la marea


Tu, tra le icone dei miei ricordi,
tu la mia  fantasia che come la marea
sale nella mente,
mi coglie all’improvviso e
mi scaraventa sullo scoglio del presente,
perchè tu sei solo “ieri”,
sei un dolce tormento trascorso
che di fiamme riempi
quei giorni finiti.

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fede e speranza


fisso il tuo  lo sguardo impaurito
 che incontra i miei occhi
sei appena tornata dal gelido riposo
che non avresti voluto fare.
il tuo viso è segnato, il tuo passo barcollante,
avresti ancora lacrime da versare
ma scegli di ascoltare il cuore e di
dar speranza alla fede che ti è rimasta.

ti voglio


Sulla spiaggia di questo mare ti ho desiderato, 

 una vita è trascorsa da quando i miei occhi si perdevano nei tuoi,

 da quanto le tue mani sfioravano il mio corpo,  

da quando il desiderio e i nostri brividi si fondevano in un respiro,

 ma il tuo carisma è rimasto tale nella mia memoria  e una carezza oggi sfiora le mie labbra… .…è il ricordo del tuo profumo.

ERA SOLO FANTASIA


Torpore del debole  mio corpo,
volo alto e ora mi sembra di sentire
uno slancio, mi sembra di vedere un eden dove passaggiare
 ma cosa vedo?
sarà il paradiso?
sento in me un tonfo terribile nel cuore
una paura strana
sono passata oltre?
all’improvviso un sussulto…
apro gli occhi, sono qui
ancora nel mio letto…
il paradiso ancora x me
non c’è … era solo un sogno.

 

 

queste righe, assieme alla poesia del concorso  le scrissi dopo esser andata a trovare una mia compagna di scuola che anni fa ebbe un gravissimo incidente, proprio mentre andava in vacanza…inutile dire le emozioni e le sensazioni che mi assalirono trovandomi davanti un corpo che la scienza definì un vegetale: mi sentii malissimo, quasi in colpa di stare bene, inadeguata alla situazione,  tra le parole dei genitori colsi: la fede, la speranza, la voglia di combattere ma anche la presa di coscienza che avevano ed   hanno nei loro limiti… e ancora oggi, a distanza di anni al solo pensiero il dolore mi attagnaglia il cuore e la mente-
sono madre, e quindi   con umiltà dico che< posso immaginare lontanamente> quanta sofferenza ci sia dietro a queste vicende,  per questo dedico questo mio pensiero a tutti coloro che la sofferenza la vivono quotidianamente.

 

 

Genova


Genova ripulita, Genova si ridesta.
Superba, in lei riprende la normalità
dopo lo strazio di questa città
che noi vedemmo disperata e mesta.

Fresco il ricordo e noi china la testa
per le anime in quei dì volate via,
lassù ci pensi Iddio e quiete che sia
dove non c’è fanghiglia e nè tempesta.

Genova è a nuovo e ritornata in festa
e niuno dica a lei ch’è sfortunata
chè dalle istituzioni è trascurata
ed impetuosa s’alza la protesta.

16.nov.2011  Domenico Zumbè

Un grazie commosso al mio amico Domenico che ha scritto questi bellissimi  versi  per la nostra bella città.  Trovo che i sentimenti degli amici che hanno seguito la vicenda anche da lontano, ci abbracciano e ci riscaldano il cuore con il valore aggiunto dell’amicizia fraterna.

grazie Domenico!