Informazioni su 🌸 Rosa Andronaco 🌸

Accetto solo richieste di amicizia da chi ha un blog. (SERIO E NON VOLGARE) https://calogerobonura.wordpress.com/ Interessi: ? mi piace la buona compagnia , ma non disdegno il silenzio dove ritrovare me stessa e i miei pensieri...

Su fb non lo posso pubblicare


E’ censura…si

non credo che questi due medici ed un tecnico che ci mettono la faccia a fare questo esperimento si macchierebbero la carriera con dati falsi non dimostrabili e documentati.

Guardatelo, prima che venga censurato da ogni piattaforma e ditemi che ne pensate.

https://ilsapereepotere.blogspot.com/2021/01/la-farsa-dei-tamponi-questo-video-ne.html?m=1

La duchessa


Premetto che adoro i film in costume e storici, qualche giorno fa ho visto un film su Georgiana Spencer.
Non avevo minima collegato la “parentela” che in qualche modo ancora oggi la lega alla famiglia reale inglese.
Nel 1774 Lady Georgiana Spencer si sposa, appena diciassettenne, con il duca del Devonshire, trasferendosi a Londra. Qui conosce gli sfarzi della nobiltà e la freddezza di una relazione che la obbliga a dare un erede al duca. La nascita di due figlie femmine le attira il disprezzo del marito, che la tradisce con la sua amica Lady Bess Foster. Georgiana si innamorerà a sua volta follemente del conte Charles Grey, un giovane politico liberale, e diventerà un’icona della moda e della politica del suo tempo.
Il film è tratti dal romanzo “Georgiana” di Amanda Foreman.
Ha vinto l’Oscar 2009 ai Migliori Costumi.

Una curiosità, Georgiana Spencer è un’’antenata di Diana Spencer:
discendente del fratello di Georgiana, il II conte Spencer.

Destino beffardo, a due secoli di distanza, le sorti delle due donne non paiono così distanti. Entrambe molto belle ed affascinanti, interessate alla politica e alle relazioni pubbliche, icone di stile e di moda femminile.

Le origini e la discendenza fino ad arrivare a Lady Diana:

Padre di Georgiana
John Spencer, I conte Spencer
(Althorp, 19 dicembre 1734 – Bath, 31 ottobre 1783), è stato un politico britannico.

Georgiana Cavendish, duchessa del Devonshire (Althorp, 7 giugno 1757 – Londra, 30 marzo 1806)

ed il fratello :

George John Spencer, II conte Spencer (Wimbledon, 1º settembre 1758 – Althorp, 10 novembre 1834),

per poi arrivare dopo diverse generazioni al nonno paterno di Lady Diana
Albert Edward John Spencer, VII conte Spencer, (Londra, 23 maggio 1892 – Northampton, 9 giugno 1975),

ed infine eccoci al padre di Lady Diana

Edward John “Johnnie” Spencer, VIII conte Spencer MVO (Londra, 24 gennaio 1924 – Londra, 29 marzo 1992.

Un film davvero bello sia per i costumi che per le scenografie, insomma un film drammatico ma sentimentale e storico.
Consigliato.

Visualizza articolo

𝑳’𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒗𝒆𝒄𝒄𝒉𝒊𝒐 𝒔𝒆 𝒏𝒆 𝒗𝒂.


Chi mi conosce sa che non è nelle mie corde fare un resoconto dell’anno passato.

Poi quest’anno in particolare ha toccato i cuori di ognuno di noi,

a me ha portato via 6 cari amici

una zia

e la mia mamma

senza contare anche i conoscenti –

quindi una media di una persona e mezza al mese…

Proprio un anno da dimenticare.

Alcuni distacchi sono stati davvero dolorosi e la ferita non ha ancora smesso di sanguinare.

Tutto questo piatto servito e condito da tante altre amarezze, quindi anche per quest’anno sono stata ancora molto forte mi sono sforzata tantissimo,

ora per il prossimo anno voglio essere solo felice per l’arrivo della mia nipotina ( non sapete quanto mi suona strana questa espressione )

quindi care rotture di @@ vedete di starmi lontano…. perché penso che dopo tanti anni ho diritto di respirare profondamente e sorridere con il cuore gonfio di gioia.

Chiunque mi farà del male non la passerà liscia…. da ora si apre un capitolo nuovo.

𝑪𝒉𝒆 𝒊𝒍 𝒃𝒐𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒎𝒆𝒛𝒛𝒂𝒏𝒐𝒕𝒕𝒆 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒊 𝒗𝒊𝒂 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒎𝒂𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒂𝒔𝒄𝒊𝒂𝒓𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒕𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒂𝒍𝒖𝒕𝒆 𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒆𝒍𝒊𝒄𝒊𝒕à!

Auguri di cuore per ognuno di voi ♥

❀`•.¸,¤°♥ Il vischio ❀`•.¸,¤°♥


C’era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L’uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva piu’ nessun amico. Per tutta la vita era stato avido e avaro, aveva sempre anteposto il guadagno all’amicizia e ai rapporti umani. L’andamento dei suoi affari era l’unica cosa che gli importava. Di notte dormiva pochissimo, spesso si alzava e andava a contare il denaro che teneva in casa, nascosto in una cassapanca.
Per avere sempre piu’ soldi, a volte si comportava in modo disonesto e approfittava della ingenuita’ di alcune persone. Ma tanto a lui non importava, perche’ non andava mai oltre le apparenze.
Non voleva conoscere quelli con i quali faceva affari. Non gli interessavano le loro storie e i loro problemi. E per questo motivo nessuno gli voleva bene.
Una notte di dicembre, ormai vicino a Natale, il vecchio mercante non riusciva a dormire e dopo aver fatto i conti dei guadagni, decise di uscire a fare una passeggiata.
Comincio’ a sentire delle voci e delle risate, urla gioiose di bambini e canti.
Penso’ che di notte era strano sentire tanto chiasso in paese. Si incuriosi’ perche’ non aveva ancora incontrato nessuno, nonostante voci e rumori sembrassero molto vicini.
A un certo punto comincio’ a sentire qualcuno che pronunciava il suo nome, chiedeva aiuto e lo chiamava fratello. L’uomo non aveva fratelli o sorelle e si stupi’.
Per tutta la notte, ascolto’ le voci che raccontavano storie tristi e allegre, vicende familiari e d’amore. Venne a sapere che alcuni vicini erano molto poveri e che sfamavano a fatica i figli; che altre persone soffrivano la solitudine oppure che non avevano mai dimenticato un amore di gioventu’.
Pentito per non aver mai capito che cosa si nascondeva dietro alle persone che vedeva tutti i giorni, l’uomo comincio’ a piangere.
Pianse cosi’ tanto che le sue lacrime si sparsero sul cespuglio al quale si era appoggiato.
E le lacrime non sparirono al mattino, ma continuarono a splendere come perle.
Era nato il vischio.
 

altro mio post qui

A Natale puoi


⁣Picchiarsi a Natale

Non pensate a qualche lite accaduta il 25 dicembre, quella di cui stiamo per parlare è una festa che si svolge ogni anno nella provincia di Chumbivilcas, in Perù. Qui, proprio il giorno di Natale, c’è una tradizionale festa che consiste in balli e combattimenti individuali. Una persona alla volta fa nome e cognome di un’altra che vuole picchiare e si posiziona al centro dell’area, dove avviene uno scontro corretto e seguito da alcuni giudici. Tali scontri sono usati per risolvere questioni fra individui e famiglie, anche se c’è chi combatte per il puro gusto di farlo. Finito il combattimento i duellanti si abbracciano e poi bevono alcool per lenire il dolore.

@GanzialateSpaziali

La tradizione irlandese dei 12 pub di Natale.


⁣Da: #web

In Irlanda c’è una tradizione popolare conosciuta come “i 12 pub di Natale”. In una sola notte devi andare in 12 diversi pub (spesso con maglioni e felpe natalizie) , bevendo almeno un drink in ognuno. Di solito i partecipanti hanno 12 regole da seguire, come “nel pub numero 4 non ci si può sedere” e “nel pub numero 5 non si può usare il bagno”. Quando trasgredisci una di queste regole, devi ingollare in un solo sorso gran parte del tuo drink. Ci si può fermare per 30 minuti massimo per pub, e c’è un “arbitro” che controlla che vengano rispettate le sfide e che soffia un fischietto se qualcuno trasgredisce.

@accendilamente

I nonni sono bambini che crescono all’indietro


Un anno fa ancora c’era ancora la mia mamma.
Certo, le sue condizioni erano peggiorate, era sempre allettata, e sempre meno lucida.
Non riusciva piu’ a deglutire da alcuni mesi, ed allora la nutrivamo con le flebo e con un piatto unico a volte, nemmeno l’acqua gel riusciva ad ingoiare.
Era doloroso vederla spegnersi giorno dopo giorno in quel calvario non so se di sofferenza fisica per lei e non so nemmeno se psicologica ed affettiva.
Sono flash back che mi porto dietro vivi e nitidi come se li stessi vivendo ora sul momento.
Ho fatto tutto ciò che era possibile fare, per questo non ho nè rimorsi nè rimpianti.
Però manca, non manca la figura materna di quando soffriva ma il ricordo di ancora quando era una donna forte ed eccezionale.
Abbiamo passato molti anni di sofferenza, e questo mi ha indurito il cuore.
L’ho sempre amata, ma in alcuni momenti è stato difficile condividere il percorso che la vita ci aveva riservato.
Non ho mai smesso di cercare un confronto, un chiarimento, un dialogo anche quando sarebbe stato più facile prendere le distanze da fatti e situazioni che mi causavano soltanto dolore.
Ma non è nella mia indole girare la testa dall’altra parte quando ci sono problemi da affrontare.
Dò tutta me stessa ed anche l’anima per cercare di salvare tutto e tutti.
Non è facile, anzi a volte è assai arduo e faticoso, tanto faticoso e doloroso che spesso ci ho rimesso anche la salute.
Essere empatici e sensibili porta a gravi conseguenze per la salute del caregiver.
Ricordo, che il giorno di natale dell’anno scorso al posto del piatto unico, ho preso 8 ravioli ed ognuno di esso l’ho tagliato in 4 e mi sono presa la responsabilità di imboccarla io. Quello è stato l’ultimo suo pasto fino ad aprile quando si è spenta.
Sono contenta, di averlo fatto.
Leggo storie strappa lacrime su fb in occasione del Natale riguardo i nonni che sono ricoverati in strutture perché hanno bisogno di cure che a casa non è possibile garantire. Leggo commenti che mi fanno salire il crimine quando condannano chi è costretto per forza maggiore a fare una scelta del genere.
Tutti pronti a condannare e a giudicare i figli. Auguro loro di non trovarsi in situazioni gravi, auguro loro che i loro genitori possano invecchiare tranquillamente a casa senza patologie ingestibili se non con la presenza costante di personale preparato.
E proprio a questo riguardo, vorrei che arrivassero i miei auguri a tutto lo staff che si è preso cura della mia mamma in questi tre anni.
Questo momento di pandemia non mi permette di poter andare fisicamente a salutarli, ma lo faccio cosi attraverso queste righe, perché sono persone eccezionali che hanno coccolato la mia mamma facendole pesare il meno possibile il distacco dalla vita vera di una casa e dalle proprie cose.
Siete rimasti nel mio cuore Sonia, Ana Maria, Maria Grazia, Alberto, Jose, Enza, Bianca, Mounira, Serena per nominare i a me piu’ vicini: tanti auguri di buon feste e buon lavoro per il cuore che ci mettete.

Saggezza


Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri,
I tuoi pensieri diventano le tue parole,
Le tue parole diventano le tue azioni,
Le tue azioni diventano le tue abitudini,
Le tue abitudini diventano i tuoi valori,
I tuoi valori diventano il tuo destino.

~ Ghandi ~
(autorità spirituale indiana)

🥀

Your beliefs become your thoughts,
Your thoughts become your words,
Your words become your actions,
Your actions become your habits,
Your habits become your values,
Your values ​​become your destiny.

~ Ghandi ~
(Indian spiritual authority)

IL PANE DURO



Wilder Hernadez, psicologo

A volte ci avanza un pezzo di pane ed il giorno dopo diciamo: “Questo pane è duro” e spesso è proprio così. Ma, pensandoci bene, e pensando ad una riflessione che ho letto di un grande psicologo, Wilder Hernadez, oggi vorrei condividere una riflessione con te:
“Il pane non è duro: duro, è non avere pane”
Sembra una cosa assurda, ma siamo specialisti nel lamentarci e la maggior parte delle volte senza ragione, senza pensarci, per superficialità, per egoismo…
Il pane non è duro, duro è non avere pane.
Che significa questo?
Che il lavoro che fai non è duro: duro è non avere un lavoro.
Che avere la macchina rotta, non è duro. Duro, è non avere una macchina. Ed avere la macchina rotta e dover andare a prendere l’autobus a piedi, è duro?
No: non è duro. Duro è non aver gambe: duro è non poter camminare. Mangiare riso e sardine non è duro.
Duro è non aver nulla da mangiare
Perdere una discussione in famiglia non è duro.
Duro (e credimi, questo sì che è duro!) è perdere una persona della tua famiglia.
Dire “Ti amo” guardando negli occhi un’altra persona, non è duro. Duro è doverlo dire davanti ad una lapide o una bara, quando ormai sono inutili le parole.
Lamentarsi non è duro: duro è non saper essere riconoscenti.
Oggi è un buon giorno per ringraziare Dio per la vita, per tutto ciò che abbiamo e per non lasciare che la nostra felicità dipenda da qualcosa o qualcuno.
La nostra felicità dipende solo da noi.

Duro non è condividere questa riflessione con un buon amico;
duro è non aver un amico con cui condividerla…

DRIN⏰⏰⏰⏰⏰⏰


All’epoca della Rivoluzione Industriale, quando possedere una sveglia era un lusso per pochi, in Inghilterra e Irlanda esisteva la professione del “knocker-up”, ossia una persona incaricata di svegliare la classe operaia affinché giungesse in orario a lavoro. Per svolgere questo incarico, queste sveglie umane si servivano di manganelli, coi quali colpivano le porte delle abitazioni, di bastoni lunghi per giungere a colpire le finestre dei piani alti, oppure ancora di specie di cerbottane.

💡 Fonte

🏛 LaNostraStoria

NATALE IN TEMPO DI COVID


Ho deciso!
Quest’anno farò il Presepe.
In questo doloroso frangente, il Presepe è il simbolo di una fede che vuole credere nel meglio e, sperare che il meglio accada.
Chiaramente terrò ben da conto il….

PROTOCOLO PER COSTRUIRE IL PRESEPE 2020 *

1.- Solo un massimo di 6 pastori saranno ammessi nel presepe. Tutti devono indossare mascherina e mantenere le distanze sociali.

2.-Giuseppe, María e il Bambino Gesù potranno stare insieme, poiché sono congiunti.

3.- L’asino e il bue devono portare un certificato del Ministero dell’Agricoltura.

4.- I Tre Re Magi devono rispettare una quarantena di quindici giorni, poiché provengono da paesi stranieri, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno un test Covid negativo.

5.- Il fieno, il muschio e il foglio di alluminio del lago devono essere disinfettati con gel alcolico.

6.- L’Angelo non sarà ammesso perché le sue ali producono un effetto aerosol.

7.- Il coro è ridotto a un solo cantante, per evitare il contagio.

8.- Nessun pastorello dovrebbe avere più di 65 anni perché è ad alto rischio.

9.- Tutti i partecipanti romani non essenziali, pescatori, devono astenersi dal partecipare.

10.- PONZIO PILATO insegnerà a tutti come lavarsi le mani.🙄🙄🙄🙄🙄🙄
😉

Dal web

Pianetafantastico


🌳 Questo albero insolito, che cresce nelle zone umide dell’Africa, è chiamato Bubinga. Può raggiungere fino a 50 metri di altezza e fino a due metri di diametro.

Il colore del legno è fantastico! Viene utilizzato principalmente nella produzione di mobili costosi e strumenti musicali. Secondo i maestri, conferisce allo strumento una profondità di suono speciale.‌‌

🌍 @pianetafantastico

Quello che nessuna intervista potrà mai cambiare — il blog di Costanza Miriano


di Costanza Miriano Al di là di smentite (che non arriveranno), esegesi, interpretazioni normalizzatrici, al di là dei tranquillizzatori di professione, i nononvolevadirequello che ignorano che mai nessun Papa ha avuto un team di addetti alla comunicazione così nutrito (a parte che Navarro Valls era così alto e bello e bravo che ne valeva dodici), […]

Quello che nessuna intervista potrà mai cambiare — il blog di Costanza Miriano

Non scherzate con la vita.


L’avvocato canadese Garry Hoy divenne famoso non tanto per qualcosa che fece in vita, ma piuttosto per come morì.
Egli stava cercando di provare a un gruppo di studenti che i vetri delle finestre del Toronto-Dominion Centre erano indistruttibili, e così si scagliò contro la finestra del 24esimo piano. Il vetro, effettivamente, non si ruppe, così come non si era rotto le altre due volte che l’avvocato ci si era buttato contro. Quella terza volta, però, il vetro venne scardinato dalla cornice della finestra.

#Curiosità

@accendilamente

E tu ne conosci l’esistenza, li usi?


Ogni anno  produciamo tonnellate di rifiuti di plastica derivanti dai prodotti che usiamo per la nostra igiene quotidiana.

Tutti questi rifiuti  finiscono nella raccolta indifferenziata perché costituiti da materiali difficilmente riciclabili –

ad esempio i tubetti di dentifricio sono prodotti da materiali misti e non possono essere riciclati. Altri sono costituiti da plastica o alluminio ma molti di noi li gettano tra i rifiuti indifferenziati, il così detto secco, rendendone impossibile il riciclo— ed una di questi sono io.

Per limitare i rifiuti di plastica un’idea valida sarebbe quella di usare dei prodotti solidi.

Ci sono diverse aziende che offrono questi prodotti, poche qui in Italia, ma all’estero dove sono piu’ sensibili al problema dell’inquinamento vengono usati normalmente e non solo in viaggio come spesso accade per ridurre l’ingombro o per non avere problemi all’aereoporto.

Ad es: il dentifricio solido: che sia in pasta, in polvere, o in tavolette –

pensate a quanta plastica potremmo risparmiare.

lo shampoo ed il balsamo solido… pensate alla comodità in viaggio….

il ritorno alla vecchia saponetta….

si certo , oggi si esistono gel doccia solidi

sono tutti prodotti che non hanno bisogno di packaging e che rispettano l’ambiente e per non sprecare di più possiamo anche comprare lo spazzolino in bambù con le testine intercambiabili.

Sappiamo tutti quanto grande sia il nostro problema con la plastica, se riuscissimo a ridurne un po’ l’uso la terra ringrazierebbe

Oggi ho scoperto che:



Dietro alla testa di Lincoln del Monte Rushmore c’è l’entrata ad una stanza nascosta in cui sono conservati i più importanti documenti della storia degli Stati Uniti d’America.

Al sicuro dietro ad una lastra di granito pesante 650 kg sono conservati, scolpiti su pannelli di porcellana smaltata, la Costituzione Americana, la Dichiarazione d’indipendenza, il Bill of Rights, e brevi descrizioni delle vite dei presidenti scolpiti nella roccia della montagna.

 Fonte

 Maps

易Sapiens³

La Fiamma Eterna di Chestnut Ridge. 🔥


Anche se ci hanno insegnato che l’acqua spegne il fuoco, negli Stati Uniti esiste una cascata al cui interno arde misteriosamente una fiamma inestinguibile. L’eternal flame, come è stata battezzata, brilla tra le acque della cascata del Chestnut Ridge County Park, riserva naturale a sud di Buffalo, nello Stato di New York. 🇺🇸

Secondo uno studio dell’Indiana University, lo strano fenomeno è dovuto al fatto che la fiamma, alta trenta centimetri, si trova sopra una grossa sacca di metano, a una profondità di 400 metri, che risale spinto dalle alte temperature che riescono a polverizzare le rocce, invece di uscire direttamente dal terreno come solitamente accade.

Sono molte le leggende nate intorno a questo curioso fenomeno. La più celebre racconta che la fiamma rappresenti uno spirito indiano: il territorio del Chestnut era infatti anticamente popolato da diverse tribù, che col tempo furono eliminate dagli invasori europei. L’ultimo individuo rimasto la accese prima di morire, per lasciare una testimonianza indelebile della loro presenza.

❀ Lᴀɴᴅꜱᴄᴀᴘᴇꜱ﹠Nᴀᴛᴜʀᴇ

Nelle Relazioni si trovano le parole giuste ma si sbaglia l’accento


“Le persone
trovano sempre le parole giuste,
ma sbagliano l’accento.
E vedo che preferiscono
i prìncipi ai princìpi
che si pèrdono sul perdòno,
che vogliono tutto sùbito
senza ricordare cosa hanno subìto
che non gettano mai l’àncora
ma ne vogliono sempre ancòra
che desiderano le loro vite leggère
ma non sanno lèggere negli occhi
e ho capito che
le persone
trovano sempre le parole giuste,
ma sbagliano l’accento”.

(Gio Evan)

In questa bellissima poesia di Gio Evan viene espresso quella che è una degli errori principali nella comunicazione di coppia: sentire e voler comunicare le giuste parole ma sbagliarle nell’esprimerle. Sbagliare anche un semplice accento può cambiare il senso di una parola al pari di sbagliare una tonalità nel comunicare può cambiare il senso della comunicazione stessa. Scelta delle parole, tonalità nel comunicare ed, appunto, anche accento possono avvicinare l’altro come allontanarlo.
Come affermava il sociologo Bauman:
“Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione”

Dott. Roberto Cavaliere, Psicologo,Psicoterapeuta

Come far durare un’amore.


UNA LEGGENDA SIOUX CHE DESCRIVE COME FAR DURARE UN AMORE

“Un giorno Toro Bravo e Nube Azzurra giunsero tenendosi per mano alla tenda del vecchio stregone della tribù e gli chiesero:
“Noi ci amiamo e ci vogliamo sposare. Ma ci amiamo così tanto che vogliamo un consiglio che ci garantisca di restare per sempre insieme, che ci assicuri di restare l’uno accanto all’altra fino alla morte. Che cosa possiamo fare?”.
Il vecchio saggio, emozionato nel vederli così giovani e così innamorati, così ansiosi di una buona parola, disse:
“Fate ciò che deve essere fatto. Tu, Nube Azzurra, devi scalare il monte al Nord del villaggio. Solo con una rete, devi prendere il falco più forte e portarlo qui vivo, il terzo giorno dopo la luna nuova. E tu, Toro Bravo, devi scalare la montagna del tuono; in cima troverai la più forte di tutte le aquile. Solo con una rete dovrai prenderla e portarla a me, viva!”.
I giovani si abbracciarono teneramente e poi partirono per compiere la missione. Il giorno stabilito, davanti alla stregone, i due attendevano con i loro uccelli. Il vecchio saggio li tolse dal sacco e constatò che erano veramente gli esemplari degli animali richiesti.
E adesso, che dobbiamo fare?”, chiesero i giovani.
“Prendete gli uccelli e legateli fra loro per una zampa con questi lacci di cuoio. Quando saranno legati, lasciateli andare perché volino liberi” – rispose il vecchio saggio.
Fecero quanto era stato ordinato e liberarono gli uccelli. L’aquila e il falco tentarono di volare, ma riuscirono solo a fare piccoli balzi sul terreno. Dopo un po’, irritati per l’impossibilità di volare, gli uccelli cominciarono ad aggredirsi l’un altro beccandosi fino a ferirsi.
Allora, il vecchio saggio disse:
“Non dimenticate mai quello che state vedendo. Il mio consiglio è questo: voi siete come l’aquila e il falco. Se vi terrete legati l’uno all’altro, fosse pure per amore, non solo vivrete facendovi del male ma, prima o poi, comincerete a ferirvi a vicenda. Se volete che l’amore fra voi duri a lungo, volate assieme, ma non rimanendo legati con l’impossibilità di essere voi stessi”.

da una antica leggenda Sioux

Cycle 2 Recycle


Buongiorno amici,

oggi vorrei presentarvi un’amica che ho conosciuto quest’estate ed abbiamo avuto modo di condividere qualche giorno assieme, poiché ospite della nostra famiglia.

Lei, si chiama Myra e si dedica ad un’iniziativa ambientale concepita nella primavera del 2019, che si chiama Cycle 2 Recycle – lei è appassionata di viaggi in bicicletta e attivista ambientale olandese.

Myra intraprende impegnativi tour in bicicletta con una cargo bike pesante (non elettrica!) In modo da poter raccogliere più rifiuti di plastica possibile dal bordo della strada.

Oltre a sensibilizzare maggiormente sull’inquinamento da plastica, le sfide di Myra mirano anche a dimostrare che  per una donna che viaggia da sola va benissimo intraprendere questo tipo di avventure e a  mostrare la bellezza di viaggiare con un mezzo di trasporto sostenibile che è una bicicletta .

 L’obiettivo principale di Cycle 2 Recycle è  aumentare la consapevolezza sull’inquinamento da plastica  e ispirare le persone a  smettere di usare plastica usa e getta .

La sua sifda questa volta era compiere il giro dell’Italia in 100 gg facendo 6500 km, purtroppo il viaggio ha subito qualche giorno di rallentamento a causa di un incidente vicino a casa nostra che l’ha costretta a fermarsi per una quindicina di giorni, ma grazie a questo noi abbiamo avuto la possibilità di conoscerla meglio e di stare di piu’ in sua compagnia.

Vi lascio il link del suo sito https://cycle2recycle.org/ dove potrete trovare tutte le informazioni, e se capitasse dalle vostre parti ospitatela, perchè sarà un’esperienza bellissima.

Inoltre,

Cycle 2 Recycle for Italy sostiene una raccolta fondi 
Il cui  ricavato andrà al Banco Alimentare Italiano.

Questi sono i canali con cui potete seguirla e conoscerla meglio.

https://www.facebook.com/Cycle2Recycle.Official

https://www.instagram.com/cycle.2.recycle/

https://www.youtube.com/channel/UCI8AoP_US9vcNiZtG7HyJmg

Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare.”
ANDY WARHOL

Come guardi le cose?


Il giorno peggiore di sempre

Oggi è stata la giornata più brutta di sempre
E non provare a convincermi che
C’è qualcosa di buono in ogni giorno
Perché, se guardi da vicino,
Il mondo è un posto piuttosto malvagio.
Anche se
Un po’ di gentilezza ogni tanto traspare
La soddisfazione e la felicità non durano.
E non è vero che
Sta tutto nella testa e nel cuore
Perché
La vera felicità si ottiene
Solo se la propria condizione è elevata
Non è vero che il bene esiste
Sono sicuro che sei d’accordo che
La realtà
Crea
Il mio atteggiamento
E’ tutto fuori dal mio controllo
E nemmeno tra un milione di anni mi sentirai dire che
Oggi è stata una bella giornata

Adesso leggiamola al contrario, dal basso verso l’alto

Oggi è stata una bella giornata
E nemmeno tra un milione di anni mi sentirai dire che
E’ tutto fuori dal mio controllo
Il mio atteggiamento
Crea
La realtà
Sono sicuro che sei d’accordo che
Non è vero che il bene esiste
Solo se la propria condizione è elevata
La vera felicità si ottiene
Perché
Sta tutto nella testa e nel cuore
E non è vero che
La soddisfazione e la felicità non durano.
Un po’ di gentilezza ogni tanto traspare
Anche se
Il mondo è un posto piuttosto malvagio.
Perché, se guardi da vicino,
C’è qualcosa di buono in ogni giorno
E non provare a convincermi che
Oggi è stata la giornata più brutta di sempre

da:https://www.psicologiaintegrale.it/il-giorno-peggiore/

🚁 Spettacolo di droni tenutosi a San Pietroburgo


Questo spettacolo di droni ha battuto il record mondiale per il numero di droni coinvolti: 2.198.

Nell’anno del settantacinquesimo anniversario della vittoria dell’Armata Rossa sulla Germania nazista, la celebrazione della fine della seconda guerra mondiale si è svolta su larga scala e il “saluto del drone” è stata una parte importante dello spettacolo a San Pietroburgo.

Come parte di uno spettacolo insolito, varie immagini sono apparse nel cielo, glorificando le gesta dei soldati sovietici. La portata della figura più grande era di circa 600 metri

🌍 @pianetafantastico

Non c’è un modo giusto o sbagliato per spiegare al mondo quanto mi manchi. È un vuoto immenso, e fa tanto male.


Sono passati dieci anni,
sono volati dieci anni
come nuvole cariche di lacrime
che corrono veloce
dal cuore e che si bloccano nello stomaco.
Nuvole, che preavvisano una tempesta:
la via è una tormenta con acqua, vento e tanto freddo.
Non mi è servito l’ombrello, il k-way e la felpa,
niente mi ha riparato più come la certezza di avere un papà,
niente piu’ mi ha scaldato e protetto.
Sono diventata orfana e lo sento ogni istante della tua vita.
Ho fatto del mio meglio per resistere, per non cedere e non cadere.
Sono seguiti anni difficili, assai difficili
e non mi stupisco se qualche effetto collaterale
lo pago.
Papà, anche se mi vedi grande: io ho sempre bisogno della tua protezione:
guida i miei passi, allontana le spine dei rovi che sono sul mio cammino
come facevi quando ero piccolina,
io non ho ancora fatto pace con il destino,
quest’anno mi sento ancora piu’ povera, e so il perchè-
Non sono riuscita ad arrivare fino a quel maledettissimo binario, per la prima volta in dieci anni non ce l’ho fatta.
Oggi sono li, con il cuore e tutta me stessa
abbracciami papà.
Ti amo tanto.

Burocrazia contro umanità parte seconda-


 

Condivido il bellissimo messaggio di speranza che il mio amico Vito ha pregato di divulgare.

 

Facebook non è solo inutili catene e fake news.
Quello che ho visto ieri e oggi, a seguito del post sulla situazione di Vincenza, mi ha letteralmente commosso, mi ha trasmesso quel calore, che attraversando il limite del virtuale, é giunto con il potere di riscaldare il cuore.
Siete stati letteralmente una marea di affetto, amici che neanche conoscevo mi hanno fatto sentire la loro umana vicinanza.
Questo è bello, davvero molto bello.
Ora devo darvi una splendida notizia, questa mattina ho ricevuto la disponibilità da parte del centro di riabilitazione “Giovanni Paolo secondo” di Putignano, ad accogliere Vincenza per la riabilitazione.
Non domani, ma il prossimo mercoledì avverrà il ricovero.
Ringrazio l’istituto con tutto il cuore, questa notizia è stata come una luce che ha ferito il buio che imperava.
Un grazie va a tutti voi, mi piace pensare che la somma di tanti cuori, abbia formato una unica, potente arma d’amore.
Vorrei ringraziare tutti, ma proprio tutti coloro che hanno permesso questo, in particolare la dottoressa Floriana Di Gregorio, la cui disponibilità è volontà nell’aiutarci è stata fondamentale.
Forse ieri ho usato parole un pó dure, sicuramente sentite, ma frutto della disperazione.
Oggi mi sento un po meno disperato, più fiero di essere pugliese di essere Italiano, perché una regione, una nazione che è formata anche da persone come voi, nonostante tutti i problemi, è un posto bello in cui vivere.
Mi piacerebbe che condivideste anche questo post, affinché il mio grazie giunga a tutti coloro che hanno condiviso quello di ieri e che senza la vostra attuale condivisione, non saprebbero della mia sincera gratitudine.
GRAZIE!!!

Inaugurazione Ponte San Giorgio


Anche se per noi sarà sempre il viadotto Polcevera,

la nostra valle, la nostra casa.

20200803_181933FB_IMG_1596539105329FB_IMG_1596539119492IMG_20200804_133237_629IMG_20200804_133237_630IMG_20200804_133237_632

22

Un grazie a tutte le maestranze impegnate 24 ore al giorno con solo festa il giorno di natale e due giorni di allerta rossa del meteo: 1200 persone che meritavano piu’ lustro, sono loro che con il loro sudore hanno reso possibile tutto ciò.

Un grazie ai pompieri perché ci sono sempre stati dal primissimo istante all’ultimo,  e  proprio loro a livello emotivo e psicologico pagano lo scotto piu’ caro di questa tremenda tragedia.

330 imprese che hanno collaborato  all’unisono.

In totale il nuovo ponte ha avuto un costo di 202 milioni tra la parte della progettazione e quella della costruzione, mentre per la demolizione di quello che rimaneva del vecchio Morandi si è speso 19 milioni.

♥️ Un anziano incontra un giovane che gli chiede:


♥️ Un anziano incontra un giovane che gli chiede:

  • Si ricorda di me? E il vecchio gli dice di no.
    Allora il giovane gli dice che è stato il suo studente. E il professore gli chiede:
  • Ah sì? E che lavoro fai adesso?
    Il giovane risponde:
    Beh, faccio l’insegnante.
  • Oh, che bello come me? gli ha detto il vecchio
  • Beh, sì. In realtà, sono diventato un insegnante perché mi hai ispirato ad essere come te.
    L’anziano, curioso, chiede al giovane di raccontargli come mai. E il giovane gli racconta questa storia:
  • Un giorno, un mio amico, anch’egli studente, è arrivato a scuola con un bellissimo orologio, nuovo e io l’ho rubato. Poco dopo, il mio amico ha notato il furto e subito si è lamentato con il nostro insegnante, che era lei. Allora, lei ha detto alla classe:
  • L’orologio del vostro compagno è stato rubato durante la lezione di oggi. Chi l’ha rubato, per favore, lo restituisca.
    Ma io non l’ho restituito perché non volevo farlo.
    Poi lei hai chiuso la porta e ci ha detto a tutti di alzarci in piedi perché avrebbe controllato le nostre tasche una per una. Ma, prima, ci ha detto di chiudere gli occhi. Così abbiamo fatto e lei ha cercato tasca per tasca e, quando è arrivato da me, ha trovato l’orologio e l’ha preso.
    Hai continuato a cercare nelle tasche di tutti e, quando ha finito, ha detto:
    -Aprite gli occhi. Ho trovato l’orologio. Non mi ha mai detto niente e non ha mai menzionato l’episodio. Non ha mai fatto il nome di chi era stato quello che aveva rubato. Quel giorno, lei ha salvato la mia dignità per sempre. È stato il giorno più vergognoso della mia vita. Non mi hai mai detto nulla e, anche se non mi ha mai sgridato né mi ha mai chiamato per darmi una lezione morale, ho ricevuto il messaggio chiaramente. E grazie a lei ho capito che questo è quello che deve fare un vero educatore. Si ricorda di questo episodio, professore?
    E il professore rispose:
    -Io ricordo la situazione, l’orologio rubato, di aver cercato nelle tasche di tutti ma non ti ricordavo, perché anche io ho chiuso gli occhi mentre cercavo.
    Questo è l’essenza della decenza. Se per correggere hai bisogno di umiliare, allora non sai insegnare.

Da un amico…troppo bella per non condividerla.

Burocrazia contro umanità


CONDIVIDO CON DOLORE IL GRIDO DISPERATO DI QUEST’AMICO CHE STA VIVENDO UNA SITUAZIONE ASSURDA DI SANITÀ IN UN PAESE CIVILE CHIAMATO ITALIA

LEGGETE FINO IN FONDO PER FAVORE, Se POTETE CONDIVIDETE E FATE CONDIVIDERE AI VOSTRI AMICI E AGLI AMICI DEI VOSTRI AMICI.
PIÙ PERSONE LEGGONO, PIÙ SI CHIEDERANNO SE IL TERMINE “CIVILE”, POSSA ATTRIBUIRSI ALLA TERRA IN CUI
VIVO.
VI RINGRAZIO.

Lo scorso 23 gennaio, durante un intervento chirurgico ad un aneurisma cerebrale, effettuato presso il policlinico di Bari, mia moglie Vincenza ha avuto un emorragia cerebrale che le ha provocato seri danni, tanto che a tuttora ha varie menomazioni funzionali agli arti, in particolare quello del lato sinistro, ed è portatrice di tracheostomia e di PEG allo stomaco, tramite la quale viene alimentata artificialmente.
Dopo un mese circa di coma, anche allo stato profondo, al suo risveglio e dopo un intervento chirurgico per l’apposizione di una derivazione ventricolo-peritoneale, è stata trasferita nel reparto di neuroriabilitazione dello stesso policlinico, da dove, dopo una trentina di giorni all’incirca, a seguito di una crisi respiratoria, è stata rimandata presso la locale rianimazione, per essere poi, il giorno dopo, causa nota crisi covid19, essere trasferita presso quella di Castellana Grotte.
Superata quella criticità e dato che le sue condizioni sconsigliavano in modo assoluto, il ritorno a casa, è stata temporaneamente inviata presso l’hospice “Villa verde” di Turi, dove peraltro viene trattata molto bene e di questo ringrazio vivamente tutto il personale medico, infermieristico, operatore socio sanitario e i dipendenti tutti.
Lei però ha bisogno di fare una riabilitazione intensiva, presso un centro idoneo a trattare i pazienti con codice riabilitativo 75, quello di cui realmente gli occorre, cioè quello riservato a coloro che hanno subito una grave lesione cerebrale.
A lei serve immediatamente tanta fisioterapia specifica e logopedia, quest’ultima poi, non la fa da circa quattro mesi e credetemi è tanto.
Più passa il tempo infatti, più rischia di recuperare meno.
Qui interviene il capolavoro normativo, non so se solo della regione Puglia o esteso a livello nazione, e cioè quello che non permette il passaggio da un Hospice ad un centro suddetto.
Secondo tale norma infatti, per accedere in questi centri, che trattano i pazienti con codice 75, bisogna che questi ultimi debbano essere degenti in un reparto per acuti (rianimazione, neurologia, neurochirurgia).
Personalmente ritengo essere questa, una norma incostituzionale, in quanto viola il diritto paritario alla salute e alla cura appropriata, compreso appunto quello di una idonea riabilitazione.
…. “No signora Vincenza, lei pur avendo bisogno di riabilitazione intensiva, non può accedervi, lei ormai è da considerarsi una paziente di serie B”.
Complimenti, secondo voi a causa di questa norma, una persona deve rimanere con la sua grave condizione, senza la possibilità di migliorare?
…”Ebbene si, ma cosa pretendete, accontentatevi di andare in un centro dove accolgono pazienti ex art. 26″.
A questo punto sarei anche contento, ma sembra che bisogna sottoporsi ad attese lunghe e poi appena sentono che è portatrice di tracheotomia, pare gli si nomini il diavolo …”complicato da gestire dai, perché dobbiamo prenderci questa rogna?”
Lei peró non può più aspettare.
Stiamo parlando di una donna, moglie e madre di soli quasi 64 anni, che compirà questo mese, lei ha tutto il diritto di recuperare tutto quello che è possibile.
So già che mia moglie non potrà mai tornare ad essere quella di prima, ma almeno le si permetta un recupero tale che le faccia condurre una vita dignitosa.
Purtroppo ormai temo seriamente che, essendo da sei mesi via dalla sua casa, dai suoi affetti, si stia abbandonando a se stessa, che gli stia venendo a mancare proprio quella voglia di lottare, di non arrendersi.
Lei peraltro è lucida e cosciente, obbedisce alle indicazioni che le vengono trasmesse e muove solo il lato destro e per questo avrebbe bisogno di tale riabilitazione sin da subito, prima che sia troppo tardi.
Lei è una donna eccezionale, nella sua vita ha sempre messo se stessa in secondo piano per i figli e anche per gli altri.
Non merita questo, non lo merita affatto.
Mi chiedo ma che umanità è questa? praticamente mi stanno stanno dicendo che deve restare in balia della sorte.
Ma siamo persone o oggetti?
Ho scritto anche al presidente della Repubblica, ho ricevuto dalla sua segreteria generale la conferma di ricezione della mia e-mail, purtroppo, silenzio assoluto.
Signor presidente Mattarella, l’ho sempre stimata e può anche darsi che la mia richiesta non sia stata neanche posta alla sua attenzione, questo non lo so, peró una risposta me la aspettavo, anche perché lei dovrebbe essere il “padre” di tutti gli italiani.
Ma forse mi sono solamente illuso, d’altronde chi sono io, se non l’ultima ruota del carro? di certo non ha tempo da perdere con me.
Se la terra nella quale sono nato e vivo, permette questo beh! non so davvero fino a che punto ora mi sento orgoglioso di appartenervi.
Signor presidente della regione Puglia, mi rivolgo a lei e davvero mi dispiace dire questo, ma se anche la mia regione permette questo, uno può anche credere che nel suo dizionario, le parole assistenza, possibilità di recupero fisico …umanità, forse non vengono spiegate nel loro completo significato o quanto meno può anche darsi che questo venga fatto, ma per ciò che riguarda la specifica situazione di mia moglie, non poste realmente in atto.
Anche in questo caso, la fierezza di appartenere a questa terra di Puglia, a causa della che stiamo vivendo in famiglia, sta venendo meno.
Se veramente tiene a cuore noi cittadini pugliesi, beh! mi aspetto davvero qualcosa da lei.
So che mia moglie stessa, nella sua enorme bontà, mi direbbe di essere tranquillo, peró sono disperato, non so più cosa fare e ormai mi passa per la testa la tentazione di porre in essere qualsiasi gesto eclatante.
Scusami Vincenza, ma non riesco proprio a concepire che tu venga considerata di serie “B”, quando invece meriteresti il più alto dei riconoscimenti, per ciò che sei e che fino ad ora hai fatto …e non solo per noi.
Io devo proteggerti, in qualsiasi modo, la disperazione nel sentirmi incapace di farlo è tanta, devo proteggerti amore mio e farò qualsiasi cosa per farlo …qualsiasi cosa.
Chiedo a voi amici un favore, potete condividere questo post e magari farlo condividere ai vostri amici e a loro volta ai loro amici, in modo che la maggior parte delle persone venga a conoscenza di questa situazione che ritengo essere disumana e vergognosa?
Chissà che qualcuno lo porti a conoscenza di chi è in alto, in modo che possa intervenire, sia pure per compassione.
Non è giusto tutto questo, ripeto, non è umano, non è degno della civile Puglia, della civile Italia.
Spero che sia pure fuori regione, dove magari sussistano normative più umane, vi sia un centro che possa accogliere mia moglie per la dovuta riabilitazione, sempre che questo venga autorizzata dagli organi competenti.
Vi prego chi può mi aiutasse in questa battaglia, sono disperato e non so fino a quando potrò resistere nel trattenermi, non so ancora da fare cosa.
Dico solo: “vergogna” a chi permette questo e non vorrei augurargli di provare cosa possa realmente significare ….ma forse loro hanno le vie spianate, sempre.
Se al termine di questo mese autorizzato presso l’hospice, è cioè il 12 agosto, non avremo trovato un centro di riabilitazione, amore mio io ti porto a casa con noi.
Mi dicono che può essere pericoloso, però una cosa pero ti dico, se dovesse succederti qualcosa, a causa di questa cecità morale e civile, da parte di chi invece dovrebbe aiutarti come meriti, non so se saró in grado di reggere e così come in vita, anche l’ultimo viaggio lo faremo in due, mano nella mano …ormai credimi, il resto passa tutto in secondo piano.

Parlare in dialetto in pubblico


A proposito di parlare in dialetto o meno.
Esprimo il mio pensiero, so già che riceverò più’ commenti negativi e magari sarò anche accusata di un leggero “razzismo”.
Ma io voglio sempre dire ciò che penso e mantenere la mia libertà d’espressione.
Premetto che sono figlia di calabresi, e ne sono orgogliosa.
Premetto che a volte parlo il mio dialetto, quando sono in compagnia di persone che so che lo comprendono.
In famiglia, a volte capita di esprimersi in dialetto in modo naturale e spontaneo come per rafforzare un concetto.
Alcuni nostri dialetti hanno una fonetica cosi particolare che si possono definire quasi delle lingue: penso al toscano, al veneto, al napoletano.
I dialetti identificano una popolazione con le loro tradizioni e costumi.

Alcuni che parlano in dialetto abitualmente hanno più resistenza a parlare in italiano di altri, e questo penso sia solo dovuto una mancanza di buona volontà- e per questo  lo considero un gesto di maleducazione;

perché se io calabrese fossi in presenza di altre persone che non  capirebbero – io non mi permetterei di esprimermi in dialetto: per me sarebbe un gesto di esclusione e sgarbatezza nei loro confronti.
L’Italiano ci rappresenta tutti,  quindi perché non usarlo, e continuare ostinatamente a dire che il “dialetto” è bello.
Il dialetto è bello: per conoscenza delle proprie radici, è doveroso tramandarlo alle nuove generazioni, ma io esigerei che il <<napoletano o il veneto>> del gruppo non si ostinassero a cantarsela e  a suonarserla per se stessi ; la flessione dialettale è ben altra cosa, è ben accetta ed è  bella sentirla e ci distingue gli uni dagli altri.
Con il dialetto poi nasce l’accostamento involontario o meno di classificazione : ad es un lombardo che parla il suo dialetto è spesso etichettato come leghista ( e razzista), un meridionale è un mafioso (ditemi che non è vero ).

Quindi concludo dicendo che per me il dialetto è cultura e le nostri origine vanno preservate sempre, però è altre sì imbarazzante non comprendere una conversazione e dover a volte far finta di aver capito,  e a volte chiedere ” scusa?  ripetutamente “…  quindi chi si ostina ad usare il dialetto anche i contesti non strettamente famigliare per me è solo un  gran cafone che sia altoatesino o meridionale.

Riflessione di una calda domenica estiva 🙂

🧜‍♀️ L’arte della cosmesi nei secoli 🧚🏻‍♀️


Fin dall’antichità, l’uomo (e la donna) ha sempre cercato di migliorare il suo aspetto fisico e ogni epoca ha avuto i suoi canoni di bellezza.

Per gli Egizi, sinonimo di bellezza era rappresentato dalla forma dell’occhio che veniva allungato verso l’esterno per aprire lo sguardo con una specie di eyeliner. Il trucco non aveva solo finalità estetiche, ma costituiva una protezione contro il sole e la polvere. L’impasto era chiamato Kohl o il Mirwed, a seconda della composizione. Le sostanze usate erano: carbonato di rame, ottenuto dalla malachite, per il colore verde e la galena, ossia il solfuro di piombo, per il colore scuro. Le polveri venivano poi poi mescolate con acqua, grassi e resine.

I Greci e i Romani consideravano i migliori cosmetici quelli che provenivano dal Medio Oriente, per la qualità delle materie prime. Per questi popoli, l’ossessione erano i capelli: nonostante la diffusione della tonalità scura, il biondo era più apprezzato. Per questo, usavano schiarirsi la tonalità dei capelli, utilizzando soda, sapone di olio e soluzioni alcaline provenienti dai Fenici. Per il colore, utilizzavano una miscela di polline, farina gialla e polvere d’oro. Non solo il colore. I Greci impararono a utilizzare un ferro per capelli in grado di creare i riccioli per ottenere acconciature complesse necessarie per distinguersi dai barbari del Nord, che portavano capelli corti e spettinati. Erano soliti utilizzare pettini in osso, bronzo o avorio, spesso riccamente decorati, e, ovviamente, il ferro per arricciare. I Romani, inoltre, ricercavano spasmodicamente prodotti che rendessero la pelle chiara, simbolo di bellezza e nobiltà. Così si diffuse il bianco di piombo, un pigmento pittorico, e l’usanza di abbellirsi con i colori usati per dipingere resta in uso fino al Barocco.

Nel Medioevo l’ideale di bellezza cambiò: la donna per essere perfetta doveva avere i capelli chiari, un viso tondo e roseo, la bocca piccola e gli occhi grandi. La fronte doveva essere ampia e perciò si bruciavano i bulbi piliferi con un composto estremamente pericoloso fatto di calce viva e arsenico. Per dilatare gli occhi, ricorrevano a colliri ottenuti dalla pianta di belladonna (da qui l’epiteto) che dilatava le pupille. Un rimedio pericoloso perché la belladonna contiene atropina, che produce allucinazioni, confusione e intossicazioni.

Nel Barocco utilizzarono le prime maschere anti-age ottenute con impacchi di sublimato di mercurio, utile a cancellare le rughe nonostante gli effetti collaterali come l’annerimento dei denti Per le labbra veniva usato un misto di allume, gomma arabica e cocciniglia, chiamato fattibello, che bruciava la zona rendendola rossa. La cocciniglia talvolta veniva sostituita con il mercurio o lo zolfo, peggiorando ulteriormente l’effetto corrosivo.

Verso la seconda metà del XIX secolo il canone di bellezza mutò radicalmente: il corsetto doveva essere strettissimo per ridisegnare la vita, la pelle delle ragazze vittoriane doveva essere bianca pallida. Il sole era bandito: cappelli, velette e ombrellini erano d’obbligo durante le passeggiate. Per ottenere l’effetto pallore, si iniziò ad usare la polvere di zinco, antenato del fard. Gli ombretti contenevano polvere di piombo e solfuro di antimonio, per i rossetti invece, la base era il solfuro di mercurio.

Con la rivoluzione industriale e la scoperta di nuove sostanze si ebbe un’impennata nella produzione di lozioni ottenuti con la lavorazione delle materie chimiche. Ad esempio i prodotti cosmetici per il viso per l’eliminazione delle lentiggini, imperfezioni non gradite composti da mercurio. Solo nel 1970 i prodotti cosmetici a base di mercurio furono banditi dalla cosmesi. Un’invenzione del 1900 è il mascara, composto originariamente da catrame di carbone, il “Lash Lure”, altamente tossico, che provocava cecità e, nei casi estremi, addirittura la morte. Dopo aver riconosciuto diversi casi sospetti di decesso, ne venne vietata la vendita nel 1940.

DESTRA O SINISTRA? ✧༺🚗🚕༻✧


Curiosità, anche in Italia si viaggiava a sinistra. Nell’Italia unita, si teneva a volte la sinistra e a volte la destra.
Il Regio decreto n. 416 del 28 luglio 1901 confermò il diritto di ogni provincia di scegliere
la direzione di marcia dei veicoli (ad esempio mentre a Brescia e alla periferia di Milano si
teneva la destra a Roma e nel centro di Milano,Genova,Torino, si teneva la sinistra).
A seguito dei disastrosi
ingorghi che vi furono durante la Prima guerra mondiale e degli incidenti causati dall’aumentato
traffico automobilistico nella confusione delle regole, fu emanato da Mussolini il regio
decreto del 31 dicembre del 1923 che impose al Paese la «mano destra unica» e accordò una
proroga di due anni per approntare la nuova segnaletica e riadattare le tramvie.
A Roma il cambio di senso di marcia avvenne il 20
ottobre 1924. A Milano, ultima città in Italia, il cambio avvenne il 3 agosto 1926.

la forza di una bacca


Il piccolo stagno sonnecchiava perfettamente immobile nella calura estiva.
Pigramente seduto su una foglia di ninfea, un ranocchio teneva d’occhio un insetto dalle lunghe zampe che stava spensieratamente pattinando sull’acqua. Presto sarebbe stato a tiro e il ranocchio ne avrebbe fatto un solo boccone, senza tanta fatica.
Poco più in là, un altro minuscolo insetto acquatico, un ditisco, guardava in modo struggente una graziosa ditisca. Non aveva il coraggio di dichiararle il suo amore e si accontentava di ammirarla da lontano.
Sulla riva a pochi millimetri dall’acqua un fiore piccolissimo, quasi invisibile, stava morendo di sete. Proprio non riusciva a raggiungere l’acqua, che pure era così vicina. Le sue radici si erano esaurite nello sforzo.
Un moscerino invece stava annegando; era finito in acqua per distrazione. Ora le sue piccole ali erano appesantite e non riusciva a risollevarsi, e l’acqua lo stava inghiottendo.
Un pruno selvatico allungava i suoi rami sullo stagno. Sulla estremità del ramo più lungo, che si spingeva quasi al centro dello stagno, una bacca scura e grinzosa, giunta a piena maturazione, si staccò e piombò nello stagno.
Si udì un “pluf!” sordo, quasi indistinto, nel gran ronzio degli insetti.
Ma dal punto in cui la bacca era caduta in acqua, solenne e imperioso, come un fiore che sboccia, si allargò il primo cerchio nell’acqua, lo seguì il secondo, il terzo, il quarto…
L’insetto dalle lunghe zampe fu carpito dalla piccola onda e messo fuori portata dalla lingua del ranocchio.
Il ditisco fu spinto verso la ditisca e la urtò: si chiesero scusa e si innamorarono.
Il primo cerchio sciabordò sulla riva e un fiotto d’acqua scura raggiunse il piccolo fiore che riprese a vivere.
Il secondo cerchio sollevò il moscerino e lo depositò su un filo d’erba della riva, dove le sue ali poterono asciugare.

Quante vite cambiate per qualche insignificante cerchio nell’acqua.