La diga del Vajont 09 ottobre 1963


La diga è tristemente famosa per il disastro del Vajont del 9 ottobre 1963, quando una frana del monte Toc precipitò nel bacino, facendo traboccare lo stesso e inondando il paese di Longarone causando quasi 2.000 vittime.

 La diga non è crollata,si è formata solo una piccola crepa in centro e la potenza dell’acqua non è andata contro la diga ma è venuta a formarsi un onda anomala

(dal web…x ricordare)

Annunci

la civiltà della forchetta


Ebbene si. La forchetta più antica è cinese, e risale a molto prima dell’utilizzo delle bacchette di legno. Era in osso, ed è stata ritrovata nel sito di Qijia, risalente ad un periodo stimato tra il 2400 ed il 1900 a.C. Altri esemplari sono stati ritrovati nelle tombe della dinastia Shang e delle successive dinastie imperiali.

Vi scappa la pipì?


Le prime tracce di fognature risalgono al 3000 a.C. e sono state scoperte tra India e Pakistan. Per arrivare a qualcosa che ricordi un bagno odierno, bisognerà aspettare fino al 2000 a.C., durante il regno di Minosse nell’Isola di Creta: qui una struttura costruita in ceramica e legno, con un canale d’acqua corrente sotterranea che scorreva verso il fiume, può considerarsi a tutti gli effetti l’antenato dei nostri sanitari. Durante i corsi e ricorsi della storia del bagno, ci sono stati passi avanti e bruschi arresti nell’evoluzione dei sistemi, con un periodo particolarmente buio vissuto durante il Medioevo, quando l’utilizzo dei vasi da notte era il maggior grado di civiltà disponibile.

Verso la fine del XVIII secolo in Europa il bagno era considerato curativo, anche perchè veniva praticato con acqua gelida e non risultava particolarmente piacevole. In questo periodo tornarono a fiorire i servizi igienici, sia pubblici che privati, e durante la rivoluzione industriale era convinzione comune la necessità di un sistema fognario e idrico capillare per il benessere di tutti. La svolta epocale avviene con il primo water closet: un gabinetto con serbatoio ad acqua inventato nel 1596 da John Harrington, figlioccio della regina Elisabetta I d’Inghilterra.

Ci vorranno ancora due secoli, però, prima di arrivare a produzioni su larga scala. Nel frattempo in molti Paesi si andava diffondendo l’utilizzo della turca, in pratica un buco con scarico diretto nella rete fognaria, che però contribuì notevolmente a migliorare le condizioni igienico-sanitarie. Qualche data: nel 1739 a Parigi vengono separati i gabinetti per donne e uomini, mentre risalgono al 1824 quelli pubblici. Anche il bidet è di origine francese: installato nel 1710 negli appartamenti del re di Francia dal suo inventore, Christophe Des Rosiers. Nel 1890, in America, grazie alla Scott Paper Company fa la sua comparsa la carta igienica in rotoli.

È però nel XX secolo e in particolare nel Secondo dopoguerra che la sala da bagno fa il suo salto di qualità e non è più considerato il luogo emarginato della casa – o addirittura fuori casa, come le toilette di ringhiera – grazie all’avvento di architetti, designer e aziende che danno al bagno pari dignità degli altri locali domestici. Giò Ponti, nel 1953, per Ideal Standard, progetta la linea di sanitari “P”, frutto di un accurato studio tra forma e funzione. Ed è il primo esempio di un genio del design che si dedica a lavabi, WC e bidet. Nel 1957, per Manifattura delle Ceramiche Pozzi, sempre Giò Ponti disegna i sanitari in resina poliestere Resgavit, primo passo verso l’utilizzazione di nuovi materiali che possano sostituire la ceramica: arriveranno poi legno trattato, acciaio e vetroresina. Quindi, anche gli stiliti di moda, Gianni Versace su tutti, cominciano a proporre piastrelle da bagno con un alto contenuto creativo, al limite dell’arte.

Negli anni ’70 in Germania è il gruppo Duravit che si mette in evidenza con prodotti e linee all’avanguardia nel settore dell’arredobagno, chiedendo ad un giovane designer francese, Philippe Starck, di dar libero sfogo alla sua fantasia al servizio di lavandini, wc, bidet, vasche e docce.

i giapponesi hanno inventato con gabinetto con telecomando e con molte  funzioni: bidet, riscaldamento tavoletta, funzione analisi medica delle urine, funzioni musicali, ed altre che non ricordo…

 

tampax


 questa è una delle invenzioni che ha cambiato e migliorato la vita di tantissime donne. L’inventore dell’assorbente interno con il tampone e l’applicatore è stato il dott. Earle Haas. La rivoluzionaria scoperta  è avvenuta nel 1933.

E  sapete chi è stata la donna protagonista della prima pubblicità sugli assorbenti? Si chiamava Lee Miller, e faceva la modella. Ma quando fu ingaggiata per lo spot non sapeva che si trattava di assorbenti. In Italia la prima pubblicità della Tampax risale al 1957. Ma fonti certe dimostrano che i tamponi usa e getta erano conosciuti ed acquistati dalle donne anche prima del 1957. Solo che la vendita avveniva in modo alquanto discreto, in farmacia o per posta. Retaggi culturali ne relegavano l’uso solo alle donne “poco di buono”. Di certo non erano oggetti adatti alle donne ancora vergini.

ma è doveroso riconoscere che largo uso di prodotti simili si faceva anche nei tempi precedenti, ad es cleopatra usava fibra di papiro, le antiche romane la lana, le giapponesi la carta e le donne africane palline di erbe…

certo le condizioni igeniche non voglio nemmeno immaginarle…oggi siamo piu’ fortunate basta andare al supermercato e li troviamo li in bella mostra sullo scaffale per semplificarci la vita.

fatto 30 facciam anche 31


Il modo di dire “chi ha fatto trenta può fare trentuno”, noto anche nella forma “abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno”, deriva da una frase attibuita a Papa Leone X. Quest’ultimo fu papa dal 1513 al 1521 e, nel concistoro del 1 Luglio 1517, nominò in un sol colpo trenta nuovi cardinali, anzi trentuno. Infatti, dopo aver già annunciato le nomine dei trenta, si rese conto di aver escluso un religioso del quale aveva la massima stima. Decise quindi di aggiungerlo alla lista e a coloro che si meravigliarono della modifica in corso d’opera, rispose proprio “chi ha fatto trenta può fare trentuno”.

Giugno: mese del Sacro cuore di Gesù


Sacro_Cuore_Jesus_CTV1

 http://www.santiebeati.it/dettaglio/20280

L’immagine del Sacro Cuore di Gesù ci ricorda il cuore della nostra fede, Dio ci ama con tutto il cuore e noi, quindi, dobbiamo amare lui con tutte le nostre forze. Gesù ha un cuore che ama oltre ogni misura. E tanto ci ama, che soffre quando il suo grande amore non è corrisposto.

La Chiesa dedica il mese di giugno al Sacro Cuore di Gesù, affinché noi lo amiamo, onoriamo e imitiamo soprattutto in questi 30 giorni.

Dobbiamo vivere in questo mese, mostrando a Gesù con le nostre opere che lo amiamo, che corrispondiamo al grande amore che Egli ha per noi e ci ha mostrato offrendo se stesso alla morte per noi, rimanendo nell’Eucaristia e aprendoci la via della vita eterna . Ogni giorno ci avviciniamo a Gesù o ci allontaniamo da da Lui che mai cessa di amare.

Dobbiamo vivere ricordandoci che ogni volta che agiamo: che cosa farebbe Gesù in questa situazione? cosa gli detterebbe il suo cuore? Dobbiamo agire in questo modo per un problema in famiglia, sul lavoro, nella nostra comunità, con i nostri amici, ecc. Dobbiamo quindi valutare se le opere o le azioni che stiamo per fare ci allontanano o ci avvicinano a Dio.

Sia casa che al lavoro un quadro del Sacro Cuore di Gesù ci aiuta a ricordare il suo grande amore e imitarlo in questo mese di giugno e per tutto l’anno.

Origine della devozione al Sacro Cuore di Gesù Santa Margherita Maria Alacoque era una monaca dell’Ordine della Visitazione. Aveva un grande amore per Gesù. E Gesù aveva un amore speciale per lei.

Le è apparso in diverse occasioni per dirle quanto ha amato lei e tutti gli uomini e quanto male fanno al  suo cuore gli uomini che si allontanano da lui con il peccato. Durante queste visite alla sua anima, Gesù le ha chiesto di insegnarci ad amare di più, ad avere la devozione, la preghiera e, soprattutto, di avere un buon comportamento in modo che il suo Sacro Cuore non soffrirà di più con i nostri peccati.

Le promesse del Sacro Cuore di Gesù Gesù ha promesso a S. Margherita Alacoque, che se una persona prende la comunione il primo Venerdì del mese, per nove mesi consecutivi, otterrà queste grazie:

1. Vi darò tutte le grazie necessarie al vostro stato (sposato/a, celibe, vedova/o o religioso/a). 2. Io stabilirò la pace nelle loro famiglie 3. Conforto in tutte le afflizioni. 4. Sarò il loro rifugio in vita e specialmente in punto di morte. 5. Benedirò la loro attività. 6. I peccatori troveranno misericordia. 7. I tiepidi diventeranno fervorosi. 8. Il devoto salirà rapidamente a grande perfezione. 9. Benedirò i luoghi dove l’immagine del mio Cuore sarà esposta e venerata. 10. Vi darò la grazia di convertire i cuori più induriti. 11. Coloro che propagheranno questa devozione avranno i loro nomi scritti nel mio Cuore di non saranno mai cancellati. 12. La grazia della penitenza finale: non moriranno in disgrazia e senza ricevere i Sacramenti.

 

Chi è Teddy Bear?


il famoso orsetto porta il nome di un presidente americano appassionato di caccia al grizly che nel 1902 si era rifiutato di sparare ad un cucciolo di orso.

il famoso presidente era niente popò di meno che Theodore Roosvelt, repubblicano, il cui volto è scolpito sul monte Rushmore.

destino vuole che durante la battuta di caccia era presente anche un giornalista del washintong post, cosi la notizia del presidente che volle risparmiare l’orsetto fu presto pubblica.

secondo la leggenda, poi, due commercianti di dolciumi per abbellire la loro vetrina cucirono dei grosso orsetti di pezza, alla fine i clienti entravano nel negozio per comprare gli orsetti invece dei dolcetti….

 

ciao Rino Gaetano


2 Giugno 1981 – Il cantautore Rino Gaetano muore a seguito di un incidente stradale. Soccorso da un’ambulanza, il ricovero viene rifiutato da ben 4 ospedali di Roma, quando il cantante arriva al Policlinico Gemelli è ormai troppo tardi.
Anni prima Rino Gaetano aveva scritto una canzone dal titolo “La Canzone di Renzo” mai pubblicata. Il testo parla di un ragazzo che ha un incidente stradale e muore perchè negli ospedali in cui l’ambulanza lo porta non c’è posto.
La ballata di Renzo:
Quel giorno Renzo uscì, andò lungo quella strada e una Ferrari contro lui si schiantò il suo assassino lo aiutò e Renzo allora partì verso un ospedale che lo curasse per guarìr. Quando Renzo morì io ero al bar La strada era buia si andò al San Camillo e lì non l’accettarono forse per l’orario si pregò tutti i Santi ma s’andò al San Giovanni e lì non lo vollero per lo sciopero Quando Renzo morì io ero al bar era ormai l’alba andarono al Policlinico ma lo si mandò via perchè mancava il vicecapo c’era in alto il sole si disse che Renzo era morto ma neanche al Verano c’era posto Quando Renzo morì io ero al bar, al bar con gli amici bevevo un caffè.  dal web

metropolitana curiosità


La metropolitana di Genova serve una rete di 5,5 chilometri e conta sette stazioni che si aprono su punti turistici, culturali e commerciali della città: Brin, Dinegro, Principe, Darsena, San Giorgio, Sarzano/Sant’Agostino, De Ferrari.

Possono essere diversi i parametri utilizzati per valutare l’estensione della rete metropolitana di una città. Se consideriamo il numero di linee, per esempio, la più estesa risulta essere la rete di New York, con 27 linee. Se invece guardiamo la lunghezza complessiva in chilometri allora il record spetta a Shanghai, che ha recentemente superato Londra, con 420 km. Oppure si potrebbe considerare il numero medio di passeggeri trasportati per anno e in questo caso la vincitrice risulterebbe Tokyo. Di seguito tre significative classifiche dalle quali si evince l’arretratezza dei trasporti nelle metropoli italiane.

CLASSIFICA PER NUMERO DI LINEE:

1. New York (USA) 27
2. Parigi (Francia) 16
3. Colonia (Germania) 15
4. Beijing (Cina) 13
4. Tokyo (Giappone) 13
4. Madrid (Spagna) 13
7. Mosca (Russia) 12
8. Shanghai (Cina) 11 8. Mexico City (Messico) 11 8. Londra (Regno Unito) 11 8. Barcellona (Spagna) 11 44. Milano (Italia) 3 44. Napoli (Italia) 3

CLASSIFICA PER LUNGHEZZA TOTALE:

1. Shanghai (Cina) 423.0 km
2. Londra (Regno Unito) 402.0 km
3. New York (USA) 368.0 km
4. Beijing (Cina) 337.0 km
5. Seoul (Corea del Sud) 316.3 km
6. Tokyo (Giappone) 304.5 km
7. Mosca (Russia) 302.0 km
8. Madrid (Spagna) 286.3 km
9. Guangzhou (Cina) 231.9 km
10. Parigi (Francia) 215.0 km
31. Milano (Italia) 83.3 km
72. Roma (Italia) 39.0 km     La prima vera linea metropolitana al mondo è stata comunque quella di Londra, chiamata ancora oggi “Underground” o “The Tube”. Essa ha cominciato a operare il 10 gennaio 1863 (Metropolitan Line) e attualmente ha 414 km di linee.

Origini della Bandiera di Genova


se vi capita di visitare genova, soffermatevi a visitare la nostra cattedrale, potete trovare tutte le informazioni necessarie sulle guide e sul web: la cattedrale è dedicata a san lorenzo, e sul portale c’è un bassorilievo che lo ritrae sulla graticola… qui potete ritrovare un pò il filo del discorso…ma oggi la cosa che ho imparato sono le

 Origini da Bandea de Zena… che c’entra? c’entra se c’erano di mezzo le crociate 🙂

La bandiera di Genova è costituita da una croce rossa su campo bianco: è detta anche croce di San Giorgio e nell’antichità era simbolo dei pellegrini che si recavano presso i luoghi santi del Cristianesimo. – determinò nel medioevo, per i “pellegrinaggi armati”, l’appellativo di crociate cristiane.   I Genovesi, che intesero sempre costituire una nazione a sé stante anche rispetto agli altri italiani, nel loro determinante intervento alla conquista del S. Sepolcro (prima crociata, anno 1099) assunsero a loro insegna la croce rossa in campo bianco senza mai più abbandonarla. Quale segno della passione di Cristo e simbolo del Cristianesimo, essa significa Vittoria e Liberazione. L’uso della bandiera da parte dei Genovesi pare risalire ad epoche remote, quando l’esercito bizantino stanziava nella città ed il vessillo della guarnigione (una croce rossa in campo bianco) veniva portata in omaggio nella piccola chiesa di San Giorgio. Genova era chiamata anche “Repubblica di San Giorgio”, dal nome del Santo protettore della città e da quello datosi dal Banco (glorioso organo finanziario d’avanguardia del XIV secolo con sede nell’omonimo palazzo nel Porto Antico).   Genova da sempre sventola questo vessillo e, nel XIII secolo, lo esponeva a terra, sulle galere e sulle navi mercantili: in origine sul drappo era rappresentato lo stesso San Giorgio. Questo Gonfalone (con 4 code nei primi tempi) è disegnato negli Annali Genovesi fin dall’anno 1198 ma probabilmente esiste fin dai primi giorni della Repubblica, cioè prima dell’anno 1099 quando Genova partecipa alla Crociata con una propria insegna. La Repubblica Ligure la adottò ufficialmente alla fine del XVIII. Durante la dominazione francese e sotto il regno sardo la bandiera venne ammainata, ma oggi è tornata ad essere il vessillo ufficiale di Genova. La città ligure, all’epoca della Serenissima repubblica, aveva una sorta di bandiera di stato, detta “della signoria” che riproduceva la croce di San Giorgio su uno scudo sostenuto ai lati da due grifoni, forse a rimarcare l’indipendenza dal vassallaggio francese e sforzesco. Il grifone (leone alato dalla testa d’aquila) è un simbolo genovese antichissimo.

La croce di San Giorgio, veniva battuta dalle navi della Repubblica marinara di Genova (che era molto forte) e rappresentava una sorta di immunità per chi si imbatteva nelle navi musulmane che, per evitare il conflitto, giravano al largo. La notizia si diffuse subito nel mondo e così altre Nazioni trattarono con Genova l’uso della sua Bandiera Crociata. Nel 1190 Londra e l’Inghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzo della bandiera crociata per avere le loro navi protette dalla flotta genovese nel Mar Mediterraneo e in parte del Mar Nero dai numerosi attacchi di pirateria (si mosse in prima persona Riccardo Cuor di Leone alla partenza per la Terza Crociata); per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al Doge della Repubblica di Genova un tributo annuale. Secondo altre fonti, la bandiera crociata venne utilizzata ufficialmente dagli Inglesi per la prima volta nel 1249 e si trasformò nella bandiera dell’Inghilterra nel 1277. L’Inghilterra e la città di Londra issano tutt’oggi la bandiera di San Giorgio ed è la loro bandiera nazionale. Lo stemma di Londra è molto simile a quello di Genova, esso reca una croce rossa in campo bianco. Fra i dettagli, che lo differenziano dall’emblema della città di Genova, si nota la spada verticale in alto a sinistra, accanto alla grande croce recante il motto latino: “Domine dirige nos” (Signore guidaci).

Bandiera Inglese È costituita da 2 croci: quella di Sant’Andrea e quella di Cristo; sono rosse bordate di bianco e la base è blu. Perché è fatta così? Perché gli Inglesi hanno messo la loro e quella di Genova insieme. Le cose sarebbero andate così. Eravamo ai tempi in cui la flotta spagnola, più o meno intorno al 1500, era la più potente del mondo. Erano già alcuni anni che Colombo aveva scoperto l’America e gli Iberici avevano cominciato a sfruttare quelle terre e a portarsi a casa le ricchezze che trovavano, oro compreso. Anche gli Inglesi, a loro volta, erano impegnati ad arraffare quello che potevano dalle terre (America del Nord) che avevano occupato. Succedeva però che quando le navi spagnole e inglesi si incontravano, dato che storicamente erano nemiche, erano scontri che solitamente finivano a favore degli spagnoli che rapinavano i valori delle navi inglesi. Per questo gli Inglesi si erano rivolti a Genova che, sebbene non fosse più forte come in passato, era ancora temuta in mare; avevano chiesto di poter mettere in cima all’albero della nave, sopra alla loro bandiera, quella di Genova cosicché gli altri vedendo l’insegna genovese non l’attaccassero.

Ricordiamoci che la presenza di Genova nei confronti dell’Inghilterra non si limita alla bandiera, ma anche ad una grossa quantità di denaro che gli Inglesi si erano fatti prestare e che non hanno mai restituito, cosicché ancora oggi sono nostri debitori. A proposito di soldi, se guardiamo una sterlina d’oro, vediamo che su una faccia c’è il profilo della Regina, mentre dall’altro c’è San Giorgio a cavallo contro il drago. Questo fatto della bandiera è stato ricordato dal Console d’Inghilterra, intervenuto all’inaugurazione dell’Acquario di Genova nel 1992 alle Colombiadi, nel suo discorso parlando proprio degli antichi rapporti fra la sua Nazione e Genova.

Basta una sola parola ♥


” Quando ti sei svegliato questa mattina
ti ho osservato e ho sperato che tu
mi rivolgessi anche solo una parola,
per chedere la mia opinione o ringraziarmi
per qualcosa di buono che era accaduto ieri.
Però ho notato che eri molto occupato a cercare
il vestito da metterti per andare a lavorare.
Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi per la casa,
sapevo che avresti avuto tempo anche solo per dirmi: “Ciao”.
Però eri troppo occupato.
Ti ho osservato mentre ti dirigevi al lavoro
e ti ho aspettato pazientemente tutto il giorno.
Con tutte le cose che avevi da fare,
suppongo che tu sia stato troppo occupato per dirmi una parola.
Al tuo rientro ho visto la tua stanchezza,
desideravo tanto che tu mi parlassi, c’era ancora tanto tempo.
Dopo hai acceso il televisore,
io ho aspettato pazientemente, mentre guardavi la TV,
hai cenato, però ti sei dimenticato nuovamente di parlare con me,
non mi hai rivolto nemmeno una parola.
Al momento di dormire credo che fossi distrutto.
Dopo aver dato la buona notte alla famiglia
sei caduto sul letto e quasi immediatamente ti sei addormentato.
Forse nemmeno ti rendi conto che io sono sempre lì per te.
Ho più pazienza di quanto immagini.
Mi piacerebbe pure insegnarti ad avere pazienza con gli altri.
TI AMO così tanto ….
Bene, ti stai svegliando di nuovo
e ancora una volta io sono qui e aspetto
senza niente altro che il mio amore per te,
sperando che oggi tu possa dedicarmi un po’ di tempo.
Buona giornata…
Tuo papà DIO.

Un mostro che si chiama “olio di palma”


dal web

Si potrebbe definire il flagello dell’umanità senza paura di esagerare. Perché è responsabile della distruzione dell’ecosistema, dello sterminio di specie animali, dell’emissione di una grande quantità di gas serra e perché lede fortemente i diritti umani. Ce n’è abbastanza, quindi, per poterlo definire mostro. Si tratta dell’olio di palma, il versatile ed economico surrogato, ricavato dal frutto delle palme e utilizzato in un’infinità di prodotti di nostro uso e consumo: merendine, cioccolato, cosmetici, biocarburanti… La produzione mondiale di questo prodotto è mastodontica, molto maggiore a quella dell’olio di girasole e di colza. È il secondo olio vegetale più prodotto al mondo, dopo quello di soia- I maggiori produttori sono l’Indonesia e la Malesia dove, la biodiversità è sempre più minacciata dal continuo disboscamento di foresta pluviale: abbattono con un ritmo di 2,8 miliardi di ettari ogni anno per creare piantagioni di palme da olio. La distruzione di quel magnifico mare verde è attuata per mezzo di incendi provocati, sistematici e incontrollati: giganteschi fuochi che provocano quantità enormi di emissioni di anidride carbonica. Gli oranghi, che vivono abitualmente nelle foreste del Borneo e del Sumatra, negli ultimi quindici anni sono stati decimati a causa della distruzione massiccia, al 90%, del loro habitat; si rischia pertanto la loro estinzione nell’arco temporale di dieci anni. Ma, ad essere colpite da questo flagello, sono anche tutte le popolazioni autoctone, allontanate a forza dalle loro abitazioni, dai luoghi dove hanno sempre vissuto in armonia con la natura, per far spazio all’avidità delle multinazionali. Il primo consumatore mondiale di olio di palma è la Cina, mentre l’Italia è “solo” il terzo importatore europeo.

questo post riassunto dal web per pareggiare il precedente, ultimamente molte aziende pubblicitarie si stanno dando un gran da fare per precisare che i prodotti da loro rappresentati solo senza olio di palma…io onestamente, credo che faccia piu’ male all’eco sistema che alla nostra salute, se introdotto in piccole quantità.

Nomen nescio …(figlio di n.n)


in italia non sapevo che esistesse  una legge assurda che impedisce ai figli abbandonati di cercare i propri genitori naturali. nel nostro  paese  ci sono circa tre milioni di persone che sono figli di n.n, sono stati bambini dati in adozione senza essere stati riconosciuti dalla madre. a queste persone la legge italiana consente di conoscere l’identità dei genitori biologici solo 100 anni dopo la loro nascita. diversamente invece, chi è stato riconosciuto dalla madre e poi dato in adozione in un secondo tempo deve aspettare solo 25 anni. enorme differenza tra le due situazioni e divieto assurdo quando tanto si fa di  parlare di prevenzione di malattie, ma se queste persone non hanno alcuna informazione biologica sul loro passato come possono tutelarsi in ambito sanitario?  sono cosi beffati e discriminati ancora una volta.capisco il bisogno di tutelare la privacy della madre ma a mio avviso è sempre meglio la verità, anche xkè spesso sn state scelte dolorose e oserei dire di amore, quando ad esempio  far nascere un figlio fuori dal matrimonio era assai sconveniente.
fortunamente le direttive europee in francia inghilterra svizzera e germania sono diverse – lì si permette ai figli non riconosciuti di accedere alle informazioni sulla propria madre a 18 anni.
l’italia quanto cammino deve fare per definirsi davvero un paese civile ?

un pò di storia sul guanto di venere


charles goodyear brevettò la gomma vulcanizzata e i profillatici  nel 1844  diventarono spessi come copertoni di biciclette, anche gli antichi egizi, greci e romani li utilizzavano, in diversi materiali: in cuoio, in guscio di tartaruga. Alcune testimonianze arrivano addirittura dall’Egitto dei faraoni. Risale al 1350 a.C. una scultura che lascia immaginare l’uso di uno strumento simile al profilattico. È comunque plausibile che gli antichi egizi siano stati i primi a utilizzare vesciche e intestini animali 

In Europa l’antesignano dell’attuale preservativo comparve nel II secolo a.C., anche se le prime testimonianze scritte, si fa per dire, sono addirittura di epoca preistorica. Si tratta di affreschi ritrovati nelle grotte di Combarelles (Francia), risalenti al 10.000 a.C. e raffiguranti un atto sessuale di cui è protagonista un uomo che sembra “inguainato”.

Anche gli antichi romani utilizzavano profilattici ricavati dagli intestini essiccati delle pecore. Soprattutto i soldati, quando fraternizzavano con le donne durante le lunghe campagne lontano da Roma, li adoperavano per proteggersi dalle malattie

fu un medico italiano tale gabriele falloppio che decise di ornarlo con fiocchetti rosa x renderlo piu’ gradito alle donne

 in polonia a konin ogni anno viene eretto un enorme monumento: un grande persevativo- in ricordo di jiulius Fromm- il chimico che ha inventato il profilattico in lattice.

i primi preservativi furono offerti ai soldati della grande guerra per evitare la sifilide.

e c’era chi diceva che il  preservativo è “un’invenzione del demonio”—

non tocchiamo il fattore etico…

io dico solo che  è necessario x proteggersi  nei confronti di malattie sessualmente trasmissibili : in primo luogo l’AIDS, ma anche epatite C, sifilide, gonorrea, herpes genitale ecc.  .. usate la testa proteggete la vs vita sempre !

i cinesi… sono sempre avanti … non c’è storia…


Che la Cina abbia una storia vecchia di millenni è ormai noto a tutti,   le scoperte o le invenzioni cinesi hanno preceduto di secoli o di millenni i progressi tecnologici occidentali. sempre a loro va riconosciuto il merito di aver creato la carta igenica , poichè  L’invenzione della carta avvenne intorno al II secolo d.C sempre in cina

 Le prime testimonianze dell’utilizzo di carta igienica risalgono alla dinastia Sui nel 589 dopo Cristo. Nell’ 851 un viaggiatore arabo riporta con meraviglia come i cinesi usassero la carta, invece che l’acqua, per pulirsi. Veniva venduta in pacchi di fogli da 1000 o 10000, e nel 1300 si producevano oltre 720.000 fogli di carta igienica all’anno. In Europa la prima carta igienica commerciale risale al 1857.

gli antichi romani usavano lana ed acqua di rose, l’aristocrazia francese canapa e pizzo ed infine  Nel 1890, in America, grazie alla Scott Paper Company fa la sua comparsa la carta  igienica in rotoli.

 

LILITH – LA PRIMA DONNA DI ADAMO



Quanta confusione si fa sempre parlando di  donne….

siamo sempre in grado di creare caos…
fin dalla notte dei tempi…. infatti voglio proprio tornare un pò indietro con i tempi….
e vorrei proporvi la famosa Lilith, che ha avuto un suo ruolo importante nella mitologia e  religione.
Secondo un’antica leggenda ebraica Eva non fu la prima donna, prima di lei ci fu Lilith. A differenza di Eva che fu creata da una costola di Adamo, Lilith fu invece crata dalla polvere proprio come Adamo.
Lilith si considerava uguale a Adamo, questo è il motivo per cui diversi movimenti femminili si chiamano Lilith, Adamo invece si sentiva superiore a Lilith è voleva dominarla. Logicamente, come in tutte le vicende religiose (non a caso), ci si mettono anche le complicazioni delle relazioni sessuali, tra Adamo e Lilith nasce una controversia su chi doveva “sottomettersi”. I due si rivolgono al Dio che da ragione ad Adamo, ma Lilith trovò umiliante il doversi stendere sotto di Adamo e si ribellò a questi quando lui pretese le sue ragioni. Lilith fuggi nel deserto. Dio cerco di farla tornare e gli mando tre angeli, ma fu tutto inutile, anzi Lilith conobbe e sedusse l’arcangelo Lucifero.
Dio, allora creò per Adamo una seconda donna e lo fece prendendo la costola di Adamo, questo per far nascere in Eva un senso di gratitudine e un senso di sottomissione. Eva accetto la “sottomissione” di Adamo.
Lilith, gelosa della nuova donna decise di vendicarsi, indusse Lucifero a tentare Eva e “sottometterla”. Dio che sapeva e vedeva tutto, avvisò Adamo e Eva di fare attenzione a non creare un “triangolo” con Lilith o con Lucifero, tutto potevano fare eccetto che questo (il frutto proibito).
Lucifero invece sedusse e “sottomise” Eva, a questo punto scattò la punizione divina. La furia di Lilith si scatena, chiede e ottiene da Lucifero due ali e impara a volare così bene che emette il sibilo del vento. Dichiara guerra al genere umano, si fa sentire di notte con il suo sibilo, sussurra alle orecchie dei giovani adolescenti maschi che durante il sonno inducendoli a sognare rapporti sessuali che si trasformano in coiti interrotti, li spinge alla fornicazione e all’adulterio, ecc., ecc..
Ci sono diverse versioni della storia di Lilith, basta fare una ricerca su Google per capire quante cose sono state dette e scritte.
 
http://www.dicriscito.it/religione/lilith/.
Se prendiamo la ns bibbia leggiamo nella genesi  (Genesi 1,27; 2,23; 3,16) “……. dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di dio lo creò; maschio e femmina li creò…”
poi segue la creazione del sabato e il soffio di vita nelle narici dell’uomo affinchè diventasse essere vivente, poichè fu plasmato dalla terra.
segue il paradiso terrestre con le raccomandazioni di dio e la creazione (di nuovo ) della donna genesi 2, 18-25…..
“allora il signore dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una  delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. il signore dio plasmò  con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo….ecc ecc”.
Non concordo con le parole scritte sopra (prese dal web come precisato)  che dio creò eva dala costola di adamo in segno di sottomissione .. anzi a mio avviso è proprio il contrario… proprio per evidenziare invece che hanno la stessa identica importanza,  e che nascendo dal fianco dell’uomo la donna  è destinata ad una perfetta simmetria e alla medesima dignità.
Inoltre Il testo afferma che tutta l’opera della creazione è “buona”; invece della creazione dell’uomo e della donna si dice che è “molto buona”, affermando in questa maniera la supremazia dell’essere umano su tutto il resto della creazione.(genesi 1 ,31).
Il fatto che prima poteva esserci lilith e che evidentemente x il suo carattere non era certo venuta bene agli occhi di dio, può spiegarci forse xkè si dice che eva non era prima la donna che adamo avevo conosciuto.
Voi che ne pensate?… sapete qualcosa in più in merito?

 

 

air conditioning


Willis Haviland Carrier (Angola, 26 novembre 1876New York, 9 ottobre 1950) è stato  un ingegnere e inventore statunitense, ed è conosciuto come l’uomo che ha inventato la moderna aria condizionata

ma già gli antichi romani facevano scorrere acqua gelata e corrente lungo le mura…

 e poi andavano alle terme x curarsi i reumatismi…

dal web

ti sei fatto infinocchiare?


Il verbo infinocchiare si utilizza come sinonimo di raggirare, imbrogliare, ingannare. Il termine deriva chiaramente da finocchio, ma per quale motivo ha assunto nel tempo questo significato?

Il motivo va ricercato in una peculiarità del finocchio: se consumato crudo, la sua aromaticità è in grado di alterare i sapori. In particolar modo maschera il sentore di aceto che può assumere il vino se è di scarsa qualità o è mal conservato.

Proprio per questo motivo gli osti di una volta, per rifilare vino inacidito agli avventori del proprio locale, servivano antipasti a base di finocchio. In questo modo i clienti, con la bocca alterata dal gusto del finocchio, non si accorgevano del bidone che gli veniva rifilato e bevevano senza lamentarsi. Venivano quindi “infinocchiati”.

classifiche

addio…. anzi arriverderci


dal web 

C’era una volta un gelso centenario, pieno di rughe e di saggezza, che ospitava una colonia di piccoli bruchi. Erano bruchi onesti, laboriosi, di poche pretese. Mangiavano, dormivano e, salvo qualche capatina al bar del penultimo ramo a destra, non facevano chiasso. 
La vita scorreva monotona, ma serena e tranquilla. 

Faceva eccezione il periodo delle elezioni, durante il quale i bruchi si scaldavano un po’ per le insanabili divergenze tra la destra, la sinistra e il centro. I bruchi di destra sostengono che si comincia a mangiare la foglia da destra, i bruchi di sinistra sostengono il contrario, quelli di centro cominciano a mangiare dove capita. Alle foglie naturalmente nessuno chiedeva mai un parere. Tutti trovavano naturale che fossero fatte per essere rosicchiate. 

Il buon vecchio gelso nutriva tutti e passava il tempo sonnecchiando, cullato dal rumore delle instancabili mandibole dei suoi ospiti. Bruco Giovanni era tra tutti il più curioso, quello che con maggiore frequenza si fermava a parlare con il vecchio e saggio gelso. 
“Sei veramente fortunato, vecchio mio”, diceva Giovanni al gelso. 
“Te ne stai tranquillo in ogni caso. Sai che dopo l’estate verrà l’autunno, poi l’inverno, poi tutto ricomincerà. Per noi la vita è così breve. Un lampo, un rapido schioccar di mandibole e tutto è finito”. 
Il gelso rideva e rideva, tossicchiando un po’: “Giovanni, Giovanni, ti ho spiegato mille volte che non finirà così! Diventerai una creatura stupenda, invidiata da tutti, ammirata…”. 

Giovanni agitava il testone e brontolava: “Non la smetti mai di prendermi in giro. Lo so bene che noi bruchi siamo detestati da tutti. Facciamo ribrezzo. Nessun poeta ci ha mai dedicato una poesia. 
Tutto quello che dobbiamo fare è mangiare e ingrassare. E basta”. 
“Ma Giovanni”, chiese una volta il gelso, “tu non sogni mai?”. Il bruco arrossì. “Qualche volta”, rispose timidamente. “E che cosa sogni?”. 
“Gli angeli”, disse, “creature che volano, in un mondo stupendo”. 
“E nel sogno sei uno di quelli?”. “…Sì”, mormorò con un fil di voce il bruco Giovanni, arrossendo di nuovo. Ancora una volta, il gelso scoppiò a ridere. “Giovanni, voi bruchi siete le uniche creature i cui sogni si avverano e non ci credete!”. Qualche volta, il bruco Giovanni ne parlava con gli amici. “Chi ti mette queste idee in testa?”, brontolava Pierbruco. 

“Il tempo vola, non c’è niente dopo! Niente di niente. Si vive una volta sola: mangia, bevi e divertiti più che puoi! “Ma il gelso dice che ci trasformeremo in bellissimi esseri alati…”. “Stupidaggini. Inventano di tutto per farci stare buoni”, rispondeva l’amico. Giovanni scrollava la testa e ricominciava a mangiare. “Presto tutto finirà…scrunch… Non c’è niente dopo…scrunch… Certo, io mangio..scrunch, bevo e mi diverto più che posso…scrunch… ma…scrunch…non sono felice…scrunch. 

I sogni resteranno sempre sogni. Non diventeranno mai realtà. Sono sono illusioni”, bofonchiava, lavorando di mandibole. Ben presto i tiepidi raggi del sole autunnale cominciarono ad illuminare tanti piccoli bozzoli bianchi tondeggianti sparsi qua e là sulle foglie del vecchio gelso. Un mattino, anche Giovanni, spostandosi con estrema lentezza, come in preda ad un invincibile torpore, si rivolse al gelso. “Sono venuto a salutarti. È la fine. Guarda sono l’ultimo. 
Ci sono solo tombe in giro. E ora devo costruirmi la mia!”. “Finalmente! Potrò far ricrescere un po’ di foglie! Ho già incominciato a godermi il silenzio! Mi avete praticamente spogliato! 

Arrivederci, Giovanni!”, sorrise il gelso. “Ti sbagli gelso. Questo…sigh…è…è un addio, amico!”, disse il bruco con il cuore gonfio di tristezza. “Un vero addio. I sogni non si avverano mai, resteranno sempre e solo sogni. Sigh!”. 

Lentamente, Giovanni cominciò a farsi un bozzolo. “Oh”, ribatté il gelso, “vedrai”. E cominciò a cullare i bianchi bozzoli appesi ai suoi rami. A primavera, una bellissima farfalla dalle ali rosse e gialle volava leggera intorno al gelso. “Ehi, gelso, cosa fai di bello? Non sei felice per questo sole di primavera?”. “Ciao Giovanni! 
Hai visto, che avevo ragione io?”sorrise il vecchio albero. 
“O ti sei già dimenticato di come eri poco tempo fa?”. 

Parlare di risurrezione agli uomini è proprio come parlare di farfalle ai bruchi.
Molti uomini del nostro tempo pensano e vivono come i bruchi.
Mangiano, bevono e si divertono più che possono: dopotutto non si vive una volta sola? Nulla di male, sia ben chiaro. Ma la loro vita è tutta qui. Per loro, la parola risurrezione non significa nulla.
Eppure non sono felici…

sito

esperti meteo


ogni estate gli esperti ci ripetono che è l’estate piu’ torrida degli ultimi anni.
ogni inverno gli esperti ci ribadiscono che un inverno cosi freddo non si è registrato a memoria d’uomo…
ma esperti dei miei stivali!!!!!….. non ci saranno piu’ le mezze stagioni eh va bò lo posso capire… ma non meravigliatevi se d’inverno non potete girare in mezze maniche!!!! vi spiego una cosina: d’inverno generalmente si registrano temperature basse e si dice che fa freddo… d’estate fa la sua parte con temperature che si innalzano… è questa la normalità…
a me quelli strani che si meravigliano di tutto siete solo voi…

sito

dove quando e come ….il gelato


Non è facile attribuire una “paternità” al gelato. Alcuni la fanno risalire addirittura alla Bibbia: Isacco, offrendo ad Abramo latte di capra misto a neve, avrebbe inventato il primo “mangia e bevi” della storia. Altri, invece, la affidano agli antichi Romani che si distinsero ben presto grazie alle loro “nivatae potiones”, veri e propri dessert freddi.

Bisogna però aspettare il Cinquecento per assistere al trionfo di questo alimento. In particolare, è Firenze a rivendicare l’invenzione del gelato ‘moderno’, che per primo utilizza il latte, la panna e le uova. Golosa innovazione che si deve all’architetto Bernardo Buontalenti. Altro grande epigono del gelato fu anche un gentiluomo palermitano, Francesco Procopio dei Coltelli che, trasferitosi a Parigi alla corte del Re Sole, aprì il primo caffè-gelateria della storia, il tuttora famosissimo caffè Procope.

Ma la storia moderna di questo goloso alimento comincia ufficialmente quando l’italiano Filippo Lenzi, alla fine del XVIII secolo, aprì la prima gelateria in terra americana. Il gelato si diffuse a tal punto da stimolare una nuova invenzione: la sorbettiera a manovella, brevettata nel XIX secolo da William Le Young.

Aveva allora inizio la storia del gelato industriale.

Cibo in scatola grazie a Napoleone


Pochi forse sanno che è stato il grande Napoleone Bonaparte a favorire l’invenzione del cibo in scatola, nel mese di giugno del 1810, tramite un concorso da lui indetto per creare un sistema adatto a conservare i cibi da portare nelle campagne militari. A vincerlo fu il cuoco Nicholas Appert il quale, pur non conoscendo nulla di microbiologia (scienza che oltretutto a quel tempo non esisteva), sigilla il cibo in una scatoletta dopo averlo riscaldato a temperatura elevata e avere eliminato l’aria. Sarà Osterhoudt nel 1866 a brevettare la scatoletta con la chiave per aprire comodamente la confezione.

 

…dal web:   Il padre dell’industria conserviera è senza dubbio il francese Nicolas Francois
Appert (1750-1841), un pasticciere-chef fermamente intenzionato a vincere il
premio di 12.000 franchi offerto da Napoleone per un metodo che impedisse il
deterioramento delle provviste di cibo dei militari.
Nel 1795 Appert riuscì a
mettere a punto un sistema di sterilizzazione che
bloccava la fermentazione e la putrefazione degli alimenti, in particolare della
carne: questa tecnica (che dal nome del suo inventore fu detta
“appertizzazione”) consisteva nel bollire i prodotti, carni o verdure, riporli in un contenitore di vetro sigillato con la pece e sottoporre lo stesso ad ulteriore bollitura in acqua bollente.
Nel 1804 Appert aprì a Massy una fabbrica di conserve inscatolate. Diventarono suoi
clienti militari e marinai, per spedizioni di guerra e rifornimenti di bordo, e
ne assicurarono la fortuna.
Le conserve in scatola avevano come principale
funzione quella di garantire un consumo sicuro e prolungato nel tempo degli
alimenti: poco importava se le loro caratteristiche nutrizionali e sensoriali
fossero alquanto scadenti.

Il manuale pubblicato da Appert nel 1810,
L’arte di conservare tutte le sostanze animali e vegetali, venne tradotto
in inglese e in tedesco e fece scuola ovunque. Solo più tardi, intorno al 1860,
le ricerche sui microrganismi del biologo francese Louis
Pasteur consentirono di elaborare una spiegazione scientifica della
sterilizzazione degli alimenti mediante uso del calore (e quindi il procedimento
fu anche chiamato pastorizzazione).
Fra il 1830 e
il 1840 i recipienti di vetro cominciarono ad essere sostituiti con quelli di
latta, sperimentati per la prima volta nel 1810 in Inghilterra da Peter Durand.
Anche in Germania, con Daubert e Hahn, si sviluppò l’industria dei cibi in
scatola, trasformandone la stessa agricoltura e orientandone le scelte:
soprattutto i prodotti che meglio di altri si prestavano ad essere trattati
dall’industria conserviera cominciarono ad essere coltivati su larga scala. Ciò segnò il successo delle coltivazioni di asparagi,
particolarmente adatti ad essere trattati industrialmente.
Solo nel 1860 a Chicago e in altre città degli Stati Uniti vennero aperti stabilimenti per l’inscatolamento. Un numero di invenzioni e miglioramenti seguirono intorno agli anni 1860-1869, ed il tempo impiegato per manipolare il cibo in scatola viene ridotto da 6 ore ad appena 30 minuti.
In Italia il primo industriale
conserviero fu il torinese Francesco Cirio, di casale monferrato dapprima esportatore di prodotti
freschi su vagoni frigoriferi, poi produttore di piselli e pomodori in scatola a partire dal 1857 (la produzione di pomodori pelati si sviluppò
agli inizi del `900).

superstizione ??? nahhh!!!


ho sempre dichiarato di non essere superstiziosa, non leggo gli oroscopi, e non voglio influenzare il mio stato d’animo da dicerie da medioevo.

però non posso fare a meno notare che alcune cose sono alquanto “sospette”direte voi: sono coincidenze…

è vero l’ho sempre detto anche io

però qualche dubbio ora si insinua in me…

secondo me, senza essere particolamente scaramantica, posso essere “segni” che se giustamente interpretati posso in quale modo essere di monito che qualcosa stia x succedere.

vi racconto molto brevemente le cose che mi sono accadute negli anni:

il primo riguarda un sogno: avevo sognato la mia martina nella bara che era bella come il sole e che si svegliava sorridendo e poi si è messa a ballare.

questo al mattino dopo le 5, lo so xkè mi ero svegliata x mio marito che si era alzato…alle 7 30 ricevo la telefonata di mia cognata che mi avvisa che verso le 5 30 era morto il suo nipotino a causa di una morte improvvisa nel sonno. aveva poco piu’ di un anno.

io ho interpretato che la mia bambina mi avvisava felice dell’arrivo di un nuovo angelo.

circa 5 anni fa si ruppe una bottiglia d’olio in casa e da li in poi problemi a non finire.

due anni fa, nel mese di agosto mi sognavo spesso che mi cadevano i denti, un giorno lo raccontai a papà, preoccupata xkè mio zio stava male, e temevo il precipitarsi della situazione…

era un mercoledi …lui venerdi sarebbe partito x la calabria era l’ultimo giorno che lo vidi vivo

infatti il venerdi seguente morì

i denti caduti nel sogno  non erano per lo zio

ma per mio padre

l’anno scorso prima dell’infarto di mio marito, due giorni prima, sognai mio suocero ( che non ho mai conosciuto) che mi tranquillizzava dicendo che sarebbe andato tutto bene. ( su cosa non era dato sapere)

quasi un mese  fa l’ultima rottura di @@ e di bottiglia d’olio

è seguita la morte di un altro zio

e mille e piu’ problemi di famiglia che devo vivere.

resta il fatto che

le superstizioni vi sono sempre state, poi con lo sviluppo della capacità intellettiva dell’uomo sono state ridimensionate a ciò che sono veramente a credenze nate dall’ignoranza dei tempi passati e dalle circostante dei tempi… per esempio olio e sale portavano male poichè erano dei beni assai preziosi, e rovesciarne x terra anche una piccola quantità era una grave perdita economica… oggi non è piu’ cosi..

x l’olio a dire il vero mi sn un pò preoccupata..piu’ che altro per l’effetto immediato che poteva causare, non certo per il costo della bottiglia stessa… temevo che qualche vicina (visto che mi si è rotta nell’atrio del portone) potesse scivolare  e rompersi qualche femore… e poi nn vi dico il c…o che per pulire il pavimento…:-)

comunque tornando a me, se dichiaro di non essere superstiziosa, passo sotto le scale, il gatto nero mi fa tenerezza, apro gli ombrelli in casa ( ..emh…dite che me le cerco ???)

una cosa è certa.. ho una sensibiltà particolare.. se nò come mi spiego questi sogni cosi particolari? … ( e questi sn solo alcuni)…

voi siete superstiziosi?  vi lascio un elenco cosi potete vedere subito a colpo d’occhio come potete definirvi…

* Se una candela si spegne durante una cerimonia vuol dire che ci sono spiriti maligni nelle vicinanze
* Se un ombrello cade per terra vuol dire che in quella casa verrà ucciso qualcuno
* Posare un cappello sul letto porta sfortuna
* Il suono dei campanelli caccia via i demoni
* Spegnere con un soffio tutte le candeline della torta di compleanno fa avverare un desiderio
* Un gatto nero che vi attraversa la strada porta sfortuna
* Se cade una forchetta vuol dire che un uomo verrà a far visita
* Un ferro di cavallo sopra l’ingresso porta fortuna
* L’edera che si arrampica su una casa la protegge dal male
* Passare sotto una scala porta sfortuna
* Rompere uno specchio equivale a sette anni di sfortuna
* Versare il pepe vuol dire che litigherete con il vostro migliore amico
* Versare il sale porta sfortuna a meno che non se ne getti un pizzico dietro la spalla sinistra
* Chi lascia dondolare una sedia a dondolo vuota invita i demoni a sedersi
* Lasciare le scarpe capovolte porta sfortuna
* Quando muore qualcuno bisogna aprire le finestre per far uscire l’anima
* Se la fede nuziale viene persa, per evitare che l’infelicità piombi sulla coppia, va riacquistata immediatamente un’altra vera che dovrà essere infilata all’anulare dal partner, come durante il rito nuziale
* Non adoperare lo stesso asciugamano in due: litigherete sicuramente
* L’ululato del cane è presagio di morte
* Un capello sulla spalla preannuncia l’arrivo di una lettera
* Mangiare lenticchie o uva, la notte di San Silvestro, vuole dire propiziarsi certamente la fortuna economica durante l’anno
* Porta male posare il cappello sul letto
* Porta sfortuna tenere il cucchiaio con la mano sinistra
* Se le forbici cadono a terra, prima di raccoglierle, posatevi il piede sopra per annullare il cattivo presagio
* Portano invece buono se tenute appese al muro
* Se il gallo canta prima di mezzanotte preannuncia cattivo tempo
* Un innamorato che dovesse vedere una gazza ha poche possibilità di successo con la sua ragazza
* Scarpe, posate o altri oggetti messe a forma di croce porta sfortuna, perché, in epoca medioevale, erano considerate un’offesa alla Croce di Cristo
* Porta male scendere dal letto dalla parte sinistra, in quanto ritenuta la parte di Satana
* Se tre persone rifanno un letto insieme (nel senso che ne sistemano le lenzuola), quella più giovane d’età muore
* Un neonato non va mai baciato sul collo, altrimenti perde il sonno
* Le nubili, la notte dell’Epifania, devono lanciare le scarpe verso l’uscio di casa: se le punte sono rivolte verso l’uscio, si sposeranno entro l’anno
* Versare olio è segno di malaugurio.

* Aprire un ombrello in casa è presagio di sventura
* Il pane posto a rovescio sulla tavola, porta carestia
* Se vi cade di mano un pettine mentre vi state pettinando, qualcuno che vi vuole bene vi sta pensando
* Porta fortuna camminare sotto la pioggia. Un vecchio proverbio dice: “Sposa bagnata, sposa fortunata”
* E’ di malaugurio un quadro che cade
* Vedere un ragno di sera è segno di bel tempo
* Il sale anticamente era simbolo di amicizia, tanto è vero che si poneva una coppa di sale davanti ai commensali
* Porta sventura passare sotto una scala perché, formando un triangolo, è simbolo della Trinità e passarci sotto è una grave mancanza di rispetto
* Se una nubile passa sotto una scala aperta o appoggiata al muro non si sposerà
* Se inciampa, invece sui gradini di una scala, convolerà presto a nozze
* Se si inciampa scendendo, è presagio di perdita di denaro
* Se con la scopa toccate i piedi di una nubile, questa non si sposerà
* E’ segno infausto spazzare il pavimento prima dell’alba e dopo il tramonto
* Trovare una moneta porta fortuna
* Sono di felice augurio i soldi bucati
* Porta bene conservare 2 centesimi di euro nel portafogli (anche le superstizioni si adattano all’euro)
* Rompere uno specchio preannuncia sette anni di guai
* Se ricevete in regalo una spilla, un temperino o qualsiasi oggetto appuntito, pungete con essi il vostro donatore, oppure regalategli una simbolica monetina. Se non lo fate, rischierete di troncare il rapporto di amicizia
* Se vedete uno spillo per terra, raccoglietelo, la fortuna vi sorriderà per tutto il giorno
* Non chinatevi però mai a raccogliere gli aghi, portano sfortuna
* Vederne cadere una stella è di buon auspicio, esprimete un desiderio!
* Vederne tre o quattro suore unite porta male
* Non gettate mai il guscio di un uovo intero, ma spezzatelo per evitare che il demonio vi si annidi
* Tutte le volte che vedete un arcobaleno,esprimete un desiderio: si avvererà certamente
* Trovare un bottone significa contrarre una nuova amicizia
* Quando qualcuno parte non deve salutare due volte la stessa persona altrimenti non si vedranno mai più
* Lo sposo non deve vedere la sposa vestita di bianco perché c’è pericolo che non si sposino
* Gli aghi e le spille prese in prestito devono essere sempre restituite perché si potrebbe litigare con la persona che ha prestato gli oggetti
* Il prurito alla mano sinistra è segno che sono in arrivo soldi, se il prurito è alla mano destra è segno che i soldi bisognerà darli
* Si pone una moneta nelle fondamenta di una casa nuova per buon augurio
* Il letto non deve essere sistemato con i piedi rivolti verso la porta perché è la posizione in cui stanno i morti
* Quando un bambino molto piccolo entra per la prima volta in una casa bisogna regalargli qualcosa altrimenti in quella casa si annideranno i topi
* Di martedì e di venerdì non si fanno visite né agli sposi né ai neonati perché porta male-

AGRIFOGLIO: augura benessere e prosperità. Regalato a Natale in una scatola che dovrà essere aperta solo dopo Capodanno, aumenta la sua potenza.
ARCOBALENO: tutte le volte che ne vedete uno, esprimete un desiderio e si avvererà certamente.

BOTTONE: trovarne uno significa contrarre una nuova amicizia.
CAPELLI: se volete evitare la calvizie tagliate i capelli durante la luna nuova. Un capello sulla spalla preannuncia l’arrivo di una lettera.
CAPODANNO: porta sfortuna incontrare una persona di sesso opposto la mattina di capodanno.
CUCCHIAIO: porta sfortuna tenerlo con la mano sinistra.
FIAMMIFERO: porta sfortuna utilizzare in tre lo stesso fiammifero.
FIENO: se vedete un covone di fieno prendete un filo ed esprimete un desiderio: si avvererà.
INCROCIARE: scarpe, posate o altri oggetti porta sfortuna perché in epoca medievale erano considerate un’offesa alla Croce di Cristo.
LETTO: porta male scendere dalla parte sinistra, in quanto ritenuta la parte di Satana.
OLIO: versarlo è segno di malaugurio;
OMBRELLO: è presagio di sventura aprirlo in casa.
PETTINE: se vi cade di mano mentre vi state pettinando, qualcuno che vi vuole bene vi sta pensando.
PISELLI: sono il simbolo della felicità e della fortuna. Nell’antichità, con i loro fiori, si intrecciavano coroncine da offrire alle spose.
QUADRI: è di malaugurio un quadro che cade.
RAGNO: vedere un ragno di sera è segno di bel tempo.
SALE: anticamente era simbolo di amicizia e si poneva in una coppa davanti ai commensali. Si racconta che un invitato abbia inavvertitamente fatto cadere la coppa di sale, suscitando l’ira del padrone di casa, il quale l’avrebbe ucciso. Porta sfortuna versarlo.
SCOPA: se con la scopa toccate i piedi di una nubile, questa non si sposerà.
SPECCHIO: romperlo preannuncia sette anni di guai.
SPILLO: se ne vedete uno raccoglietelo, la fortuna vi sorriderà tutto il giorno.
VENERDÌ: né di Venere né di Marte, non si sposa e non si parte né si dà principio all’arte. Venerdì 13 particolarmente infausto per il ricordo storico del 13 ottobre 1307 dello sterminio dei Templari.

Ancora un elenco di superstizioni che hanno a che fare con il matrimonio

GIORNO e MESE
Tutti i giorni sono favorevoli al matrimonio eccetto il venerdì, tutti i mesi sono favorevoli al matrimonio eccetto maggio. Se proprio siete costretti a sposarvi a maggio, i giorni meno malefici sono il 2, 4, 13, 23 purché non siano venerdì.
Inoltre, bisognerebbe scegliere un giorno che non sia nel periodo della Luna Calante.
Non ci si dovrebbe sposare nel giorno del compleanno di nessuno dei due sposi. ( noi invece ci siamo proprio sposati il giorno del compleanno di mio marito) Solo se sono nati lo stesso giorno, anche in anni diversi, sarebbe la data da preferire a tutte.
Ogni giorno della settimana ha un preciso significato:
Lunedì: favorisce la prosperità economica degli sposi
Martedì: favorisce la salute della coppia
Mercoledì: è favorevole in assoluto
Giovedì: neutro
Venerdì: menagramo
Sabato: neutro
Per favorire la sorte, il matrimonio deve essere sempre celebrato prima del tramonto.
DA INDOSSARE
L’abito da sposa non deve essere visto dallo sposo prima della cerimonia, ma meno persone lo vedono e meglio è.
La sposa deve indossare
Qualcosa di vecchio: le scarpe o un fazzoletto
Qualcosa in prestito: una borsa o un gioiello
Qualcosa di azzurro: basta un nastro
Lo sposo deve avere
Tre grani di sale nella tasca sinistra della giacca
TEMPO
Se per la stagione in cui vi sposate il tempo è bello, il matrimonio sarà felice. Se è brutto e piovoso, non importa la stagione, il matrimonio sarà turbato da avversità.
Soffia vento? I due coniugi litigheranno spesso.
INCONTRI
Se mentre vi recate in chiesa incontrate un poliziotto, un medico, un giudice, un prete o una suora, un cieco, sono presagi poco favorevoli, fate gli scongiuri incrociando le dita: il medio sopra l’indice, non viceversa, di entrambe le mani.
CERIMONIA
Se durate la cerimonia cade una fede, è segno che i due sposi litigheranno presto. Per scongiurare il presagio nessuno degli sposi o degli invitati deve chinarsi a raccoglierla, deve farlo il prete o l’ufficiale di stato civile. Se l’anello è stato raccolto dagli sposi o dagli invitati, il presagio negativo viene sovvertito se durante il pranzo qualcuno rompe involontariamente (involontariamente sia chiaro), una stoviglia. Anzi, la rottura involontaria di un piatto o di un bicchiere annulla tutti gli eventuali presagi poco favorevoli che si sono verificati nel corso della giornata. Consiglio: se avete un amico goffo e sbadato, invitatelo senza dubbio, sperando che sia all’altezza della sua fama!
Gli sposi devono tagliare insieme la torta tenendo entrambi il coltello: lei con la mano sinistra su quella di lui.
INVITATI
Devono sempre accettare e mangiare una fetta di torta degli sposi. Non farlo porterebbe sfortuna a loro e allo stesso invitato.
RISO
Non va gettato sugli sposi, ma attorno agli sposi. Solo così si augura loro prosperità!
BOTTI
Sparare qualche petardo allontana invidie e cattiva sorte, l’ideale sarebbe sparare fucilate all’aria (?!).
DA FARE ASSOLUTAMENTE
Lo sposo deve prendere in braccio la sposa quando varcano per la prima volta insieme la soglia di casa. …vi lascio con le parole di

di Eduardo De Filippo

Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male.

 

io scelgo, consapevolmente di non essere prrrrrrrr!

 

 

 

 

 

 

combattiamo sempre


vi  capita mai di essere turbati dalla parte oscura della realtà? A me sì, spesso. E’ una delle verità della vita interiore che si tracura: la vita è combattimento spirituale, esiste cioè come una forza distruttrice dentro ciascuno di noi che ci porta all’annientamento: depressione, scoraggiamento, esaltazione… tutto ciò, insomma, che ci allontana da noi stessi e dal vero, una specie di forza oscura, che ci impedisce di essere felici e liberi. Gesù lo chiama “avversario” e quindi significa che si può combattere e sconfiggere.obiettivo mio a tal proposito : sconfiggere il nemico !  ognuno di noi ha difetto e pregi  i difetti vanno anzitutto accolti e accettati, Dio non vuole dei giusti finti ma dei figli. l’importante è non abbattersi e combattere quell’avversario che ci vuole tristi e nervosi… perchè se lo diventiamo uno a zero x lui e palla al centro. esistono situazioni nella nostra vita che ognuno di noi vorrebbe cambiare… magari non sempre, ma per periodi piu’ o meno lunghi spesso si fa a pugni con una realtà che ci viene stretta e dalla quale vorremmo fuggire via lontano. ho sempre sostenuto che tutto ciò che mi crea disagio e mal di vivere andava allontanato dalla mia vita, per una sana ed egoistica difesa tutto ciò che mi recava danno e poteva essere bandito andava necessariamente cacciato. ma gli eventi passano, cambiano e la vita propone sempre nuove vicende, spesso non belle, ma con le quali si deve per forza di cose convivere… e cosi ho capito che non sempre è possibile prendere le distanze, anzi  volte non è proprio possibile…è la realtà come si sopravvive? ….quando lo scopro ve lo dirò—-

 

friendly award


In queste giornate cupe, questo dono regalatomi da jash mi ha fatto davvero piacere, lo condivido con voi e passo a premiare alcuni amici piu’ vicini….

Il criterio di selezione si basa su come il blog sia amichevole verso il lettore (tramite i testi e i commenti che l’autore lascia nel suo o nel mio blog). Quindi blog spensierati, privi di tristezza e di polemiche.
 
I premiati quindi sono:
http://itesoridiamleta.wordpress.com/
http://iomilu.wordpress.com/

http://jashspace.wordpress.com/
http://mamylella58.wordpress.com/
http://diemarty.wordpress.com/
http://raffaellarazzini.wordpress.com/
http://tinamannelli.wordpress.com/

sai resistere al diavoletto tentatore?


lo sappiamo riconoscere? è abile nel suo scopo di far traviare e portare al male piu’ uomini possibili. 

probabilmente non sempre,  si presenta a noi ovviamente non sotto la sua vera natura ma con una vesta nuova  si traveste… per mostrarsi alla sua preda sotto altre sembianze, per poter insidiare e portare al male con più piacere. gioca con le nostre vite e noi dobbiamo essere più astuti per non permettergli di farlo dobbiamo vigilare non cadere nelle sue tentazioni

non dobbiamo fare il suo gioco altrimenti ci annienterà dobbiamo non solo mantenere le distanze ma  abbatterlo, renderlo insicuro e vacillante. non sempre è facile, anzi a volte segna punti a suo favore, ma anche se vince una battaglia non deve illudersi di vincere il conflitto, ognuno di noi può avere il suo sistema, il suo antidoto – io credo che solo una Cosa davvero lo possa folgorare e di mi affido al mio Sole che può rischiarire le mie tenebre confido in Gesù, mi metto nelle sue mani e so che ci penserà lui a forticarmi, a darmi la forza di combattere le battaglie nell’avversità. il mio sogno è che un domani il bene possa convertire  questo povero illuso di un diavoletto tentatore.

Andronico


I santi Andronico ed Anastasia vissero in Egitto verso la fine del IV secolo, al tempo dell’imperatore Teodosio, come testimoniano le commemorazioni riportate dai menei, menologi e sinassari greci nelle date del 2 marzo, 6 e 12 maggio e 9 ottobre. Andronico, che esercitava il mestiere di orafo presso Antiochia, convolò a nozze con Atanasia dalla quale ebbe due figli, entrambi morti in tenera età. I coniugi, anziché cadere nello sconforto, interpretarono la perdita dei bambini quale un rimprovero divino alla loro condotta non propriamente improntata allo spirito evangelico. In seguito all’apparizione di San Giuliano ad Atanasia, che la invitava a consacrarsi interamente a Dio con il marito, distribuirono allora tutti i loro beni ai poveri ed intrapresero numerosi pellegrinagi in Egitto ed in Terra Santa. Al ritorno dalla Palestina, Andronico ed Atanasia conobbero San Daniele, abate di Scete, cosa un pò strana in quanto tale santo vise solo due secoli dopo. Il santo abate trattenne Andronico presso di sé, mentre inviò Atanasia al monastero femminile di Tabenna. Dodici anni dopo Atanasia decise di vestire panni virili onde poter essere sottoposta a maggiori torture e patimenti non confacenti il gentil sesso. Per la sua magnanimità ed il suo spirito di santificazione, ottenne la direzione dei centri religiosi nati proprio in quegli anni in Palestina ed Egitto. Andronico, desideroso di conoscere quei famosi monasteri, si mise in viaggio per visitarli. Atanasia appena lo vide riconobbe il suo marito, ma preferì non rivelarsi invitandolo comunque a fermarsi in quel monastero. Denominato “monastero XVIII” dal numero delle miglia che lo separavano da Alessandria d’Egitto. Dopo una dozzina d’anni Atanasia morì: solo allora Andronicò scoprì la sua reale identità e di essere sepolto accanto a lei presso Gerusalemme. La vicenda di questi santi coniugi pare essere una finzione letteraria ispirata ai più frequenti luoghi comuni dell’agiografia monastica, purtroppo priva quindi di qualunque autenticità. La loro festa si diffuse nelle Chiese copte egiziana ed etiope, nonché a Cipro ove erano oggetto di particolare venerazione.

 

sant’ugo da genova


Di Sant’Ugo, oggi festeggiato a Genova  l’8 ottobre si tramanda un miracolo che fa coppia, addirittura!, con quello di Mosè, il quale fece scaturire acqua da una roccia, percotendola con la sua verga, quando Israele si trovava nell’assetato deserto del Sinai. Mosè aveva fatto scaturire l’acqua miracolosa per dissetare il suo popolo; Sant’Ugo da Genova, con una sfumatura più affettuosa di carità, aveva sprigionato l’acqua per consentire alle lavandaie di un ospedale di lavare la biancheria dei malati poveri. Ugo nacque a Castellazzo Bormida (Alessandria) e visse a Genova tra il XII e il XIII secolo. Era cappellano dell’Ordine religioso e cavalleresco, di San Giovanni di Gerusalemme fondato un secolo prima con intenti soprattutto militari, per combattere contro gli infedeli Mussulmani. In realtà i Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme furono respinti dai Mussulmani e obbligati a lasciare l’Oriente, rifugiandosi prima nell’isola di Rodi, poi in quella di Malta. Il ben noto Ordine dei Cavalieri di Malta ebbe origine da questa emigrazione, nell’isola mediterranea, degli antichi combattenti cristiani. Come cappellano della Commenda genovese, Sant’Ugo non impugnò mai armi di difesa e di offesa, e i suoi combattimenti, come già abbiamo detto, si svolsero soprattutto sotto il vessillo fiammante della carità. Si racconta che una volta le sue preghiere riuscirono a salvare dal naufragio una nave in pericolo, al largo delle coste genovesi. Un’altra volta un suo miracolo ebbe di nuovo come protagonista l’acqua, mutata in vino durante un convivio. E se quello della fonte prodigiosa Io rendeva simile a Mosè, questo secondo miracolo ricalcava addirittura quello di Gesù alle nozze di Cana, con la prodigiosa conversione dell’acqua in vino. Piccolo di statura, magro, con un cilicio sulla carne, Sant’Ugo era noto e caro ai genovesi anche per il suo spirito di mortificazione e per la sua grande modestia, contrastante con lo spirito di superbia dei secolo, che non risparmiava neppure quei Cavalieri, quasi sempre di origine aristocratica, di cui egli era zelante cappellano. A Genova, a pochi passi dal porto, esiste ancora la chiesa di San Giovanni di Prè, sulla piazzetta della Commenda, accanto alla loggia dei Commendatori Gerosolimitani. R l’antica chiesa presso la quale visse il cappellano dell’Ordine cavalleresco, e nella quale Sant’Ugo venne sepolto dopo la sua morte, verso il 1230. Con lui, vittorioso nella più meritoria delle battaglie, i Cavalieri di Gerusalemme conquistavano per il loro blasone un titolo di gloria più chiaro e più durevole delle incerte imprese militari e politiche, anche se combattute per la fede e ispirate dal desiderio di convertire gli infedeli alla verità. La Diocesi di Genova ne celebra il culto il 19 ottobre.

forte sentimento buio


mi sarebbe piaciuto conoscerti da bambina

avrei voluto vederti giocare

avrei voluto vederti confrontare con gli amici

ma io avrei voluto avere  l’età di oggi, affinchè il mio approccio con te

fosse maturo per permettermi di capire

tante cose che oggi  che mi sfuggono

hai una personalità particolare

direi difficile

o almeno cozzante con la mia.

avrei voluto vederti nell’età dell’innocenza

per capire se le sofferenze che hai avuto poi nel tempo

ti possano aver cambiato

avrei voluto essere una mosca

per vedere come i tuoi genitori ti hanno insegnato a vivere

perchè tu non hai mai vissuto

hai sempre sopravvisuto in un limbo stretto

fatto da te su misura del tuo io.

essere genitori è difficile, non basta predicare

bene e razzolare male, non basta sgranare il rosario tutte le sere

e poi non avere la forza di dare un senso alla vita della propria famiglia.

facile parlare a distanza di anni.. forse non dovrei permettermi,

lo so, forse non dovrei, ma il mio sentimento è di poca stima verso  i nonni,

si erano tempi difficili, non dovrei e non voglio giudicare

ma è evidente che c’è stata una grossa mancanza nella tua adolescenza

e in quella dei tuoi fratelli

se oggi vi ritrovate cosi insoddisfatti, arrabbiati, e depressi,

vi piace a tutti mezzo rotto piuttosto che l’intero.

crescendo caratterialmente tu non hai certo saputo lavorare su te stessa

affinchè l’esperienze negative le metabolizzassi

e le trasformassi in energie positive da cui attingere forza e determinazione.

la tua determinazione la investi solo nel voler litigare a tutti i costi

nel lamentarti sempre del passato, del presente e del futuro.

ci sono uomini e donne che hanno davvero dovuto affrontare veri problemi

nel corso della loro vita, ma oggi sono persone speciali, sorridenti da cui imparare

da ogni loro parola e gesto.

sicuramente in te ci sarà stato anche del buono, ma oggi dopo tanti anni di

rotture di palle, di problemi da affrontare ( che a mio avviso li hai esasperati proprio tu con il tuo carattere)

sai che non riesco piu’ a ricordarli?

il brutto domina sul buono.

anche tua nipote non ha un ricordo positivo di te….

non si ricorda mai che tu regalassi un sorriso,

non ha riscontro di nessuno che le parli di te in modo positivo

a differenza del nonno…

il nonno uomo tanto mal sopportato da te…

uomo di infinita pazienza

uomo di poca cultura scolastica

ma di grande umanità e capace di un amore incondizionato.

uomo che ha sofferto tantissimo a causa tua

uomo che ha dovuto accettare il tuo capriccio di separarti

per il quieto vivere, x offrirti ancora la serenità che tanto agoniavi.

uomo che è morto per te.

era destino… forse… ma cara mamma, il mio cuore non sa mentire,

non sa provare emozioni finte: si io penso fermamente che senon eravate separati e tu lo obbligavi

ai soggiorni in calabria in periodi separati dai tuoi. lui sarebbe vivo.

uomo che fino all’ultimo ti ha amato in ogni piccola cosa

uomo che x accompagnarti alla stazione

ha dato la sua vita x te.

com’è è strana la vita, lui che aveva mille ragioni e l’entusiasmo di vivere

se ne è andato

tu che lotti quoitidianamente con i tuoi fantasmi del passato

e con l’incerto avvenire tribolando ogni giorno

sei rimasta

magari ora devi scontare il senso di colpa e il rimorso

per tutto ciò che le tue scelte hanno causato.

forse la tua depressione, la tua aggressività è il prezzo da pagare

per poterti riscattare un giorno.

sicuramente lui è in pace finalmente

senza dover piu’  ingoiare bocconi amari.

io mi sento male

mi sento svuotata

mi sento senza una parte importante della mia vita (la tua presenza vera e positiva)

ho dovuto presto imparare a far forza sempre e solo di me

a non contare mai su di te

per  non crearti problemi e non darti angustie.

però mi manca il rapporto sano che tra noi dovrebbe esserci.

mi rimproveri dicendo che sono cattiva

che sono tutta mio padre

tu non sai quanto questo mi renda orgogliosa

tu me lo dici con l’intento di ferirmi

ma non mi scalfisci… mi dispiace solo sentirti nonimare mio padre

che è stato il tuo esemplare marito

solo se tu avessi avuto meno capricci

e pretese infondate.

il nostro rapporto non esce bene, io mi sento fredda nei tuoi confronti

anche se te ci sono stata e sempre ci sarò

ma non riesco umanamente a violentarmi piu’ di quanto già faccia.

sento di non stimarti, di non aver nulla da cui imparare da voler prendere ad esempio.

non riesco a vedere del buono in te

anche se ci sarà…

c’è in ogni uomo…

ma mi sfugge in te, forse il mio perdono non è ancora maturo

se perdonare significa dimenticare

non sono stata capace di dimenticare tutte le cose brutte che ho vissuto.

44 anni non sono tanti, ma nemmeno pochi,

posso dire con certezza che 40 sono di ricordi sofferenti,

credo che prima o poi  dovrò farmi analizzare

si che per corazza mi sono fatta crescere una bella peluria sullo stomaco

ma a volte sento che le mie difese vaccillano.

benedette medicine


Farmaco Lipobay/Baycol: in Argentina la Bayer condannata a pagare un indennizzo

di Redazione InformaSalus.it

CATEGORIE:  Denuncia sanitaria
bayer

Farmaco Lipobay/Baycol: in Argentina la Bayer condannata a pagare un indennizzo

In Argentina la compagnia farmaceutica Bayer è stata condannata a pagare un indennizzo di 968.000 pesos (circa 206.000 dollari) ad una vittima del farmaco anticolesterolo Lipobay/Baycol. La vittima, Flavio Rein, ha sofferto danni irreparabili alla muscolatura, disturbi visivi e danni ai reni dopo aver usato il farmaco per un mese soltanto.
A renderlo noto è la Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania) in un comunicato pubblicato oggi .
Il processo è durato oltre nove anni. Nell’agosto 2012 la Corte di Appello di Buenos Aires, confermando il giudizio dell’anno precedente, ha stabilito che la Bayer non ha fornito ai dottori né ai pazienti, adeguate informazioni riguardo ai rischi connessi all’uso del farmaco. La sentenza è diventata esecutiva la scorsa settimana.
Il Lipobay è stato prescritto a Flavio Rein nel 1998, per un livello leggermente alto di colesterolo. Rein – che a parte questo problema, era perfettamente sano e correva tutti i giorni – non poté più camminare per cinque mesi a causa del danno muscolare. Tuttora è fisicamente disabile e la vista, in un occhio, è ridotta al 30%.
Patricia Venegas, avvocato di Flavio Rein e professoressa di legge all’Università di Buenos Aires, ha affermato: “All’ultimo momento la Bayer ha tentato di non giungere alla sentenza offrendo del denaro, ma lo ha fatto con 14 anni di ritardo. Flavio Rein ha avuto il coraggio di dire di no alla Bayer!”.
“Una condanna contro la Bayer – ha spiegato Philipp Mimkes, della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania) era attesa da molto tempo. Documenti interni della Compagnia dimostrano che i direttori responsabili accettavano tacitamente le possibilità di seri danni alla salute dei pazienti, giungendo ad ignorare anche segnali provenienti dai loro stessi studiosi. La condanna è una grossa soddisfazione per tutti coloro che sono stati danneggiati”.
Si tratta della seconda volta in tutto il mondo, secondo Argentinian media, che la Compagnia è stata condannata per il Lipobay/Baycol. Negli Stati Uniti, dove vi sono stati parecchi morti, non sono mai state emesse sentenze definitive anche se la Corte Suprema, lo scorso anno, ha accettato una class action contro la Bayer. La compagnia farmaceutica ha già pagato più di un miliardo di dollari di indennizzo a vittime del Lipobay, ma questi accordi privati non riconoscevano la responsabilità della Bayer.

sostanze nocive nei cosmetici


Eccovi la lista nera:

Polyethyleneglycole (PEG): si può trovare nei detergenti, shampoo, creme emollienti e idratanti.
Propylen glycol, Butylen glycol, Polypropylene glycol: questi ingredienti sono utilizzati come solventi e diluenti. Sono quegli elementi che aiutano a mantenere tutti uniti i componenti di un prodotto. Penetrano a fondo nella pelle tanto da aumentarne la permeabilità.
Ethylene glycol: è un solvente sintetico che, oltre ad essere irritante per la pelle, favorisce anche l’inquinamento ambientale.
QUATERNIUM 15: è tossico perché rilascia formaldeide. Lo potete trovare soprattutto nei prodotti make up per occhi, nei fondotinta, negli shampoo, nelle creme solari e in quelle idratanti viso e corpo.
KATHON CG: inodore e incolore, si trova in molti prodotti per l’igiene personale (e anche in quelli per la casa). Provoca irritazioni. È segnalato anche come Grotan, Euxil, o Isotiazoline.
Ingredienti tossici prodotti cosmetici

Imidazolidinyl urea e Diazolidinyl urea: rilasciano formaldeide. In cosmetica sono ammessi mentre in farmaceutica no. Il secondo è decisamente più potente.

FORMALDEIDE: di questo ingrediente è stato ormai dimostrata da tempo la cancerogenicità eppure è ancora utilizzato nei cosmetici. Rischiate di trovarlo in smalti, fondotinta e shampoo.
Parabeni: la gamma dei parabeni è davvero infinita! Il rischio di trovare parabeni nei vostri cosmetici è altissimo (provate a guardare…). Sono troppo spesso contenuti nelle creme idratanti, dentifrici, shampoo, detergenti intimi, deodoranti e in moltissimi prodotti make up. Solitamente trovate questo ‘simpatico’ elenco: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben. Pare siano cancerogeni ma ancora non sono stati messi al bando, quindi fate attenzione.
Monoethanolamine (MEA), Triethanolamine (TEA), Diethanolamine (DEA): acidi grassi in sintesi o ricavati dall’olio di cocco. Si possono trovare in detergenti, shampoo e prodotti make up. Sono sensibilizzanti, tossici e disidratanti oltre che favoriscono la formazione di forfora e acne.
PARAFENILENDIAMINA(PFD): è un colorante ed è utilizzato moltissimo nelle tinte per capelli. È bandito in moltissimi paesi europei. Causa irritazioni.
Ftalati: si trovano in moltissimi profumi, da donna e da uomo indistintamente.
Tensioattivi: tra i più noti ci sono il sodium laureth sulfate (SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS). Sono molto aggressivi, ma non cancerogeni. Si trovano in moltissimi prodotti che detergono corpo e capelli.
TOLUENE: lo trovate molto spesso nello smalto e può causare danni ai reni.

occhio a cosa ci mettiamo addosso 🙂