Per le vittime delle shoah…


non solo oggi…come da rituale… ma ogni giorno…
non solo auschwitz…ma  anche x tutte le vittime
delle dittature del mondo…

Religious and Christian Comments and Graphics for MySpace, Tagged, Facebook

Protected by Copyscape DMCA Plagiarism Scanner

 

Annunci

23 novembre


 ricordiamo il 23 Novembre 1980 – un terremoto di magnitudo 7.2 colpisce l’Irpinia (Basilicata), 2.735 le vittime

e il 23 Novembre 1996:
un aereo della Ethiopian Airlines viene dirottato. Rimasto senza carburante precipita nell’Oceano Indiano. 123 le vittime

“Per non Dimenticare i Nove Angeli del Molo Giano di Genova”


PASSA IL TEMPO, MA  LA POPOLAZIONE NON DIMENTICA

 in ricordo delle nove vittime del Molo Giano:Daniele Fratantonio, Giuseppe Tusa, Maurizio Potenza, Michele Robazza, Davide Morella, Marco De Candussio, Sergio Basso, Francesco Cetrola e Gianni Jacoviello.

 

 GENOVA – Sette morti accertati, quattro feriti (di cui due gravi) e due dispersi: è un bilancio pesante, quello del disastro avvenuto ieri, dopo le 23, nel porto di Genovaquando una nave portacontainer, la Jolly Nero della compagnia ‘Ignazio Messina’, ha urtato in manovra la torre di controllo a molo Giano, facendola crollare. Il comandante della nave, Roberto Paoloni, 63 anni, di Genova, e il pilota del porto che era a bordo per la manovra sono indagati per omicidio colposo plurimo.
923508_337823756320700_254746578_n
Le vittime. I sette morti accertati sono Daniele Fratantonio, 30 anni, di Rapallo; Davide Morella, 33 anni, di Biella; Marco De Candussio, 40 anni, di Lavagna, originario di Barga (Lucca); Giuseppe Tusa, 25 anni, di Milazzo, tutti e quattro militari della Guardia Costiera; il pilota Michele Robazza, 31 anni, di Livorno; l’operatore radio dei rimorchiatori Sergio Basso, 50 anni, di Genova; l’operatore radio dei piloti Maurizio Potenza, 50 anni, di Genova.

Mancano all’appello il sergente Gianni Jacoviello, 33 anni, della Spezia, e il maresciallo Francesco Cetrola, 38 anni, di Santa Marina in provincia di Salerno. 

Dei quattro feriti due sono ricoverati all’ospedale Galliera: Enea Pecchi, 40 anni, di Pavia, in prognosi riservata, e Raffaele Chiarlone, 36 anni, di Cuneo. I due ricoverati al Villa Scassi di Sampierdarena sono Gabriele Russo, 32 anni, di Messina; e Giorgio Meo, 35 anni, di Taranto, ritrovato sotto le macerie della torre.

Ricerche anche di notte. Proseguiranno anche durante la notte le ricerche degli ultimi due dispersi. Lo ha comunicato Gian Carlo Moreschi, capo del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Genova.”Ipotizziamo che i due dispersi si trovino sott’acqua – ha spiegato Moreschi – dove stiamo concentrando le ricerche che, però, proseguono anche a terra con le unità cinofile. Il problema principale è costituito dal fatto di non avere certezze sulla loro localizzazione. Determinano difficoltà anche gli arredi che si trovavano all’interno della torre e che è necessario spostare manualmente per procedere nelle ricerche”. “Stiamo aspettando – ha concluso Moreschi – l’arrivo di alcune attrezzature, in particolare caschetti rigidi tipo palombaro, per poter accedere ai locali bloccati da lamiere”. 

http://www.repubblica.it/cronaca/2013/05/08/news/porto_genova_nave_abbatte_torre_7_morti-58343669/

 

 

 

ecco l’omelia del cardinale

Autorità Civili e Militari
Cari fratelli e Sorelle nel Signore

 

Ci troviamo a un anno dalla tragica scomparsa dei nostri fratelli che perirono nel crollo della torre nel nostro porto. Nove uomini – 6 marinai della Capitaneria di Porto, due uomini del Corpo dei Piloti, e uno della Società dei Rimorchiatori Riuniti – hanno perso la vita nel cuore degli anni, mentre svolgevano il loro lavoro.

Per loro siamo qui a pregare il Signore, l’unico che vede uomini e cose fino in fondo. Preghiamo perché accolga le loro anime immortali nella sua luce, perché dia consolazione e forza ai familiari percossi da un immenso dolore; perché doni coraggio ai colleghi e amici. La Città di Genova, le Istituzioni civili e militari, tante persone ed enti sono qui, per rinnovare quell’abbraccio che ha tentato di salvare invano, e che oggi desidera portare umilmente un po’ di calore – se possibile – in tanta sofferenza.

 

Non è possibile vivere soli: tutti abbiamo bisogno di saperci amati a compresi, di essere guardati con benevolenza, di sentire che qualcuno ci pensa e si cura di noi. E’ questo il bisogno di tutti. E qui, nella comune preghiera, alziamo gli occhi al Cielo per incontrare lo sguardo del Signore, per sentirci guardati da Lui. Insieme, Gli chiediamo le parole che nessuna creatura umana può dirci: parole capaci di illuminare il buio, di scaldare il gelo dell’anima, di dare speranza per andare avanti, sapendo che la fede non dissipa tutte le nostre tenebre, ma è lampada che guida nella notte i nostri passi, uno alla volta. Al cuore che soffre, Dio non dona la spiegazione di tutto, ma offre una presenza che accompagna nel cammino della vita. Dio invita ad entrare in una storia di bene che abbraccia le nostre tragedie, e misteriosamente – come solo Lui sa fare – apre un varco di luce, di speranza, e di consolazione.

 

In Gesù, Dio ha voluto condividere con noi questa strada di sofferenza e di morte, per immettere nel mondo un germoglio di vita eterna. Cristo è colui che ha abbracciato la sua croce d’amore, e chiede di portare con noi le nostre croci. La Santa Vergine, sul Calvario, ha provato lo sconfinato dolore di ogni madre che perde la creatura del suo grembo, e in questo dolore si fa trovare.

 

Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci invita a sollevare il capo e a guardare avanti, lontano: “chiunque vede il Figlio e crede in lui (ha) la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

Cari Amici, lasciamoci abbracciare da queste parole del Signore. E lasciamoci avvolgere dall’affetto dei fratelli che oggi, come ogni giorno, ci sono accanto con discrezione e amore. Dal Cielo, i nostri cari ci vedono, ci sono vicini, continuano a volerci bene, ci chiedono di sciogliere il cuore e di continuare – nell’amore di Dio – a camminare con loro.

Angelo Card. Bagnasco Arcivescovo di Genova