta lasciataci da un testimone oculare, il can. Antonino De Michele, è quello che è passato alla storia come il miracolo della fine della carestia dell’anno 1646. La domenica 13 maggio 1646, a chiusura di un ottavario di preghiera per la cessazione della carestia, ottavario durante il quale il simulacro di S. Lucia era stato esposto alla pubblica venerazione presso l’altare maggiore della Cattedrale di Siracusa, una colomba fu vista volteggiare dentro la Cattedrale durante la Messa celebrata dal Vescovo Elia de’ Rossi. Quando la colomba si posò sul soglio episcopale, una voce annunciò l’arrivo al porto di un bastimento carico di cereali. La popolazione tutta vide in quella nave la risposta data da Lucia alle tante preghiere che a lei erano state rivolte.
Priva di fondamento la leggenda che vuole che in quell’occasione i siracusani cucinarono di fretta i cereali per nutrirsene, facendo così nascere la tradizione della cuccìa. La cuccìa, un dolce a base di ricotta e frumento tipico della Sicilia occidentale, non è mai stato un dolce siracusano. È stato introdotto a Siracusa più come elemento folkloristico che tradizionale, negli anni Ottanta del XX secolo, da alcune pasticcerie siracusane. In ogni caso, la tradizione di mangiare la cuccìa è antichissima in tutta la Sicilia e specie nel Siracusano.
Secondo una leggenda priva di fondamento oggettivo, la discendenza della santa siracusana proverrebbe direttamente dalla famiglia di Archimede, legando così le due figure più importanti della città ad un unico ramo genealogico.
in  Svezia Lucia è molto venerata, sia dalla chiesa cattolica, che da quella luterana.
I bambini preparano biscotti e dolciumi a partire dal 12 dicembre. La mattina del 13, la figlia maggiore della famiglia si alza ancor prima dell’alba e si veste con un lungo abito bianco legato in vita da una cintura rossa; la testa è ornata da una corona di foglie e da sette candele utili per vedere chiaramente nel buio. Le sorelle, che indossano una camicia bianca, simboleggiano le stelle. I maschi indossano cappelli di paglia e portano lunghi bastoni decorati con stelline. La bambina vestita come santa Lucia sveglia gli altri membri della famiglia e serve loro i biscotti cucinati il giorno precedente.
Nel paese scandinavo è diffusa una tradizionale canzone di santa Lucia (Luciasången) che non è altro che la celebre “santa Lucia” napoletana adattata con un testo in lingua svedese. In diverse città alcune bambine sfilano vestite come santa Lucia intonando il Luciasången di casa in casa.
 È considerata per tradizione, la patrona della vista e di tutti coloro che ne soffrono, come i non vedenti, i miopi, gli astigmatici. Presso l’urna che accoglie le sacre spoglie della Santa in San Geremia a Venezia, vengono quotidianamente portati ex voto e grazie ricevute che attestano la munificenza di Santa Lucia nel dispensare grazie.santa-lucia
 

devo porre rimedio


…. ehh  siiii stamattina guardandomi allo specchio mi sono ricordata che devo  assolutissimamente comprare la cremina x il contorno occhi… è un paio di mesi ( inizio estate..in pratica che mi sto trascurando) – e  sarà che fisiologicamente attorno ai 40 la pelle comincia a cambiare…noto un decadimento…. hahh….:o

devo urgentemente  provvedere… mi sto accorgendo che il contorno occhi si sta assottigliando… e persino mentre stendendo l’ombretto… la pelle va dietro al pennellino… ora… il dilemma è … gel, crema, siero? gel direi di no…   😕  andiamo nella stagione fredda, quindi ❓  su che marca orientarsi…voi con cosa vi trovate bene…?…io ho provato vicky, collistar,laroche posay,avete mai provato la mac o il siero neostrata effetto lifting?…. aspetto i vs preziosi consigli . un abbraccio .