I fratelli Sole e Luna e la bella ragazza


Una donna diede alla luce due figli di nome Luna e Sole. Nella boscaglia viveva un uomo che aveva una bella figlia.

Sole e Luna divennero grandi, e un giorno passeggiando nella boscaglia incontrarono la bella ragazza e le chiesero:

– Dov’è la tua casa? Noi viviamo in quella boscaglia, facci vedere dove abiti.

Lei rispose:

– Noi viviamo in quella boscaglia. E ci sono molte bestie feroci. Luna, il più grande dei due fratelli, disse alla ragazza:

– Ci trovi simpatici? Dobbiamo chiederti in moglie?
Lei rispose:
– Sì, io posso trovarvi simpatici, ma non me lo permetteranno.
Allora Sole le chiese:
– Chi è che non ci trova simpatici?
La ragazza rispose:
– Mio padre.
Luna disse alla fanciulla:
– Va bene, allora, noi aspetteremo due giorni, e il terzo giorno verremo al tuo villaggio. Manderemo i figli di nostro padre.
Aspettarono due giorni, e il terzo mandarono i figli, poi s’incamminarono verso la boscaglia. E quando furono vicini, videro la ragazza all’altro capo della giungla. Le andarono incontro e le domandarono:
– Dov’è il tuo villaggio?
Lei rispose:
– Il nostro villaggio è qui nella boscaglia, non abbiamo nessuna capanna. Seguitemi vi mostrerò dove vivo.
La fanciulla s’incamminò per fare strada e all’improvviso comparve un grosso serpente.
Sole e Luna non ebbero paura e continuarono per la loro strada. Cammina, cammina, giunsero ai piedi di un albero e si trovarono davanti una gran massa di serpenti. Passarono oltre e arrivarono in un luogo pieno di peli, sembravano crini di cavallo. Tutto intorno non si vedevano sentieri.
Sole disse alla ragazza:
– Tu! Ci hai portati qui per farci morire nella tua terra?
– No, ma non siamo ancora arrivati al nostro villaggio. – lei rispose.
I due fratelli si consultarono e dissero alla fanciulla:
– Dicci se ti siamo simpatici, e se dobbiamo chiederti in moglie. Ora vogliamo tornare a casa.
La ragazza disse:
– Andate, e tornate dopodomani!
I due fratelli tornarono a casa. Luna era molto innamorato della ragazza, più di Sole. La mattina dopo, Sole portò il bestiame del padre al pascolo e Luna di nascosto dal fratello andò da solo nella boscaglia per cercare la ragazza e sposarla.
Quando giunse, qualcuno gli chiese:
– Chi sei?
– Sono io. – rispose Luna
– Chi sei tu? – chiese la voce
Lui rispose:
– Sono io, Luna.
La voce nuovamente chiese:
– Dove vai?
– Vengo qui e tu cosa fai, qui?
– Io non faccio nulla di speciale – rispose lo sconosciuto.
– Anch’io non faccio nulla di speciale, vado a passeggio – rispose Luna.
L’altro gli chiese di nuovo:
– Perché sei venuto qui?
– Per niente di speciale, sono venuto qui senza nessun scopo.
Lo sconosciuto disse:
– Perché vuoi sapere da me che cosa cerco, ma nascondi e rifiuti di rivelare gli affari tuoi?
Allora Luna ebbe paura e si disse: “Io non conosco questa gente, e loro non conoscono me. Ora torno a casa!”.
Tornò a casa e disse a Sole:
– Fratello, quando ti ho lasciato ho visto molte cose strane.
– Bene, un giorno ci andremo insieme e mi farai vedere queste cose; ora ho da badare al bestiame – rispose Sole.
La loro madre disse:
– Andate a trovare la ragazza, bado io al bestiame.
I due fratelli s’incamminarono e quando arrivarono nella boscaglia, videro apparire delle spade. Combatterono contro le spade, ma non videro nessun essere umano. Le spade scomparvero, e loro continuarono a camminare, e si trovarono innanzi a degli alberi piantati così fitti che non c’era modo di passare. Sole sguainò la spada ed abbatté qualche albero. Allora gli alberi sparirono tutti, e non li rividero più.
Continuarono a camminare e giunsero ad uno stagno da dove videro uscire dei denti.  Si avvicinarono e due denti passarono in mezzo a loro. Luna si nascose dietro Sole; era spaventato.
Sole gli disse:
– Luna! Hai paura? Tu sei il più grande, cammina avanti, proseguiamo!
– Sì, proseguiamo, siamo coraggiosi.
I denti tornarono nello stagno, e Sole e Luna proseguirono. Non erano molto lontani, quando dallo stagno videro uscire delle ossa.
Luna disse:
– Oh! Sto morendo.
Per lo spavento fuggì. Sole rimase dov’era, seduto sull’albero. L’acqua straripò e fluì tutt’intorno a lui. Dopo un poco l’acqua rientrò nello stagno e si levò del fumo. Sole si disse: “Io non intendo morire qui, anche mio fratello si è spaventato ed è scappato. Io resto, così potrò vedere quella ragazza!”.
Il fumo cessò, e l’acqua divampò come fuoco. Ma anche il fuoco si spense presto. Allora uscì dall’acqua un essere umano: era la ragazza. Si avvicinò e prese il giovanotto per la mano, e gli disse:
– Ora andremo a casa nostra, e ti darò da mangiare.
La ragazza disse allo stagno:
– Vattene e lascia passare quest’uomo! Gli preparerò da mangiare.
L’acqua si ritirò da un lato. La ragazza andò a cuocere del cibo che poi il giovanotto mangiò.
La ragazza disse:
– Sei tu che devi sposarmi, perché sei un uomo che non ha avuto paura di tutte le cose che ti sono state mostrate, mentre tuo fratello più grande è scappato via.
Allora il padre della ragazza disse a Sole:
– Prenditi la ragazza. Quando sarai a casa tua, devi fermarti là con lei per cinque giorni, e poi tu e tuo padre dovete riportare qui la ragazza!
Partirono. Luna era tornato e stava seduto nella fattoria.  
Aveva una spada e disse:
– Quando Sole arriverà con quella ragazza, lo ucciderò.
I due ragazzi giunsero alla fattoria e vedendo Luna gli chiesero:
– Luna, c’è qualcuno a casa nel nostro villaggio?
– Sole, vieni qui! – disse Luna
Sole aveva una spada, venne avanti e si sedette. La madre uscì e Sole le disse:
– Madre, vai a prendere quella ragazza e accompagnala nel villaggio!
– Questa ragazza, chi l’ha sposata, tu o Luna? – chiese la madre.
– E’ mia moglie, Luna è fuggito via – rispose Sole.
Luna afferrò la spada e ferì Sole. La madre pianse moltissimo. Prese il miglio e altre provviste e le gettò nel fuoco, dicendo:
– Tu, Luna, hai ferito Sole in questo modo. Che tu sia distrutto nello stesso modo!  
La madre prese un po’ di latte, e col marito lo versò in una tazza e lo mescolò con il miglio e la birra. Fatto questo benedirono Sole, affinché splendesse vivido per il genere umano. La ragazza restò nel villaggio come moglie di Sole, ma Luna non prese moglie, e lui che prima era più luminoso di Sole, da quel momento non lo fu più.
Ancora oggi, Luna evita Sole; non accetteranno mai di avvicinarsi allo stesso fuoco, né mangiare insieme. Quando Sole va giù, Luna va su; quando Sole esce dal villaggio, Luna scappa in fretta. Luna è diventato piccolo, Sole è diventato grosso.
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Voi vorreste conoscere il segreto della morte?


Sulla morte di Kahlil Gibran
Allora Almitra parlò dicendo: Ora vorremmo chiederti della Morte.
E lui disse:
Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita.
poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare.
Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita;
E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell’eternità.
La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore.
In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché porterà l’impronta regale?
E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito?
Che cos’è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
E che cos’è emettere l’estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio?
Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.

 

Tintarella per pochi


 È quella che si può prendere in uno stabilimento balneare di via Pagana, a Santa Margherita. A rendere esclusivo il luogo non è solo il pregio del paesaggio, ma anche il costo dei servizi. Le tariffe, infatti, sono le più alte tra quelle inviate alla Regione per aggiornare i prezzi 2009. In un bagno di prima categoria di via Pagana l’ingresso giornaliero con uso dello spogliatoio costa 45 euro, le cabine per due persone 110, l’ombrellone 22, stessa cifra del lettino. Per sette giorni i medesimi servizi si pagano rispettivamente 284, 693 e 139 euro. Per un soggiorno di due settimane le tariffe salgono a 540, 1.320 e 264 euro. Un mese costa 1.012, 2.475 e 495 euro. Per trascorrere l’intera stagione al sole ci vogliono 2.025 euro per ingresso con spogliatoio, 4.950 per la cabina e 990 per ombrellone e lettino. Tutti i prezzi comprendono l’uso dei servizi, dei bagni, delle docce comuni, le prestazioni del personale, l’Iva e le imposte.
 In via Paraggi a mare un altro stabilimento, sempre di prima categoria, propone sconti sull’ingresso quotidiano di bimbi e ragazzi da 4 a 15 anni che spendono dai 6 ai 15 euro contro i 14/20 dei genitori. Nel prezzo dell’ombrellone è inclusa anche la dotazione di un tavolo (da 10 a 15 euro il giornaliero, a seconda della bassa o alta stagione), l’utilizzo della cabina è al massimo per tre persone e, nelle tariffe giornaliere, oscilla tra 34 e 66 euro. Il noleggio quotidiano di sdraio e lettini costa tra gli 11 e i 14 euro. Per i periodi più lunghi, ovviamente, le cifre salgono fino a quelle, massime, dell’intera stagione: 4.000 euro per la cabina con ingresso compreso, 1.700 per tavolo e ombrellone, 1.900 per sdraio e lettino.
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/levante/2009/05/18/AMn2rnaC-tigullio_prezzi_giorno.shtml
 
 
ricordo con rammarico  le estati che si andava al mare con ombrellone e frigo…e non si pagava nulla… adesso manco a piangere trovi una spiaggia libera!