sant’ugo da genova


Di Sant’Ugo, oggi festeggiato a Genova  l’8 ottobre si tramanda un miracolo che fa coppia, addirittura!, con quello di Mosè, il quale fece scaturire acqua da una roccia, percotendola con la sua verga, quando Israele si trovava nell’assetato deserto del Sinai. Mosè aveva fatto scaturire l’acqua miracolosa per dissetare il suo popolo; Sant’Ugo da Genova, con una sfumatura più affettuosa di carità, aveva sprigionato l’acqua per consentire alle lavandaie di un ospedale di lavare la biancheria dei malati poveri. Ugo nacque a Castellazzo Bormida (Alessandria) e visse a Genova tra il XII e il XIII secolo. Era cappellano dell’Ordine religioso e cavalleresco, di San Giovanni di Gerusalemme fondato un secolo prima con intenti soprattutto militari, per combattere contro gli infedeli Mussulmani. In realtà i Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme furono respinti dai Mussulmani e obbligati a lasciare l’Oriente, rifugiandosi prima nell’isola di Rodi, poi in quella di Malta. Il ben noto Ordine dei Cavalieri di Malta ebbe origine da questa emigrazione, nell’isola mediterranea, degli antichi combattenti cristiani. Come cappellano della Commenda genovese, Sant’Ugo non impugnò mai armi di difesa e di offesa, e i suoi combattimenti, come già abbiamo detto, si svolsero soprattutto sotto il vessillo fiammante della carità. Si racconta che una volta le sue preghiere riuscirono a salvare dal naufragio una nave in pericolo, al largo delle coste genovesi. Un’altra volta un suo miracolo ebbe di nuovo come protagonista l’acqua, mutata in vino durante un convivio. E se quello della fonte prodigiosa Io rendeva simile a Mosè, questo secondo miracolo ricalcava addirittura quello di Gesù alle nozze di Cana, con la prodigiosa conversione dell’acqua in vino. Piccolo di statura, magro, con un cilicio sulla carne, Sant’Ugo era noto e caro ai genovesi anche per il suo spirito di mortificazione e per la sua grande modestia, contrastante con lo spirito di superbia dei secolo, che non risparmiava neppure quei Cavalieri, quasi sempre di origine aristocratica, di cui egli era zelante cappellano. A Genova, a pochi passi dal porto, esiste ancora la chiesa di San Giovanni di Prè, sulla piazzetta della Commenda, accanto alla loggia dei Commendatori Gerosolimitani. R l’antica chiesa presso la quale visse il cappellano dell’Ordine cavalleresco, e nella quale Sant’Ugo venne sepolto dopo la sua morte, verso il 1230. Con lui, vittorioso nella più meritoria delle battaglie, i Cavalieri di Gerusalemme conquistavano per il loro blasone un titolo di gloria più chiaro e più durevole delle incerte imprese militari e politiche, anche se combattute per la fede e ispirate dal desiderio di convertire gli infedeli alla verità. La Diocesi di Genova ne celebra il culto il 19 ottobre.

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