ECCO LA POESIA CHE MI HA FATTO VINCERE IL CONCORSO


LA VACANZA

Un periodo di riposo

cullata tra le onde del mare

con i tuoi lunghi capelli

scompigliati dal vento…

Questo cercavi…

nulla più…

il destino si è accanito contro di te

ti sei addormentata tra le tue sofferenze e quelle dei tuoi cari.

Dove era la tua anima in quei giorni?

hai superato il coma..

ora sei viva…ma

non so se senti le mie parole

non so se ti arrabbi quando mi vedi

non so se vorresti parlare e non puoi

so solo che la vita è sofferenza

e questa sofferenza  è la tua vita.

le ore passano …i giorni volano

le notti trascorrono silenziose…

quanta strada abbiamo fatto in questi ultimi anni…

quanta ne dobbiamo percorrere…

ma qual è il senso di tutto ciò?

non ce la faccio,  più sono disperata

io e tuo padre non saremo sempre

qui a poter dare un senso a questa

tua sofferenza…un giorno voleremo via

e la nostra ombra sarà per te un’ulteriore

sofferenza… un’altra speranza che si spegne.

la tua vita, le tue gioie, il tuo dolore

saranno  perse nel vento.

cos’è stata? vita  o sogno?

è stato un incubo..vederti soffrire

QUESTA è LA POESIA che ho scritto per partecipare al concorso di greta e la nuvola e che è stata premiata.

ieri l’ho fatta leggere alla mia mamy…

mi ha commentato che è triste e brutta.

grazie mamma… 😦

 la poesia è stata ispirata dalla triste vicenda di un’amica che stava andando in vacanza in sardegna, ed appena sbarcata ha avuto un terribile incidente. Una storia, purtroppo vera, dolorosa e vicina, una croce che i suoi genitori portano con un sorriso felici di averla con loro anche se in queste condizioni.

ERA SOLO FANTASIA


Torpore del debole  mio corpo,
volo alto e ora mi sembra di sentire
uno slancio, mi sembra di vedere un eden dove passaggiare
 ma cosa vedo?
sarà il paradiso?
sento in me un tonfo terribile nel cuore
una paura strana
sono passata oltre?
all’improvviso un sussulto…
apro gli occhi, sono qui
ancora nel mio letto…
il paradiso ancora x me
non c’è … era solo un sogno.

 

 

queste righe, assieme alla poesia del concorso  le scrissi dopo esser andata a trovare una mia compagna di scuola che anni fa ebbe un gravissimo incidente, proprio mentre andava in vacanza…inutile dire le emozioni e le sensazioni che mi assalirono trovandomi davanti un corpo che la scienza definì un vegetale: mi sentii malissimo, quasi in colpa di stare bene, inadeguata alla situazione,  tra le parole dei genitori colsi: la fede, la speranza, la voglia di combattere ma anche la presa di coscienza che avevano ed   hanno nei loro limiti… e ancora oggi, a distanza di anni al solo pensiero il dolore mi attagnaglia il cuore e la mente-
sono madre, e quindi   con umiltà dico che< posso immaginare lontanamente> quanta sofferenza ci sia dietro a queste vicende,  per questo dedico questo mio pensiero a tutti coloro che la sofferenza la vivono quotidianamente.