Domenica Laetare ☺


Ci avviciniamo ormai a passi svelti verso la Pasqua. Questa domenica, IV di Quaresima, viene anche detta “in laetare”, dal latino: giore, rallegrarsi; sì, il popolo cristiano ha motivo di gioire per l’arrivo imminente della sua redenzione. La colletta ossia la preghiera d’introduzione di questa domenica, così recita: “O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione, concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina.”
Si avverte questo senso di allegrezza per l’avvicinarsi della liberazione anche grazie alla simbologia liturgica: in questa domenica, infatti, al sacerdote è permesso indossare la casula “la veste sacra” di colore rosa anzichè viola, perchè al viola, colore che rappresenta la penitenza quaresimala, si può ora sostituire il rosa, colore meno cupo, più solare che cederà presto il posto al bianco sfolgorante delle domeniche di Pasqua.

Camminiamo, dunque, spediti verso il grande giorno della Resurrezione

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noi nel deserto?


Cari ragazzi, inizia un tempo nuovo:
La Quaresima.
Ecco, per dovere di cronaca devo dirvi che cosa significa la parola “quaresima”.
Quaresima significa “quarantesimo giorno”, infatti dal Mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima, alla Pasqua ci sono appunto quaranta giorni.
Bene, abbiamo capito quindi che è un tempo che precede una grande festa, la Pasqua.
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Voi sapete dagli adulti che il tempo di Quaresima è un tempo di penitenza, digiuni, facce magari un po’ tristi (ma solo un po’).
Se chiedeste ai vostri genitori perché digiunano, loro risponderebbero, con i volti un po’ preoccupati e seri: “E’ quaresima!”
Magari qualche altro genitore potrebbe rispondere “Non lo so”;
qualche altro, forse più sincero, potrebbe dirvi “Non digiuno…”:
E voi magari pensereste: “E che vuol dire? Ci prepariamo alla Pasqua e dobbiamo digiunare?”
Questi quaranta giorni servono a farci scoprire cosa abbiamo nei nostri cuoricini.
Pensiamo per un attimo ai nostri cuori come ad una casa, bella grande, accogliente, con tante stanze – Come voi ben sapete, forse lo sanno meglio le vostre mamme, questa nostra casa ha bisogno di essere pulita, ordinata, curata.
Avete presente le vostre camerette?
Pensate per un attimo se la mamma per una settimana non venisse ad ordinare il tutto…
Penso che non riuscireste neanche più ad entrarci…, pantaloni appesi ai lampadari, scarpe sui letti, giochi della play per terra, calzini profumati sulla scrivania, cassetti degli armadi tutti aperti, insomma potrebbe sembrare che ci sia stato un terremoto…
Come faremmo ad ospitare in questa casa così combinata Gesù?
Il Vangelo di questa prima Domenica di Quaresima ci invita a guardarci dentro, magari facendo un po’ di silenzio intorno a noi.
Cosa complicata per voi il silenzio, vero?
Però ci dobbiamo provare, anche pochi minuti…
Gesù inizia questi quaranta giorni ritirandosi nel deserto, nel silenzio del deserto.
“In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana”
In quel luogo Lui parla con Dio e grazie a questo dialogo riesce a vincere le tentazioni.
Bene, allora con un pò di calma, spegni 5 minuti la televisione o i tuoi cari videogiochi o il tuo cellulare e ti ritiri anche tu nel silenzio del tuo cuore e parli con Dio, magari chiedendogli di riuscire a non fare più quel peccato  in cui ogni tanto ricadi 🙂

III domenica di quaresima


Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

II domenica di quaresima


+ Dal Vangelo secondo Marco In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, lamato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio delluomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

avvento-natale-epifania-carnevale-quaresima-pasqua?


ormai passiamo ancora piu velocemente grazie al consumismo che non conosce evidentemente tempi di crisi da una festa allaltra...i negozi ormai sono addobbati già con le uova di pasqua, e non vi nascondo il mio disgusto per questo susseguirsi di eventi decisamente "forzati"..dovremmo pensare (a chi piace) al periodo di Carnevale, che segue immediatamente il periodo di Natale. Il culmine delle celebrazioni carnevalesche viene raggiunto il martedì che precede linizio della Quaresima (Martedì Grasso), fanno eccezione le zone ove si segue il cosiddetto Rito Ambrosiano, introdotto da S. Ambrogio, dove il carnevale si conclude il sabato che precede la prima domenica di Quaresima (in particolare Milano e alcune zone limitrofe).Ma invece, corriamo corriamo ..il tempo vola e noi dietro anche con le nostre superficialità.