IL NOSTRO CUORE CONOSCE L’ALFABETO?


(Anthony de Mello)

Un contadino povero, nel rincasare la sera tardi dal mercato, si accorse di non avere con sé il suo libro di preghiere. Al suo carro si era staccata una ruota in mezzo al bosco ed egli era angustiato al pensiero che la giornata finisse senza aver recitato le preghiere.

Allora pregò in questo modo: «Ho commesso una grave sciocchezza, Signore. Sono partito di casa questa mattina senza il mio libro di preghiere e ho così poca memoria che senza di esso non riesco a formulare neppure un’orazione. Ma ecco che cosa farò: reciterò molto lentamente tutto l’alfabeto cinque volte e tu, che conosci ogni preghiera, potrai mettere insieme le lettere in modo da formare le preghiere che non riesco a ricordare».

Disse allora il Signore ai suoi angeli: «Di tutte le preghiere che oggi ho sentito, questa è senz’altro la più bella, perché è nata da un cuore semplice e sincero».

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esaltazione della santa croce


La Chiesa cattolica, molti Chiese protestanti (spesso quelle di matrice Anglicana), e gli ortodossi celebrano la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, anniversario della consacrazione della Chiesa del Santo Sepolcro in Gerusalemme. Nei secoli successivi queste festività inclusero anche la commemorazione del recupero della Vera Croce dalle mani dei Persiani.La festa in onore della Croce venne celebrata la prima volta nel 335, in occasione della “Crucem” sul Golgota, e quella dell'”Anàstasis”, cioè della Risurrezione. . .
La celebrazione odierna assume un significato ben più alto del leggendario ritrovamento da parte della pia madre dell’imperatore Costantino, Elena. La glorificazione di Cristo passa attraverso il supplizio della croce e l’antitesi sofferenza-glorificazione diventa fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente all’umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino “crux”, cioè tormento, era riservata agli schiavi) e l’infamante supplizio viene tramutato in gloria La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice presentazione di “Cristo crocifisso”. Il cristiano, accettando questa verità, “è crocifisso con Cristo”, cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del “patibulum” (il braccio trasversale della croce, che il condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov’era conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota.

gratiarum cartusia GRA CAR // Beatrice I d’Este


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GRA CAR

LA CERTOSA DELLE GRAZIE è meglio conosciuta come la certosa di Pavia, fu fondata nel 1396 da Galeazzo Visconti per servire da mausoleo alla sua famiglia, ora è anche casa di una piccola comunità di sei  monaci cistercensi.

oggi l’edificio è di proprietà del demanio, x questo è assolutamente vietato fotografare all’interno. la facciata è un’opera di straordinaria bellezza, riccamente elaborata con statue di santi nelle nicchie, fogliame e ghirlande, c’è rappresentata in basso la vita di cristo.

l’interno è in stile gotico ma la parte del coro è stata rifatta nel rinascimento. le volte del soffitto sono di di un blu intenso  con le stelle dorate. nel refettorio si ritrovano i monaci una volta alla settimana di domenica x mangiare assieme, negli altri giorni i pasti vengono consumati nelle rispettive celle. nel chiostro grande (dove una volta c’era anche il cimitero-spostato in seguito a dei lavori e poi non + ristabilito nel posto originale) si profilano i tetti e i camini di 24 celle dove abitavano i certosini fino al 1968; l’interno di queste abitazioni è sorprendente x la massima sobrietà, si entra in una salettina dove c’era il focolare e il bagno arredata con un un tavolo fuori c’è  un piccolo giardino dove i monaci potevano godere nel vedere la natura crescere e fiorire sotto le loro mani, il cibo veniva offerto loro attraverso una ruota, in modo che i due confratelli non si potessero incontrare e chiacchierare. I pasti erano due d’estate e uno d’inverno, la giornata doveva trascorrere in clausura tra preghiere e lavori, adatti a soddisfare ogni bisogno del convento, poiché si dovevano mantenere con il lavoro delle loro mani. avevano solo mezza giornata all’anno a disposizione per poter dedicare ai famigliari, e anche quando uscivano x una passeggiata in preghiera solo se uno dei due monaci era anziano ed aveva bisogno di essere accompagnato uscivano  in due… altrimenti si era sempre soli. In una parte del transetto della basilica c’è il cenotafio di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este in misure reali.

Cosi si fa


Un giorno un fioraio va da un barbiere per un taglio di capelli. Dopo il

taglio, chiede il conto, e il barbiere risponde: ‘Non posso accettare soldi

da voi, sto facendo il servizio gratuito per la comunità di questa

settimana’.

Il fiorista è molto contento, saluta calorosamente e lascia il negozio.

La mattina dopo, quando il barbiere va ad aprire il suo negozio, trova un

cartello con sopra “grazie” e una dozzina di rose davanti alla saracinesca.

Più tardi, un poliziotto passa dal barbiere, anche lui per un taglio di

capelli, e quando cerca di pagare il conto, il barbiere di nuovo risponde:

‘Non posso accettare soldi da voi, sto facendo il servizio per la mia

comunità di questa settimana’.

Il poliziotto, felice, lascia il negozio. La mattina dopo, il barbiere trova

davanti al negozio un foglio di carta con scritto “grazie” e una dozzina di

ciambelle calde che lo aspettano alla porta.

Poi, un membro del Parlamento, venuto per un taglio di capelli, quando va

per pagare il conto, il barbiere di nuovo gli risponde: ‘Non posso accettare

soldi da voi. Sto facendo il servizio alla comunità di questa settimana ‘.

Il membro del Parlamento, felicissimo di questa notizia, lascia il negozio.

La mattina dopo, quando il barbiere va ad aprire, trova davanti al negozio

una dozzina di altri parlamentari in fila, in attesa di un taglio di capelli

gratuito.

E questo, amici miei, illustra la differenza fondamentale tra i cittadini

del nostro paese, e i politici che la gestiscono!

dal web

 

l’importante è organizzarsi


Ero con amici in un ristorante e ho notato che il cameriere che ci ha preso l’ordinazione aveva un cucchiaio nel taschino della camicia,ma non ci ho fatto caso piu’ di tanto.pero’ mi sono accorto che ce l’aveva anche il ragazzo che ha apparecchiato…mi sono guardato intorno e ho visto che tutto il personale aveva un cucchiaio nel taschino.quando il cameriere e’ tornato,gli ho chiesto il perche’ del cucchiaio. “vede – mi ha spiegato – i titolari si sono rivolti alla “andersen-consulting” esperti in efficenza,per rivisionare le procedure del ristorante.dopo mesi di analisi statistiche,hanno concluso che i clienti fanno cadere il cucchiaio il 78% piu’ spesso che le altre posate, per un totale di circa 3 cucchiai all’ora. se il personale e’ pronto per queste evenienze, possiamo ridurre i viaggi cucina-sala, risparmiando 1.5 ore/uomo ogni sera. appena finito di parlare, da un tavolo vicino e’ caduto un cucchiaio. il cameriere l’ha sostituito subito, e ha spiegato: “ora ho tutto il tempo di prendere un altro di riserva con comodo, quando passero’ in cucina, invece di andarci apposta”. ero impressionato. il cameriere continuava a prendere gli ordini, e mentre i miei amici ordinavano,ho continuato a guardarmi intorno. mi sono accorto che ciascun cameriere aveva un cordino che dall’asola dei pantaloni finiva dentro la cerniera. la curiosita’ mi ha spinto a chiedere al cameriere che cosa fosse quel cordino.

“mi complimento per il suo spirito di osservazione, la andersen ha scoperto anche che potevamo risparmiare tempo in gabinetto.
ehm…tirandolo fuori col cordino,possiamo avvicinarlo all’orinatoio senza toccarlo,eliminando la necessita’ di lavarsi le mani cosi’ il
tempo trascorso in bagno si riduce ben del 58%.
“ok,capisco-ho detto io-il cordino vi aiuta a tirarlo fuori, ma come lo
rimettete dentro?”

 

“bhe ha sussurrato non so gli altri camerieri,ma io uso il cucchiaio!

(TROVATA SUL web)

Besagnin


……….. il comune fruttivendolo…. che io chiamo da sempre fruttarolo…

sapete perchè in genovese si chiama besagnin o bisagnin ( a seconda del quartiere) ?

perchè i contadini scendevano dalle colline e si sistemavano lungo il torrente Bisagno della città per vendere le loro prelibatezze… da li …il nome…

la cappella di monte siepi


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la cappella ha una pianta circolare e fu costruita tra il 1181 e il 1185 sulla collina dove san galgano si ritirò in eremitaggio. al centro si trova il masso con la spada, che come Re Artu un bischero tentò di estrarre la spada diversi anni fa … rompendola all’altezza dell’elsa.

 

 colpa o merito della stupidità umana, oggi, la spada nella Roccia, è protetta da una teca antivandalo ed a prova di stupido

nella cappellina rettagolare che fu aggiunta in un secondo tempo…sn conservati i resti delle mani di un tale che volendo estrarre la spada fu poi sbranato dai lupi.

Caterina, auguri


Caterina da Siena, nata Caterina Benincasa (Siena, 25 marzo 1347 – Roma, 29 aprile 1380), è stata una mistica italiana. Canonizzata da papa Pio II nel 1461; nel 1970 è stata dichiarata dottore della Chiesa da papa Paolo VI; è patrona d’Italia e compatrona d’Europa.

 

A soli sei anni ebbe una prima visione: nella Basilica di San Domenico a Siena vide Gesù Cristo in trono, con i santi Pietro e Paolo. Caterina a sette anni fece voto di verginità. Nello stesso tempo cominciò un percorso di mortificazione, fatto di digiuni (soprattutto di carne) e di penitenze. Nella prima fase della sua vita, queste pratiche erano condotte in modo solitario.

Nelle sue opere racconta che verso i dodici anni i genitori, non essendo a conoscenza del suo voto, cominciarono a pensare di maritarla. Caterina reagì anche con il taglio completo dei capelli e chiudendosi in casa con il capo coperto da un velo; per vincere la sua ostinazione, i genitori la costringevano ad estenuanti lavori domestici, ottenendo il risultato di rafforzare la sua convinzione interiore. Un giorno il padre la sorprese in preghiera con una colomba aleggiante sul capo; decise allora di lasciare libera la giovane di scegliere la propria strada. A sedici anni Caterina entrò nel terzo ordine delle Domenicane (o Mantellate, per via del mantello nero sull’abito bianco), pur restando presso la sua abitazione.

Lei stessa racconta di essersi avvicinata alle letture sacre pur essendo semianalfabeta e, dopo giorni di estenuanti e poco fruttuose fatiche, di aver ricevuto dal Signore il dono di sapere leggere. Imparò più tardi anche a scrivere, ma la maggior parte dei suoi scritti e delle sue corrispondenze furono dettate.

Ella racconta anche che al termine del Carnevale del 1367 le apparve Gesù con sua Madre e altri santi per sposarla a sé nella fede; avrebbe ricevuto un anello, adorno di rubini, che sarebbe stato visibile soltanto ai suoi occhi: per questo Caterina è iconograficamente rappresentata con l’anello e con un giglio.

 Secondo la tradizione devozionale il 1º aprile 1375 avrebbe ricevuto le stimmate nella chiesa di Santa Cristina a Pisa, dove si trovava su invito di papa Gregorio XI  queste stimmate sarebbero rimaste invisibili fino alla sua morte.

 Morì, provata da una vita di digiuni e di astinenze forzate, a soli 33 anni, dopo essersi astenuta dal bere per un mese. Nella biografia della santa scritta dal beato Raimondo da Capua è riportato che non fu santa Caterina a rifiutare il cibo, ma “dopo l’apparizione di Nostro Signore, che le fece dono di bere al suo costato lo stomaco di Santa Caterina si chiuse … non ebbe più bisogno di cibo né poté più digerire. Nessuno se ne meravigliava, perché accostandosi alla fonte della Vita, lei aveva bevuto a sazietà una bevanda vitale, che le tolse per sempre il bisogno di mangiare”.

  Papa Paolo VI ha dichiarato Caterina dottore della Chiesa il 4 ottobre 1970. Santa Caterina è inoltre patrona principale d’Italia per nomina di papa Pio XII nel 1939 (assieme a San Francesco di Assisi) e compatrona d’Europa per nomina di papa Giovanni Paolo II il 1º ottobre 1999.

Numerose sono oggi le reliquie attribuite a Caterina. Ella fu sepolta a Roma, nel cimitero di Santa Maria sopra Minerva. Il corpo è ancora conservato nella basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma. Ma l’ anno successivo, nel 1381, le fu staccata la testa per portarla a Siena come reliquia, e nel 1384 fu portata in processione nella Basilica di San Domenico, dove tuttora è conservata  Nella stessa basilica è conservato un dito di Caterina: con questa reliquia viene impartita la benedizione all’Italia e alle Forze Armate nel pomeriggio della domenica in cui si tengono le Feste internazionali in onore di santa Caterina da Siena.

Il piede sinistro è invece conservato a Venezia (nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo).

Nel Duomo di Siena era presente anche una costola: essa però fu donata al santuario di Santa Caterina ad Astenet in Belgio, costruito nel 1985 per volontà dei devoti di quel paese. Infine, una scaglia di una scapola di Caterina si trova nel Santuario di Caterina a Siena.

 Uno dei miracoli riconosciuti alla Santa risale all’ottobre del 1376, quando, in ritorno dalla corte papale di Avignone, passò a Varazze (località del savonese), curiosa di conoscere i luoghi che avevano dato i natali al beato Jacopo da Varagine. La Santa ebbe però una spiacevole sorpresa: la cittadina si presentava malridotta e abbandonata a causa della peste che aveva decimato la popolazione. Caterina, particolarmente colpita dalla gravità della situazione, pregò intensamente per gli abitanti di Varazze affinché finisse il loro dolore e la richiesta, miracolosamente, fu esaudita e i cittadini furono liberati dal flagello. In cambio del prodigio la Santa chiese ai varazzini di onorare il loro illustre concittadino, dedicando una cappella a suo nome e alla Santissima Trinità. In ricordo di quell’episodio miracoloso, Varazze eresse la Santa di Siena a propria patrona dedicandole ogni anno, il 29 aprile, una delle processioni di Cristi più famose d’Italia (seguita da un corteo storico che ne ripercorre le gesta).

dal web

 

toc toc


Toc, bussando con aria decisa
il respiro non aspetta di fingere la paura
nuova visita stà entrando in casa
piccoli passi senza udire rumore
mi porterà via senza interpellarmi
non avrò più un altra occasione
si muore una sola volta e intendo gustare
il piacere provato di morire mortale
ricorderò l’ istante nell’ attimo eterno
in cui chiuderò gli occhi per vedere il mondo
non saluterò perché tutti torneranno
chi prima chi dopo chi ogni giorno
la morte va presa come la vita
quando la vivi ti accorgi che é finita

ho scoperto l’Alchechengio


L’Alchechengi è il frutto di una pianta annuale diffusa in tutti i continenti.
La sua origine mette in disaccordo i botanici, alcuni menzionano l’America del sud, altri l’Europa, altri la Cina o il Giappone.
L’Alchechengi appartiene alla grande famiglia delle Solanacee, lo si incontra spesso nei giardini, dove si fa crescere a scopo decorativo.
L’Alchechengi è una bacca rossa, arancio o giallo-verdastra delle dimensioni di una ciliegia.
La sua sottile membrana (calice), non commestibile, è di color sabbia.
Esiste un centinaio di varietà di questo frutto, poco succoso e zuccherino, che da un lieve retrogusto acidulo e astringente e racchiude numerosi semi commestibili.
Scegliere frutti sodi, sani e di colore uniforme. Se gli Alchechengi sono commercializzati con il calice, esso dovrà essere friabile, segno che il frutto è maturo.
■ PreparazioneEliminare la mambrana e lavare il frutto e il punto d’innesto del peduncolo, perchè vi si raccoglie una sostanza resinosa.


■ ImpiegoL’Alchechengi viene di solito cotto, ma può anche essere consumato crudo, al naturale o in macedonia e nelle insalate miste.
Si utilizza per crostate, sorbetti, gelati.
Molto ricco di pectina, si presta bene alla preparazione di confetture e gelatine e per fare marinate.
L’Alchechengi si può anche spremere per ottenere il succo.
■ ConservazioneL’Alchechengi si mantiene al massimo 2 giorni in frigorifero, ricoperto da un panno.
Si congela direttamente, una volta eliminato il calice.
Le bacche continuano a maturare se mantenute a tempaeratura ambiente.
■ Valori nutrizionaliL’Alchechengi è una fonte di ferro, niacina e provitamina A.
E’ considerato febbrifugo, diuretico e antireumatico.
Per 100 g.

Acqua  85%
Proteine  2 g
Grassi   0,7 g
Zuccheri 11 g
Calorie  53

cannibalismo in tv


lo schifo in tv e le provocazioni x averer audience sembrano non avere un limite prefissato. L’unico modo che c’è per arginare questa tendenza è il telecomando. Non guardare un certo tipo di programmi li renderà obsoleti da soli, altrimenti ci sarà poco da fare…purtroppo 😦

http://www.youtube.com/watch?v=5mFte51aAds&feature=share

ligths on house christmas


 

sapete cosa farei ora in queste sere dopo cena?

…su su coraggio …provate ad indovinare…

non fate i maliziosi… 😛 !!!

…… andrei a fare in giro in auto x il gusto di vedere le casette illuminate….

solo se abitassi un pò piu’ in là—

lo so che c’è crisi… che non sarebbe carino pensare a queste frivolezze, però non posso farci niente ..è piu’ forte di me… le luminarie mi piacciono …e anche tanto… io non le userai solo a natale, le metterei x la festa religiosa, per l’unità d’italia, per pasqua, x il mio compleanno ahh… lo so…che costano un pacco di soldi… e c’è gente che non ha  nè luce  nè acqua in casa, ma se potessi fare un viaggio negli USA in questo periodo ,la mia vista sarebbe appagata. lo sapete che La tradizione di usare piccole candele per illuminare il albero di Natale risale almeno alla metà del 17 ° secolo. Tuttavia, ci sono voluti due secoli per la tradizione di diventare ampiamente stabilita prima in Germania e ben presto la diffusione verso l’Europa orientale. Fino allo sviluppo economico di energia elettrica nella metà del XIX secolo, le candele in miniatura erano comunemente (e in alcune culture sono ancora) utilizzate.Nel 1881, il Savoy Theatre di Londra è stato il primo edificio al mondo ad essere illuminata interamente da energia elettrica.  Sir Joseph Swan , inventore della lampadina ad incandescenza , ha fornito circa 1.200 lampade ad incandescenza.Nel 1895, il presidente americano Grover Cleveland orgogliosamente sponsorizzato il primo albero di Natale illuminato elettricamente nella Casa Bianca . In Louisiana si ha l’origine della Festa delle Luci di Natale , nel 1927, che lo rende uno dei festival più antica luce negli Stati Uniti. alcune case ,  hanno decorazioni che richiedono settimane per costruirle e   le case x essere illuminate cosi  richiedono un generatore  o un  servizio elettrico separato per fornire la quantità di energia elettrica necessaria.

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ERA SOLO FANTASIA


Torpore del debole  mio corpo,
volo alto e ora mi sembra di sentire
uno slancio, mi sembra di vedere un eden dove passaggiare
 ma cosa vedo?
sarà il paradiso?
sento in me un tonfo terribile nel cuore
una paura strana
sono passata oltre?
all’improvviso un sussulto…
apro gli occhi, sono qui
ancora nel mio letto…
il paradiso ancora x me
non c’è … era solo un sogno.

 

 

queste righe, assieme alla poesia del concorso  le scrissi dopo esser andata a trovare una mia compagna di scuola che anni fa ebbe un gravissimo incidente, proprio mentre andava in vacanza…inutile dire le emozioni e le sensazioni che mi assalirono trovandomi davanti un corpo che la scienza definì un vegetale: mi sentii malissimo, quasi in colpa di stare bene, inadeguata alla situazione,  tra le parole dei genitori colsi: la fede, la speranza, la voglia di combattere ma anche la presa di coscienza che avevano ed   hanno nei loro limiti… e ancora oggi, a distanza di anni al solo pensiero il dolore mi attagnaglia il cuore e la mente-
sono madre, e quindi   con umiltà dico che< posso immaginare lontanamente> quanta sofferenza ci sia dietro a queste vicende,  per questo dedico questo mio pensiero a tutti coloro che la sofferenza la vivono quotidianamente.

 

 

un pò di sconforto… x non dire quanto


ciao pà,

è un pò che non ti scrivo, ma tu sai che questo non ha importanza, perchè non passa ora della mia giornata che sei tu non sia con me.

 dovrei chiederti come stai… ma so che stai bene…

meglio di quanto stavi qui negli ultimi tempi…

spero che tu non senta la nostra mancanza quanto io sento la tua…

è strano vero?… eppure non sono mai stata una coccolona  che distrubuiva carezze a volontà, eppure tra noi c’è sempre stato un feeling… forse un pò disturbato quando la tua piccina cresceva e la vedevi piangere x qualche uomo ..e tu questo non lo tolleravi…. e li – allora nascevano alcune incomprensioni tra noi… ma ero adolescente.. e si sa… è fisiologico a volte che ci sia anche qualche scontro tra padre e figlia. Ma il ns legame si è rafforzato  tanto in questi ultimi anni… quando le sofferenze hanno messo piede in casa…ancora adesso mi sembra di vederti qui seduto triste e sconsolato quando il problema non aveva soluzione e non ci restava che vivere ed andare avanti.

spero tanto che tu oggi sorrida come nella foto che ho qui con me, e che ti sia  buttato alle spalle tutti i momenti brutti e finalmente vivere la tua vita.

si sembra strano.. ma so che li c’è vita e che tu vivi… anche se sn rammaricata, perchè ti avevo chiesto di venire a raccontarmi un giorno come è di là… ma non  ti sei ancora deciso…. ok..io aspetto… e se non arriverai … lo vedrò con  i miei occhi.

in questi giorni la malinconia sale  e cresce incontrollata…. sono andata a prendere i biglietti di natale degli anni passati…. cosi li ho qui vicino a me… vedi…? ho qui il tuo che hai mandato a mamma quando eravate fidanzati… tu eri in francia a lavorare e lei giù in paese…poi c’è il mio primo biglietto dell’asilo che ovviamente ha scritto la maestra; poi quello della prima elementare… che mi fa sorridere xkè ricordo benissimo quando l’abbiamo fatto… la maestra ha scritto la frase alla lavagna e noi dovevamo copiarla… ed io, ricordi cosa ho fatto? … alla fine ho scritto… la vostra il vostro … non capendo che avrei dovuto scegliere ….cosi sono scritti tutte e due… con il vostro con una riga sopra… ah..beata ingenuità…. papà te li metto qui… cosi se non li ricordi ti farà piacere rivederli…

stammi vicino… portami x mano… come  quando ero piccina…

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La Chiesa paga l’ICI – I doveri e le esenzioni


13/12/2011
C’è grande confusione tra la gente, tanta superficialità d’analisi in chi ne tratta senza conoscere la legge e soprattutto c’è una raffinata malizia in coloro che, pur conoscendola, vogliono mistificare la verità a danno della Chiesa. La quale, a detta di questi ultimi, semplicemente non pagherebbe l’Ici. Che invece paga, eccome!
La paga nel rispetto delle leggi che la regolano.
E che la debba pagare lo ha sempre comandato, e non solo raccomandato, anche la Curia di Genova al mondo ecclesiale locale sul quale ha responsabilità. Un pagamento cui nessuno si deve sottrarre, pena l’essere raggiunti dalle giuste sanzioni qualora venisse disattesa l’imposta comunale sugli immobili laddove si svolgono attività commerciali dalle quali si trae lucro.
Un tributo che però ha delle esenzioni, che non tutti conoscono e che vanno applicate. Così come le applicano, oltre la Chiesa, tutte le realtà riconducibili al variegato mondo dell’Onlus.

Proponiamo, in sunto, che cosa dice la legge.
La disposizione contenuta nel Decreto Legislativo 504 del 1992 e successive modifiche, stabilisce che sono esenti dall’imposta gli immobili degli enti non commerciali “destinati esclusivamente ad attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive”, nonché alle attività di religione o di culto.
Con il Decreto Legislativo 203 del 2005 il legislatore ha specificato che tale esenzione si applica solo se quelle attività vengono svolte in maniera “non esclusivamente commerciale”: nell’ipotesi delle attività ricettive, come spiega la circolare 2 del 2009, non si deve configurare un’attività alberghiera e ci si deve rivolgere a soggetti predefiniti (ad esempio i parenti dei malati distanti dalle proprie residenze ospitati in una casa di accoglienza). Dunque:
1. Gli immobili non pagano l’Ici solo se utilizzati da enti non commerciali e solo se destinati totalmente all’esercizio esclusivo di una o più tra le attività sopra elencate. Se manca una di queste due condizioni, l’esenzione decade.
2. La Chiesa cattolica beneficia dell’esenzione esattamente come le altre confessioni religiose che hanno un’intesa con lo Stato e come gli enti non commerciali, categoria che include molti soggetti del “non profit”.
3. L’esenzione non si applica ai locali adibiti ad attività commerciali. Librerie, ristoranti, hotel, negozi e abitazioni concesse in locazione (anche della Chiesa) pagano l’Ici.
4. Tutto l’immobile deve essere utilizzato per lo svolgimento dell’attività esente. E’ falso, ad esempio, che se in un albergo c’è una cappellina, tutto l’immobile diventa esente. E’ vero anzi il contrario. Tutto l’albergo (compresa la cappellina che di per sé sarebbe esente) deve pagare l’Ici.

“In linea di principio, la normativa vigente è giusta – ha affermato nei giorni scorsi il Card. Bagnasco, Presidente della Cei – in quanto riconosce il valore sociale delle attività svolte da una pluralità di enti no profit e, fra questi, degli enti ecclesiastici. Questo è il motivo che giustifica e al tempo stesso delimita la previsione di una norma di esenzione”.
“E’ altrettanto giusto – ha aggiunto – se vi sono dei casi concreti nei quali un tributo dovuto non è stato pagato, che l’abuso sia accertato e abbia fine.
“In quest’ottica – ha concluso il Cardinale – non vi sono da parte nostra preclusioni pregiudiziali circa eventuali approfondimenti volti a valutare la chiarezza delle formule normative vigenti, con riferimento a tutto il mondo dei soggetti non profit, oggetto dell’attuale esenzione”.

una luce cosi non l’avete mai vista


 Due lampioni a gas originali dell’Ottocento ritornano a far luce su piazzale Mazzini, a Genova, grazie all’iniziativa di Genova Reti gas che intende cosi’ festeggiare i 150 anni dell’Unita’ d’Italia.

I lampioni di ghisa, accesi oggi per la prima volta, appartengono alla collezione storica di Genova Reti gas: sono stati restaurati e collegati alla rete cittadina del gas attraverso tecnologie avanzate d’impiantistica e sicurezza. Si accenderanno in modo automatico attraverso sensori crepuscolari.

L’iniziativa e’ stata completata dalla presentazione del libro ‘La storia del gas a Genova’ che racconta l’evoluzione del servizio gas in citta’ a partire dall’Ottocento.(ANSA).

le idi di marzo


ieri sera ho assistito all’anteprima dell’ultimo film di George Clooney….che uscira’ nelle sale il 16 c.m.
bella la trama anche se un pò scontata e fin troppo reale in questo mondo cinico,
é stato proiettato nell’unica digitale iSens genovese e prima in italia. le sale iSens trasportano gli spettatori all’interno di un’esperienza cinematografica che va oltre i limiti della sensorialità visiva e sonora, lasciando che le scene del film arrivino a fior di pelle.
sono dotate di uno schermo che in ampiezza supera quelli delle consuete sale cinematografiche (oltre 200 mq) e di un impianto audio a 23 canali che regalano al pubblico una proiezione eccellente. Attraverso l’utilizzo di un proiettore digitale 4K, le immagini riprodotte sul grande schermo della sala iSens presentano un’intensità e una brillantezza che superano i limiti di coinvolgimento conosciuti fino ad oggi. La potenza dell’audio è inoltre tale da far percepire allo spettatore un suono tridimensionale. Prossimamente, la sala sarà dotata di poltrone Vip….
quindi già solo il contesto offriva ottime premesse.
ecco la trama:
Stephen Meyers è il giovane guru della comunicazione nella campagna per le primarie presidenziali del Partito Democratico negli Stati Uniti di un molto prossimo futuro. Il candidato che sostiene, sotto la supervisione del più anziano Paul Zara, è il governatore Mike Morris. Morris parte svantaggiato ma ha dalla sua l’appeal di un richiamo ai più profondi valori della Costituzione americana visti sotto una luce contemporanea e accattivante. Stephen avrà modo di scoprire progressivamente che Morris, che pensava fosse sufficientemente coerente con gli ideali professati, ha un lato oscuro.
Viviamo davvero in tempi poco raccomandabili se anche George Clooney, progressista doc, lancia l’allarme nei confronti dei meccanismi di una democrazia che procedono grazie all’olio della corruzione e del ricatto. È un romanzo di formazione quello che ci viene proposto sotto le spoglie del thriller politico (dei cui sviluppi è bene sapere il meno possibile prima della visione) e quella formazione coincide con il degrado. Il fatto che Clooney, ispirandosi a un testo teatrale di Beau Willimon, si muova all’interno del campo democratico mostra come sia animato dal desiderio della messa in guardia. Non è una novità per il cinema americano scoperchiare le malefatte del potere, ovunque esso eserciti il suo perverso fascino. Che però questo avvenga in piena era Obama deve preoccuparci ancor più direttamente. Clooney non è diventato un qualunquista di basso livello pronto ad affermare “i politici sono tutti uguali”. Si muove su un piano più elevato e perciò molto più significativo. Attraverso il mutamento (anche di espressioni) dell’efficace Ryan Gosling sembra volerci ricordare come la democrazia stia sempre più trasformandosi in una parola che si è svuotata del significato originario per includere invece opportunismi e compromessi da cui nessuno è esente. I rapporti tra esseri umani finiscono con il dissolversi facendo sì che le parole stesse perdano totalmente il loro valore.
Clooney non risparmia neanche il mondo dei media, grazie al personaggio affidato a una Marisa Tomei in grado di mostrare come il ruolo della giornalista che si occupa di politica sia al contempo quello di cacciatore e preda. I pugnali delle Idi di marzo possono anche uccidere ma, soprattutto, sono in grado di infliggere ferite che sembrano apparentemente rimarginarsi mentre in realtà danno inizio a un processo di putrefazione delle coscienze che rischia di coinvolgerci tutti.

saggezza del mio don


Si racconta di un vecchio eremita: una di quelle persone che per amore a Dio si rifugiano nella solitudine del deserto, del bosco o delle montagne per dedicarsi solamente alla orazione e alla penitenza.
Molte volte si lamentava di essere sempre occupatissimo.
La gente non capiva come fosse possibile che avesse tanto da fare nel suo ritiro.
Ed egli spiegò:
“devo domare due falconi, allenare due aquile, tenere quieti due conigli, vigilare su un serpente, caricare un asino e sottomettere un leone”.
Non vediamo nessun animale vicino alla grotta dove vivi.
Dove sono tutti questi animali?
Allora l’eremita diede una spiegazione che tutti compresero.
“Questi animali li abbiamo dentro di noi”.
I due falconi, si lanciano sopra tutto ciò che gli si presenta, buono e cattivo.
Devo allenarli prché si lancino solo sopra le buone prede…
Sono i miei occhi
Le due aquile con i loro artigli feriscono e distruggono.
Devo allenarle perché si mettano solamente al servizio e aiutino senza ferire…
Sono le mie mani
E i conigli vanno dovunque gli piaccia, tendono a fuggire gli altri e schivare le situazioni difficili.
Gli devo insegnare a stare quieti anche quando c’è una sofferenza, un problema o qualsiasi cosa che non mi piaccia…
Sono i miei piedi
La cosa più difficile è sorvegliare il serpente anche se si trova rinchiuso in una gabbia con 32 sbarre.
È sempre pronto a mordere e avvelenare quelli che gli stanno intorno appena si apre la gabbia, se non lo vigilo da vicino, fa danno…
E’ la mia lingua
L’asino è molto ostinato, non vuole fare il suo dovere.
Pretende di stare a riposare e non vuole portare il suo carico di ogni giorno…
E’ il mio corpo
Finalmente ho necessità di domare il leone, vuole essere il re, vuole essere sempre il primo,
È vanitoso e orgoglioso…

Questo è… il mio cuore 
 

le reliquie del ns caro papa giovanni paolo II


Meravigliosa occasione offre la nostra città ai fedeli che desiderano venerare le reliquie di Giovanni Paolo II,

La reliquia del Beato Giovanni Paolo II sarà  qui a Genova da lunedì 5 a domenica 11 dicembre, con orario continuato, per essere venerata nella chiesa di Santa Maria del Prato in Via Parini 2. Informazioni presso Madre Rosangela, tel. 010.3628850.

Venerdì 9 dicembre alle ore 21 si svolge una veglia di preghiera, con esposizione della reliquia, in San Lorenzo, alla presenza del Cardinale Angelo Bagnasco.

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inoltre nella chiesa di santa maria del prato si può ammirare una bella mostra sulla vita del santo don agostino roscelli e la sua tomba … tra un misto di moderno e ambienti antichi…

Sant’ Agostino Roscelli

7 maggio

Bargone di Casarza Ligure, 27 luglio 1818 – Genova, 7 maggio 1902

Di famiglia molto povera,Agostino Roscelli nasce a Casarza Ligure, nel Levante ligure, il 27 luglio 1818 e viene battezzato lo stesso giorno perché si teme per la sua vita. Dopo avere studiato col parroco nel 1835 si trasferisce a Genova per prepararsi al sacerdozio e viene ordinato prete il 19 settembre 1846. Diventa confessore in San Martino d’Albaro e poi inizia a dedicarsi ai carcerati, ai neonati e alle ragazze madri. L’impegno verso queste giovani gli fa venire l’idea di dar vita ad una congregazione dedicata a loro e, sostenuto da alcune donne penitenti che gli offrono collaborazione per aiutare le tante ragazze bisognose, dopo avere ottenuto il benestare di Pio IX, il 15 ottobre 1876, realizza il suo sogno creando la Congregazione delle Figlie dell’Immacolata. E il 22 ottobre consegna l’abito religioso alle prime Figlie. Muore a Genova il 7 maggio 1902.

ed ora si salvi chi può—-


ciao ragazzi, qualche gg fa ho voluto brindare con voi x la fine dei miei serrati controlli…ora forse ci vorrebbe un altro bicchiere… ma è meglio di no.. xkè si che è virtuale… ma nn vorrei che passassimo x alcolisti … e nemmeno tanto anonimi…:-)in questi  10 gg ho fatto fronte ad un’altra emergenza… ora oggi pm  riusciamo a metterci un punto e ad iniziare un nuovo cammino. Mi sono trovata ( e nn solo io) una bella paura.. mio marito si è fatto un bell’infarto…e dopo vari gg che stava male a casa ma andava a lavorare!!! e  un ricovero rifiutato al ps… xkè lui è fatto cosi.. giovedi pm… non ha potuto porre restistenza…. giovedi notte ricovero in utic e poi venerdi mattina coronografia e angioplastica altri 2 gg di terapia intensiva ed oggi l’hanno dimesso.. poichè nn lo sopportavano piu’ nemmeno loro..ahh… insomma… altra avventura, ora me lo vedrò girare x casa …. x un pò… ma immaginate come impazzirò? ahhh…ahh… meno male che poi vengo qui e stresso voi…: la mia valvola di sfogo… ahh … un saluto caro ragazzi… e cin cin lo stesso!!!

1297 giorni dopo….


Per chi mi ha seguito in questo periodo, per chi si è preoccupato,

per chi mi ha sostenuto, offro stasera questo bicchiere di vino,

per porre fine dopo 1297 giorni

43 mesi

quindi 3 anni

al periodo di controlli  piu’ serrati in seguito alle embolie…

ora posso iniziare a diradare gli appuntamenti, mi sembrava piacevole

condividere con voi questa buona nuova .

censura? no grazie


Cari amici,

In queste ore il Congresso americano sta discutendo una legge che gli conferirebbe il potere di censurare internet in tutto il mondo, grazie a una lista nera che potrebbe includere YouTube, WikiLeaks e perfino gruppi come Avaaz!

Secondo questa nuova legge gli Stati Uniti potrebbero costringere i fornitori di servizi internet a bloccare qualunque sito sospetto di violare il diritto d’autore o la legge sulla registrazione dei marchi. E visto che la gran parte dei fornitori di internet si trova proprio negli Stati Uniti, la loro lista nera si ripercuoterebbe sulla libertà di tutti noi di navigare in rete.

Il voto potrebbe succedere da un giorno all’altro, ma noi possiamo fermarlo: i coraggiosi membri del Congresso che si stanno battendo in difesa della libertà di espressione ci garantiscono che un appello internazionale li rafforzerebbe molto. Uniamo le nostre voci da ogni angolo del pianeta e costruiamo una petizione da record per chiedere ai decisori americani di respingere la legge e di fermare la censura su internet. Clicca sotto per firmare e fai il passaparola con tutti: il nostro messaggio sarà consegnato direttamente ai membri chiave del Congresso americano prima del voto cruciale:

http://www.avaaz.org/it/save_the_internet/?tta

Per anni il governo americano ha condannato paesi come la Cina e l’Iran per il loro blocco di internet. Ma ora l’impatto delle nuove leggi censo! rie americane potrebbe essere di gran lunga peggiore, perché di fatto bloccherebbe i siti a tutti gli utenti internet in giro per il mondo.

Lo scorso anno una legge simile era stata stralciata prima di arrivare al Senato, ma ora è tornata, anche se in una veste nuova. Le leggi sul copyright già esistono e fanno il loro corso nell’apparato giudiziario. Ma questa nuova legge si spinge oltre, garantendo al governo e alle multinazionali poteri enormi per costringere i fornitori e i motori di ricerca a bloccare i siti internet soltanto sulla base di supposte violazioni. Il bello è che non ci saranno né processi né condanne per crimini di nessun tipo!

I difensori della libertà di espressione negli Stati Uniti hanno lanciato l’allarme, e alcuni senatori chiave stanno cercando il sostegno necessario per fermare questa legge pericolosissima. Non abbiamo tempo da perdere: mettiamoci dalla loro parte per far sì che i legislatori americani difendano la libertà di in! ternet come modo essenziale per le persone in tutto il mondo di scambiarsi idee e costruire insieme il mondo che vogliamo. Firma sotto per fermare la censura americana e per salvare internet così come lo conosciamo oggi:

http://www.avaaz.org/it/save_the_internet/?tta

Nei mesi scorsi, dalla primavera araba al movimento degli indignati, abbiamo visto come internet può galvanizzare, unire e cambiare il mondo. Se uniamo le forze ora possiamo fermare questo nuovo attacco alla libertà di internet. Lo abbiamo già fatto in passato: in Italia e in Brasile i membri di Avaaz hanno vinto incredibili vittorie per la libertà di internet. Portiamo queste battaglie a livello mondiale, e mobilitiamoci per difenderci dal più grande pericolo di censura che internet abbia mai corso.

 

mari e monti…


una cosa a berlusconi gliela dobbiamo riconoscere…

ha promesso piu’ volte mari e monti,

prima abbiamo avuto tremonti

ora abbiamo monti…

il governo è fatto, tecnico, con nomi a me sconosciuti, ma sn contenta cosi… vorrei avere il tempo di riuscire a prendere nome x nome e guardare su internet un pò la  loro biografia…la lega già contesta…mi pare un pò esagerato… diamo loro  tempo di fare … e vediamo il programma almeno, il fatto di contestare a priori  nn mi pare costruttivo, o forse hanno giò visto lontano conoscendo i personaggi?

vivrà vedrà… auguro un mondo di bene a questa nuova italia, che ha bisogno di rinascere e di riaffermarsi.!!!

Genova


Genova ripulita, Genova si ridesta.
Superba, in lei riprende la normalità
dopo lo strazio di questa città
che noi vedemmo disperata e mesta.

Fresco il ricordo e noi china la testa
per le anime in quei dì volate via,
lassù ci pensi Iddio e quiete che sia
dove non c’è fanghiglia e nè tempesta.

Genova è a nuovo e ritornata in festa
e niuno dica a lei ch’è sfortunata
chè dalle istituzioni è trascurata
ed impetuosa s’alza la protesta.

16.nov.2011  Domenico Zumbè

Un grazie commosso al mio amico Domenico che ha scritto questi bellissimi  versi  per la nostra bella città.  Trovo che i sentimenti degli amici che hanno seguito la vicenda anche da lontano, ci abbracciano e ci riscaldano il cuore con il valore aggiunto dell’amicizia fraterna.

grazie Domenico!

una bella iniziativa da parte di 3 Italia


Nonostante le aziende, si sa, hanno come obiettivo quello di crescere continuamente tentando di aumentare i propri profitti in qualsiasi modo, a volte accade che vengano incontro a chi ne ha bisogno, dimenticando per un attimo gli affari. E’ quello che è successo con 3 Italia che ha compiuto un bel gesto nei confronti dei suoi clienti vittime dell’alluvione dei giorni scorsi.

l’ammimistratore delegato  in seguito alle pesanti alluvioni che hanno colpito duramente alcuni territori di Liguria e Toscana, ha deciso, di portare avanti un’iniziativa sociale davvero molto importante per garantire una comunicazione continua ai suoi clienti in questo momento di enorme difficoltà.

Tramite la sua pagina di Facebook, infatti, ha annunciato l’invio di ricariche telefoniche gratuite a tutti i clienti H3G che si trovano nelle aree alluvionate delle Cinque Terre e della Lunigiana, in modo da poter comunicare meglio, e senza difficoltà in questi giorni di grande sofferenza e disagio.

(dal web e verificato che è vero )

la lettera del nostro sindaco.


 
 
 
Cari Concittadini Genovesi,
Avevo smesso di comunicare con voi in un momento bellissimo per Genova: l’assemblea di Eurocities con tante città presenti e il gran dibattito sulle scelte urbanistiche introdotto da Renzo Piano. Abbiamo concluso alle 10 di venerdì.
Sono andata direttamente al Matitone perché cominciava a piovere più forte. Il COA era riunito dal giorno prima. Da lì non sono più uscita se non, disperata, per raggiungere la Prefettura dove era stato riunito il Comitato provinciale della protezione civile e poi fare la spola avanti e indietro e restare in Comune tutta la notte.

Nel resto della città quasi non pioveva. In Valbisagno si era consumata la tragedia.
Ho provato a ricostruire in Consiglio comunale la sequenza delle informazioni in mio possesso e come mi sono mossa. Rimando a quanto detto. Non voglio riparlare del dolore che ho provato e provo.
Per giorni non ho aperto i giornali e non so cosa abbiano fatto vedere in televisione, credo cose terribili. Mi rimbalzava continuamente l’accusa di non aver chiesto scusa. A me la parola scusa non è venuta in mente perché mi sembra beffarda e offensiva. Ho detto e pensato che potevo solo prostrarmi davanti al dolore di chi aveva perso famigliari, davanti a quei corpicini straziati di bambini e prendere su di me ogni responsabilità e dentro di me ogni strazio.
Si chiede scusa per uno sbaglio lieve, per uno scatto d’ira, per aver scontrato senza volere qualcuno mentre cammini, non per una tragedia.
Non sono nemmeno abituata a chiedere perdono perché non cerco consolazione. Forse è la mia formazione non cattolica a impedirlo.

Cerco dentro di me la risposta e non l’assoluzione liberatoria da peccati, colpe e omissioni.
So che il Fereggiano e il Bisagno erano puliti.
So che non è stata la mancata manutenzione a causare l’alluvione.
So di aver fatto fare io il primo piano di bacino in Liguria.
So di aver portato in conferenza dei servizi il canale scolmatore del Fereggiano che altri non hanno finanziato.
So di aver voluto fare il sindaco per cambiare con nuove regole urbanistiche una città massacrata dal cemento, forse troppo tardi.
So di averlo detto troppo poco e non essere riuscita a farlo entrare nella mente dei genovesi oltre che nella mia come la vera urgenza di questi anni.
So di non avere avuto alleati.
Mi domando, di fronte al silenzio anche di chi ha gli strumenti per orientare, se questo sia stato il mio vero limite fin dall’inizio del mio mandato.
Ci tornerò.
Avrò tempo per farlo.

Ora e’ troppo presto, si può solo concentrarsi nel lavoro e sperare in interlocutori nuovi. Il governo moriva mentre Genova si disperava. Non si è visto nessuno, neppure uno straccio di sottosegretario. Spero da mercoledì possa cambiare.
E poi la piu terribile delle domande: perchè ha tenuto le scuole aperte?
Terribile non in sé ma perchè collegata alle morti. E’ colpa sua mi gridavano dalle televisioni se sono morte donne e bambini.
Sono morta anch’io sotto questa ondata di fango.
Io non so se qualcuno sarebbe morto se avessimo tenuto le scuole chiuse.
Non so quanti ragazzi o bambini sarebbero stati in mezzo alle strade.
So di non aver firmato nessuna ordinanza nè di apertura nè di chiusura delle scuole perchè non mi è stato sottoposto nessun quesito in tal senso dal Comitato di protezione civile il giorno prima.

So di non aver detto bugie.
So che se mi avessero chiesto di scegliere avrei detto di chiudere come avevo fatto altre volte. Lo so non perchè fosse giusto farlo ma perche è difficile far capire a molte persone come ci si comporta in caso di pericolo. Tenere aperte le scuole e gli edifici pubblici in realtà dovrebbe essere uno strumento di salvaguardia per i più deboli o chi vive in situazione precaria o di solitudine. Ma tutti gli adulti dovrebbero avere le stesse conoscenze e un alto grado di responsabilità. Purtroppo non è così ed è meglio rinunciare al principio dell’autotutela perchè può funzionare in società forti non in quelle deboli come noi siamo.
Non posso dubitare della buona fede di quanti hanno deciso il giorno 3 le misure da assumere.
E non l’ho fatto.
E’ giusto però che non ci siano solo le mie parole e che la Magistratura legga i verbali delle riunioni, esamini tutte le carte che hanno portato alla decisione.
Lasciatemi almeno respingere con forza l’accusa di non aver chiuso per timore di polemiche simili a quelle che avevano seguito le precedenti decisioni di chiusura.
No, questo no.
Non abbiamo fatto nulla in questi anni che si possa motivare come ricerca di consenso.
Fino a ieri, almeno questo mi sembrava chiaro a tutti.

Anzi, era l’accusa principale: la politica della sosta per limitare il traffico privato non è popolare, scegliere di far andare avanti le infrastrutture crea comitati contro, lavorare per il rigore del bilancio non crea consensi, aumentare il biglietto dell’AMT per salvare l’azienda ti fa perdere le elezioni, avere i cantieri aperti disturba troppa gente, le fognature rifatte non hanno mai portato voti, cercare di salvare il Carlo Felice anche commissariandolo è stato un errore….
Purtroppo neanche mettere in sicurezza la scuole è avvertito come doverosa priorità.
Però l’abbiamo fatto.
Chi puo’ pensare che le avremmo tenute aperte per avere consenso attribuisce a me e a questa amministrazione intenzioni vergognose.
E’ anche questo fango che dobbiamo, devo, lavare via.
Tornerò a comunicare per dire come la città può riprendersi, per spiegare cosa in tanti stiamo facendo, per ringraziare tutti.
Come è scritto sulle magliette: non c’e fango che tenga.

La vostra sindaco

Dolore, fiducia e coraggio


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Genova, Cattedrale di San Lorenzo,
12 novembre 2011

Carissimi Fratelli e Sorelle nel Signore
Autorità

A distanza di anni, Genova è ancora una volta percossa dalla tragedia: la furia dell’acqua ha trascinato via cose, lavoro e strade, ma soprattutto si è portata via sei vite umane. E queste non potranno essere rimpiazzate da nulla. La Diocesi di Genova si stringe attorno ai familiari di queste vite spezzate anche in giovanissima età: vorremmo che sentissero il nostro abbraccio rispettoso e la forza della preghiera che eleviamo a Dio. Solo Dio, infatti, può raggiungere il cuore di ciascuno: Lui che conosce i nostri sentimenti più intimi, Lui che conosce il patire, la violenza e la morte. Nella fede, siamo certi che Maria Santissima, Regina di Genova, si porrà ai piedi della vostra acutissima croce e, come sul Calvario ai piedi del Figlio Gesù, porterà il suo conforto materno e sosterrà la vostra fiducia nel guardare avanti, sapendo che i nostri defunti sono nella vita di Dio e quindi ci restano accanto in modo nuovo: “bene, servo buono e fedele – dice il Vangelo ascoltato – (…) Prendi parte alla gioia del tuo Signore”.
Ma, con il cuore di Cristo, vorremmo abbracciare anche tutti coloro che hanno ancora vivo nell’ anima il terrore dell’acqua violenta, che ha invaso impietosa e devastato inarrestabile ambienti di lavoro e cose, gettando persone e famiglie in situazioni di disagio e spesso di grave desolazione. Parlando con la gente delle zone maggiormente colpite, ho sentito che ognuno dei luoghi feriti rappresentava lavoro e sostentamento, a volte sacrifici di un’intera vita – propria o altrui -, spesso frutto di sogni, progetti, di sudati risparmi.
E la speranza? C’è ancora la speranza? Ha resistito all’onda d’urto, alla violenza distruttrice che tutto sembrava voler cancellare? Anche i cuori? L’ho cercata sui volti segnati dal dolore, tra le pieghe dei gesti, in qualche accento delle magre parole. Ed ho visto negli occhi di coloro che spalavano fango dalle cose proprie o altrui, che cercavano con pazienza di salvare il salvabile, ho visto una grande forza che mi ha commosso; ho scorto in quegli sguardi semplici, in quei saluti, una dignità profonda; ho letto in quelle strette di mano fangose e nobili una determinazione assoluta di riprendere la vita quotidiana al più presto. E nello stringersi a raccolta di tanti, che a titolo diverso erano accorsi, abbiamo visto prendere corpo la vicinanza fraterna, confermarsi il senso del dovere, farsi visibile quel vincolo di solidarietà umana e cristiana che sentiamo ci lega tutti gli uni agli altri e che, in condizioni normali, a volte esita a venir fuori, quasi si avessimo pudore di riconoscerci e di chiamarci fratelli. A tutti Genova è riconoscente e grata.
No, la speranza non è venuta meno, e la fiamma della fiducia non è stata spenta dall’acqua devastatrice. Noi sappiamo che la speranza e la fiducia, come il legame fraterno che fa di noi una comunità di vita e di destino, hanno una radice ben più profonda e forte di qualunque forza tenebrosa: è Dio, che tanto ci ha amati da condividere nel Figlio Gesù la condizione umana: tanto da lavorare, soffrire, sperare e gioire come ogni uomo; tanto da affrontare la violenza, l’ingiustizia e la morte perché l’uomo possa incontrarlo in ogni circostanza, perché nessuno si senta solo. In questi giorni, un’altra onda è dilagata nella Città raggiungendo anche i punti più lontani, un’onda questa volta non limacciosa e oscura, ma spirituale, tanto da toccare il cuore di tutti: è l’onda della vicinanza degli affetti, degli intenti, delle speranze e della solidarietà. Sì, Genova è una comunità percossa ma non piegata. Attende ciò che è giusto, ma guarda avanti, è in movimento. La parola personale del Santo Padre Benedetto XVI, la sua concreta solidarietà, la sua paterna preghiera ci sono di conforto e di sostegno nel riprendere la strada, insieme come cristiani e come cittadini.
A Te ora Signore, Dio della vita e dell’amore, eleviamo la nostra voce: essa è affaticata, ma sa di raggiungere il tuo cuore, dove Tu ci attendi per una vita senza ombre; dove ritroveremo i nostri cari; dove ogni affetto è raccolto, e ogni bene compiuto. Ascolta, o Dio, la nostra preghiera: accogli nella tua misericordia le anime dei defunti, conforta i loro cari, sostieni quanti sono stati colpiti, ravviva la nostra fiducia, la fiducia di Genova nel costruire il suo domani; dona a noi tutti fede convinta e coraggio generoso perché nessuno sia solo e abbandonato. Donaci di riprendere il cammino più stretti gli uni agli altri, in un rinnovato vincolo d’amore operoso e fraterno. Amen.

Angelo Card. Bagnasco

sei con noi, baptiste…<3


in questa giornata, voglio ricordare il mio cuginetto,

il 02 di ottobre giorno della festa degli angeli custodi, lui è nato alla vita eterna

oggi avrebbe compiuto i suoi 9 anni…

la mia amica neige l’ha ricordato con questa poesia:

J’ai 8 ans,
Petit garçon mais déjà un homme;
Aujourd’hui, je fais chanter le vent,
Aujourd’hui, je fais danser les feuilles,
Toujours et encore, je ferai battre les coeurs;
Je suis un petit garçon,
Aujourd’hui, j’aurais eu 9 ans…
Neige Manip

il mio abbraccio è tutto x la sua mamma….

tvb rose!

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352!!!!!!!!!! it’s impossible!!!!


buondiii in questo sabato di novembre…

speriamo che questo bel sole  asciughi un pò le ossa a tutta l’italia… 🙂

 

stamattina sorpresa… guardo le visite  del blog e mi accorgo che il contatore deve essere impazzito… 😛

le statistiche di wp … mi segnalano la bellezza di 352 visite nella giornata del 10 c.m!!!

penso che sia un mio record.. xkè se nn erro…il max l’avevo raggiunto con 187 ad ottobre dell’anno scorso….

come faccio a ringraziarvi ad uno ad uno? …perchè questo meritereste 🙂

per aver la curiosità e la tenacia di leggere cosa ho da dire…

che ammetto non sempre sono cose molte furbe…

ma è il mio diario… non può essere improntato su argomenti che mi facciano avere visitatori… è fatto della raccolta delle mie emozioni, dei miei pensieri, delle mie arrabbiature… insomma è fatto di me…

vi ringrazio con il cuore… e se  vi dico che vi voglio bene, credetemi, perchè mi siete stati tutti vicini in  modo particolare in due momenti dolorosi della mia vita e in questi 4 anni abbiamo imparato a conoscerci e a volerci bene davvero.

grazie ancora x far parte della mia vita!

x non dimenticare


4 novembre 2011 Genova  (quartieri di Quezzi, Foce, Molassana, San Fruttuoso, Marassi, Brignole, Quarto e Nervi) e Provincia (Recco, Camogli, Sori, Bogliasco)  Esondazione/piena dei fiumi Bisagno, Fereggiano, Sturla e Scrivia a causa delle intense precipitazioni. : 365 mm in 12 ore 

25 ottobre 2011 Val di Vara, Cinque Terre, Lunigiana Provincia della Spezia, Provincia di Massa e Carrara  Esondazione/piena dei fiumi Vara, Magra, Taro e altri corsi d’acqua minori, a causa delle intense precipitazioni. rate: 520 mm in meno di 6 ore

4 ottobre 2010 Alluvione a Genova, Varazze, Cogoleto Liguria Provincia di Genova e Provincia di Savona  Piogge alluvionali e dissesto idrogeologico Straripa il torrente Chiaravagna a Genova Sestri Ponente e cadono circa 400 mm di pioggia caduti in poche ore ore sulle alture di Genova, 350 a Genova Pegli, 310 a Varazze, 300 a Genova Bolzaneto e Genova Pontedecimo, Genova e il suo hinterland sono stati colpiti da un evento alluvionale lampo eccezionale.

Liguria, 22 settembre 1992: un’ alluvione colpisce Savona, e il 27 settembre Genova. I morti cinque. I danni 710 miliardi di lire.

Liguria, 23 settembre 1993: un violento nubifragio si abbatte su Genova causando allagamenti e in città e nei Comuni limitrofi, alcuni dei quali sono completamente isolati. I morti 2. I danni oltre 1.000 miliardi di lire.

7-8 ottobre 1970 Alluvione a Genova Provincia di Genova 44 Cause naturali e dissesto del territorio  straripano e travolgono varie parti della città i torrenti Polcevera, Leira e Bisagno, che straripano in più punti. Piogge molto intense e localizzate che sono tipiche della costa ligure, accumularono circa 900 mm d’acqua in 24 ore. La più colpita fu Genova, ma gravissimi danni ebbero anche in altri 20 comuni delle province di Genova tra i quali il più colpito fu Masone. Le vittime furono 44, di cui 35 morti, 8 dispersi. Gli sfollati furono oltre 2000

 ……….le ricordo tutte 😦 purtroppo…

04 novembre 2011


INDIGNATA E SCHIFATA: IERI CON MILLE DIFFICOLTA’ CERCAVO DI SENTIRE MIA FIGLIA A SCUOLA A MARASSI, LORO NON AVEVANO IDEA DI COME FOSSE LA SITUAZIONE, INSISTENDO DI AVVISARE I PROFESSORI, IN UN PRIMO TEMPO LI HANNO TENUTI LI, SOTTO DIRETTIVE DELLA PROTEZIONE CIVILE… LE SCUOLE SONO SUL BISAGNO!!!, QUANDO LI HO AVVISATI CHE IL FEREGGIANO ERA ESONDATO ALLORA HANNO EVACUATO LA SCUOLA DI CORSA…I RAGAZZI ERANO X STRADA, NOI IMPOSSIBILITATI A RAGGIUNGERLI, HANNO RISCHIATO LA VITA!! SIMONA CORREVA E SI VEDEVA INCALZARE DALL’ONDA, PER FORTUNA SI e’ SALVATA, IN CORSO MONTEGRAPPA, MA LA REGIONE SI SENTE UN Pò RESPONSABILE DI QUESTA TRAGEDIA???? NON SI GESTISCE COSI!

HALLOWEEN ORIGINI & TRADIZIONI


Il popolo dei Celti, che viveva in Irlanda, alla fine di ottobre celebrava l’arrivo dell’inverno con una festa chiamata “All Hallow even”, cioè la vigilia di tutti i Santi. Si accendevano fuochi attorno ai quali tutti danzavano, indossando maschere per spaventare le streghe. In ricordo di quell’antica festa, ancora oggi si festeggia Halloween la notte del 31 ottobre; in questa notte i bambini solitamente si mascherano e bussano alle porte delle case, dicendo: “Trick or treat”, cioè “dolcetto o scherzetto”. Chi apre la porta offre loro biscotti e caramelle. Il giorno dopo Halloween è Ognissanti, cioè la festa di tutti i Santi. Simbolo di Halloween sono le zucche con dentro una candela: la loro luce serve a tenere lontani gli spiriti della notte. Un fabbro irlandese di nome Jack, ubriacone e taccagno, incontrò, la notte di Halloween, il Diavolo in un pub. Stava per cadere nelle sue mani, quando riuscì ad imbrogliarlo facendogli credere che gli avrebbe venduto la sua anima in cambio di un’ultima bevuta. Il Diavolo, così, si trasformò in una monetina da sei pence per pagare l’oste e Jack fu abbastanza veloce da riuscire ad intascarsela. Poiché, poi, possedeva anche una croce d’argento, il Diavolo non riuscì più a tornare alla sua forma originaria. Jack, allora, stipulò un nuovo patto col Diavolo, e cioè che lo avrebbe lasciato andare purché questi, per almeno 10 anni, non tornasse a reclamare la sua anima. Il Diavolo accettò. Dieci anni dopo, Jack e il Diavolo si incontrarono di nuovo e Jack, sempre con uno stratagemma, riuscì a sottrarsi al potere del principe delle tenebre e a fargli promettere che non lo avrebbe cercato mai più. Il Diavolo, che si trovava in una situazione difficile, non poté far altro che accettare. Quando Jack morì, a causa della sua vita dissoluta, non fu ammesso al Regno dei Cieli e fu costretto a bussare alle Porte dell’Inferno; il Diavolo, però, che aveva promesso che non lo avrebbe cercato, lo rispedì indietro tirandogli addosso un tizzone ardente. Jack se ne servì per ritrovare la strada giusta e, affinché non si spegnesse col vento, lo mise sotto una rapa che stava mangiando. Da allora Jack vaga con il suo lumino in attesa del giorno del Giudizio (da qui il nome JACK O’ LANTERN, Jack e la sua Lanterna) ed è il simbolo delle anime dannate ed errabonde. Quando gli Irlandesi, in seguito alla carestia del 1845, abbandonarono il loro paese e si diressero in America, portarono con sé questa leggenda e, poiché le rape non sono in America così diffuse come in Irlanda, le sostituirono con le più comuni zucche. Da allora, la zucca intagliata con la faccia del vecchio fabbro e il lumino all’interno, è forse il simbolo più famoso di Halloween.

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auguri Simona!


Tanti auguri cari,

 amore mio,

porti il nome di un santo importante: Simone, non solo era uno dei dodici apostoli,

ma,  a me piace ricordare in modo particolare

Simone di Cirene, ricordi chi era?

….era un uomo qualunque che  fu obbligato dai soldati romani a trasportare la croce di Gesù, che veniva condotto   alla crocifissione, gli allegerì  un poco la sofferenza, portando lui il peso della trave,  se avesse potuto scegliere avrebbe quasi preferito sottrarsi a quel compito, ma invece non  potè … tu la possibilità di scegliere ce l’hai… il mio augurio è che tu possa sentire sempre Gesù vivo nel tuo cuore,  e che scelga  di  farne il  fulcro della tua vita, offrendo a lui le sofferenze che incontrerai, certa che sarà Lui ad aiutarti a portarne il peso, come Simone fece con la Croce.

un augurio grande anche  a tutti i Simone !!!

ironia


Saddam Hussein ███████████████ 100% Complete.

Osama Bin Laden ███████████████ 100% Complete.

Mu’ammar Gheddafi ███████████████ 100% Complete.

Silvio Berlusconi ██▒▒▒▒▒▒▒▒▒▒▒▒▒ Loading…

 

(da un’amica di fb) …. con ironia il mio bacino della buona notte…e speriamo senza scosse di terremoto…

Wenatex e bastaaaaaaaaa!


e che palleee…  😦

buongiorno amici, scusate l’irruenza… ma quando me le fanno girare… di prima mattina poi…. qualche giorno fai posti uno scritto riguardo la mia opposizione alle telefonate di marketing, scrissi anche del pubblico resgistro delle opposizioni alle quali mi ero iscritta… ecc ecc… bè..tanto x confermare che la gente ama rompere… ( xkè non è cosi che si fa comemrcio e propaganda!!) è da piu’ di una settimana che mi martellano di chiamate le tipe di un certa ditta Wenatex… non dovrei far loro nemmeno pubblicità, ma spero che chi mi legga si faccia l’opinione giusta di questi “professionisti invadenti”…. dal loro sito si legge che…:

I fondatori dell’azienda, Hans-Gerd Wernicke e sua moglie Sonja dirigono insieme la ditta a conduzione familiare con sede a Salisburgo e attiva oltre che in Austria, anche in Germania, Italia, Olanda, Svizzera, Australia e Nuova Zelanda. Al momento la ditta conta circa 1200 collaboratori impiegati nelle diverse sedi.
 
La ditta Wenatex è impegnata da anni nelle ricerche che hanno per fine una migliore qualità del sonno e divulga le sue scoperte attraverso consulenze specialistica. Il nostro successo dimostra che abbiamo ragione: per una buona, completa e competente consulenza ci si deve prendere tempo e questo è quello che rende così unica la Wenatex. Noi ci prendiamo tutto il tempo di cui voi avete bisogno e per rispondere ai vostri desideri e domande. Ogni consulenza è del tutto personale e specifica per i bisogni individuali.
 
Inoltre la Wenatex, con la collaborazione di ricercatori, medici e sonnologi, ha sviluppato un sistema letto ortopedico, i cui test clinici hanno evidenziato la grandissima qualità. Numerosi test e rapporti di controllo nazionali e internazionali confermano uno standard di qualità ai più alti livelli.
 
Il nome Wenatex è da molto tempo sinonimo di una consulenza professionale, di informazioni interessanti e competenti per migliorare la propria qualità del sonno e di un prodotto sensazionale, ossia il sistema letto Wenatex.

 Ho capito, che sono impegnati in ricerche e sondaggi e statistiche… ma mi rifiuto di essere cortese se la prox volta suona il telef e sono in casa… in segreteria mi ritrovo piu’ chiamate al giorno….e stamattina alle 7 mentre sono sotto la doccia… ma ci siamo o nooo? alle 7???? quando ho visto il tel lampeggiare mi è preso un coccolone… ovvio si pensa a qualcuno che ha bisogno di noi che magari sta male… ho richiamato x insultarli, ma mi ha risposto un disco… dicendomi che mi contattavano x sapere la mia qualità del sonno… !!!!!!!!!!!

aspetto la loro chiamata…tanto lo so che la faranno,  anche se ho scritto via email  di essere cancellata dalle loro liste… e spiegherò loro  la qualità del mio risveglio se al mattino presto mi zampettano le balls con ‘ste cazzate….

ecco il num … 047 26 90 211

se lo visualizzate… non rispondete..sapete già chi è….

bacioooo a tutti vvb!

albero genealogico!!! woww!


Da quando è mancato il mio papà, mi è presa la fissa di ricostruire la linea del tempo dei miei avi… forse finchè in vita abbiamo qualcuno a cui chiedere, non ci pensiamo piu’ di tanto o non andiamo piu’ in là dei nostri bisnonni, poi quando ci si accorge di non avere piu’ riferimenti a cui chiedere e la curiosità aumenta, l’impresa diventa ardua ed impegnativa. quest’estate mi sono rivolta al comune di nascita dei miei avi per richiedere un certificato storico, a me non interessava averlo in carta legale ma in semplice carta libera, comunque il costo non era certo indifferente: 5.16€ a nominativo piu’ altri diritti di segreteria che ora non ricordo…cosi tra questo e tra il tempo che sarebbe stato necessario ho lasciato correre… in questi giorni, grazie al prezioso aiuto di un parente che ho trovato in rete ho potuto esaudire il mio desiderio… lui aveva avuto il mio stesso pensiero… e si era mosso personalmente andando agli uffici dell’archivio di stato della ns città, cosi con un lavoro da certosino è riuscito a fare un capolavoro. io ho imparato che  il fu Concilio di Trento nell’anno 1563  che impose infatti ai parroci l’obbligo di registrate TUTTI i BATTESIMI ed i MATRIMONI che avevano luogo in ciascuna parrocchiae che all’anagrafe del  comune si può arrivare fino al 1861per avere dati piu’ sicuri.. in effetti nel nostro comune il mio cognome -andronaco- prima dell’unità d’italia era registrato come -andronico- poi evidentemente sarà cambiato l’impiegato e la “i” è diventata “a”…del resto, era sovente che ci fossero tanti errori di trascrizione, dato anche il basso livello di scolarizzazione. Bè, posso dire di essere soddisfatta siamo risaliti fino ad un’antenata nata nel 1757. Cosi ho anche imparato che la legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado … 🙂  ero convinta fosse il settimo…

non si smette mai di imparare che bello…. grazie alla rete, grazie a questo strumento meraviglioso che è internet!!!!

Avaaz : fermiamo l’infame proposta !!!!


Cari amici in Italia,

Il governo di Berlusconi sta provando nuovamente a portare a segno in Parlamento l’infame “legge bavaglio”, che metterebbe in pericolo le fondamenta della nostra democrazia. I nostri politici sono in balia delle vicine elezioni, e un sommovimento popolare potrebbe fermarli. Clicca sotto per firmare la petizione urgente per la democrazia e la libertà d’informazione. Ci rimangono pochi giorni!

Firma la petizione

E’ vergognoso! E’ tornata l’infame “legge bavaglio” e il Parlamento potrebbe adottarla in qualunque momento: soltanto un enorme grido d’indignazione può fermarla.

La coalizione di Berlusconi è in frantumi, ma nel crollo si sta trascinando la sua maggioranza per portare a segno la “legge bavaglio”, che minerebbe sensibilmente il potere del nostro sistema giudiziario di combattere il crimine e la corruzione, e imporrebbe sanzioni draconiane contro editori, giornalisti e blogger. L’anno scorso abbiamo combattuto questa legge e abbiamo vinto. Anche questa volta dipende solo da noi: battiamoci con tutte le nostre forze per salvare la nostra democrazia!

Il bavaglio potrebbe diventare legge in ogni momento! Oltre 350.000 italiani stanno chiedendo al Parlamento di respingere la “legge bavaglio” e proteggere così la libertà di stampa: raggiungiamo ora le 500.000 firme! Clicca sotto per firmare e inoltra questa e-mail a tutti quelli che conosci – la petizione sarà consegnata direttamente ai parlamentari durante ogni voto cruciale da ora fino alle prossime due settimane:

http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio_2/?vl

A fronte di nuovi vergognosi scandali sessuali e episodi di corruzione che hanno colpito il Premier e alcuni membri del governo, incluse accuse di prostituzione minorile e appalti assegnati in cambio di ragazze, il governo di Berlusconi sta facendo di tutto per far passare questa legge, che limiterebbe pericolosamente il potere giudiziario e metterebbe il bavaglio agli editori, i giornalisti e i blogger.

L’anno scorso abbiamo costretto il Parlamento a chiudere nel cassetto la “legge bavaglio”, grazie a un’enorme mobilitazione pubblica, che ha attirato l’attenzione dei media internazionali e ha aiutato a dividere la coalizione governativa. Ma ora che il suo disastroso mandato sta volgendo al termine, Berlusconi sta disperatamente cercando di proteggere se stesso e i suoi alleati dalle condanne e censurare preventivamente la stampa per fermare nuovi scandali dall’essere pubblicati.

Se la “legge bavaglio” passerà, non potremo più raccogliere le prove investigative contro i casi di corruzione e mafia e chiedere conto ai nostri politici, e un fondamento della nostra democrazia sarebbe distrutto. Solo noi possiamo fermare tutto questo! Firma la petizione urgente ora e invita tutti i tuoi amici a farlo:

http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio_2/?vl

Negli ultimi due anni insieme siamo riusciti a ostacolare i molteplici tentativi di Berlusconi di imporre i bavagli ai media, al sistema giudiziario e a internet, che avrebbero messo in pericolo il cuore della nostra democrazia. Ma ora che questo scandaloso governo è al tramonto, Berlusconi ci sta provando di nuovo. Non possiamo abbassare la guardia proprio ora: siamo noi i guardiani della nostra democrazia. Il complotto del governo è ora all’attacco, e sta a noi dimostrare che continueremo a combattere finché i nostri diritti fondamentali e le nostre libertà saranno definitivamente rispettati e protetti.

Con determinazione,

Giulia, Luis, Alice, Ricken, Pascal, Benjamin e il resto del team di Avaaz

Più informazioni:

Corriere della Sera – Un divieto senza senso
http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_05/intercettazioni-un-divieto-senza-senso-giovanni-bianconi_2c8831be-ef16-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml

Il Fatto quotidiano – Giulia Bongiorno: “Non sarò relatrice di questo obbrobrio”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/04/intercettazioni-bongiorno-non-saro-certo-la-relatrice-di-questo-obbrobrio/162069/

La Repubblica – Caselli: “Togliere le intercettazioni è come eliminare ai medici le Tac”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/04/intercettazioni-bongiorno-non-saro-certo-la-relatrice-di-questo-obbrobrio/162069/

Wikipedia – Sciopero contro la “legge bavaglio”
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011

Valigia blu – Comma ammazza-blog: un post a rete unificata
http://www.valigiablu.it/doc/540/comma-ammazza-blog-un-post-a-rete-unificata.htm

La libertà è partecipazione informata – raccolta firme contro la legge bavaglio
http://nobavaglio.it/