Giovedì 31 ottobre 2002


Era 

giovedì 31 ottobre 2002  quando ci fu il

crollo  della scuola San Giuliano: Alle 11,30 di giovedì   57 bambini della scuola elementare Francesco Jovine di San Giuliano di Puglia sono a scuola come ogni giorno e solo dopo tre minuti dopo accade la disgrazia-

Un scossa sismica dell’ottavo grado della scala Mercalli fa crollare il tetto sulle loro teste.

E’ una strage: perdono la vita 27 bambini e una maestra, i sopravvissuti vengono estratti da sotto le macerie di una struttura, che si scoprirà in seguito non essere a norma con i più elementari standard di sicurezza-

come in tante parti della nostra italia.

in memoria per loro

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Lettera al maestro


Caro maestro,
lei dovrà insegnare al mio ragazzo 
che non tutti gli uomini sono giusti, 
non tutti dicono la verità; 
ma la prego di dirgli pure 
che per ogni malvagio c’è un eroe, 
per ogni egoista c’è un leader generoso.

Gli insegni, per favore, 
che per ogni nemico ci sarà anche un amico 
e che vale molto più una moneta guadagnata 
con il lavoro che una moneta trovata.
Gli insegni a perdere, 
ma anche a saper godere della vittoria, 
lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, 
ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo,
i fiori nei campi, le colline e le valli.

Nel gioco con gli amici, 
gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole
di una vergognosa vittoria,
gli insegni a credere in se stesso, 
anche se si ritrova solo contro tutti.

Gli insegni ad essere gentile con i gentili 
e duro con i duri 
e a non accettare le cose 
solamente perché le hanno accettate anche gli altri.

Gli insegni ad ascoltare tutti ma, 
nel momento della verità, a decidere da solo.

Gli insegni a ridere quando è triste 
e gli spieghi che qualche volta 
anche i veri uomini piangono.

Gli insegni 
ad ignorare le folle che chiedono sangue 
e a combattere anche da solo contro tutti, 
quando è convinto di aver ragione.

Lo tratti bene, ma non da bambino, 
perché solo con il fuoco si tempera l’acciaio.

Gli faccia conoscere 
il coraggio di essere impaziente 
e la pazienza di essere coraggioso.

Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore 
ed anche in se stesso, 
perché solo così può avere fiducia negli uomini.

So che le chiedo molto,
ma veda cosa può fare, caro maestro”.

Lettera di Abraham Lincoln all’insegnante di suo figlio

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buondì mondo


(Anthony De Mello)

Un tale bussa alla porta di suo figlio: “Paolo”, dice, “svegliati!”.
Paolo risponde: “Non voglio alzarmi, papà”.
Il padre urla: “Alzati, devi andare a scuola”.
Paolo dice: “Non voglio andare a scuola”.
“E perché no?” chiede il padre.
“Ci sono tre ragioni”, risponde Paolo. “Prima di tutto, è una noia; secondo, i ragazzi mi prendono in giro; terzo, io odio la scuola”.
E il padre dice: “Bene, adesso ti dirò io tre ragioni per cui devi andare a scuola: primo, perché è tuo dovere; secondo, perché hai quarantacinque anni, e terzo, perché sei il preside”.

 

 

>♣ la politica>♣


Un bambino torna a casa e dice al padre: “oggi a scuola mi hanno chiesto
cos’è la politica,ma io non ho saputo rispondere,me lo spieghi tu,papa?” E
il padre: “caro figliolo,ti faccio un esempio:io lavoro e porto a casa i soldi,
quindi sono un capitalista;la mamma amministra il mio guadagno e cura
l’andamento della casa,quindi rappresenta il governo,tu sei il figlio
maggiore ,del quale dobbiamo preoccuparci, quindi rappresenti il popolo;la
tua sorellina che è ancora piccola rappresenta il futuro del paese, la donna
di servizio che lavora in casa è la classe operaia. Cosi’ ti ho spiegato
cos’è la politica.”
Di notte il bambino, svegliato dal pianto della sorellina che dorme vicino a
lui,si alza per cercare di calmarla e vede che ha il pannolino slegato ed è
piena di cacca fino ai capelli; allora va in camera dei genitori per
chiamare la madre,la quale dorme profondamente e non sente;il padre non c’è.
Allora va in camera della donna di servizio,bussa alla porta,ma nessuno gli
risponde,spia dalla serratura e vede che il padre sta a letto con la
cameriera; allora torna a letto e pensa: “adesso ho capito cos’è la
politica:
1.il capitalista si fa la classe operaia 2.il governo dorme e non sente
un cavolo. 3.il popolo nessuno lo ascolta 4.il futuro della nazione è pieno
di merda!

dal web

brava sim@


  voglio condividere con gli amici del cuore la gioia che simona oggi ha finito tutti gli esami, 

nulla di straordinario per il mondo intero, ma una piccola soddisfazione per noi genitori e per lei… 

sono orgogliosa di lei.. come tutte le mamme dei loro figli ♥

ha  il sorriso di una donna, le lacrime di una bimba, la forza di un uragano,

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tvb simo ♥´*

dialetto nella scuola


sempre piu’ attuale il quesito:

dialetto si o no nelle scuole?

certo che sarebbe un ulteriore conoscenza della ns cultura e delle ns radici, ma ora come ora… nn ci sn cose piu’ importanti di cui occuparsi nella ns scuola pubblica?

e chi sarebbe in grado di insegnarlo davvero? leggerlo e scriverlo?…

tutto ‘sto parlare ora poi ..nel 150° dell’unità d’italia…mah……..