Informazioni su 🌸 Rosa Andronaco 🌸

Accetto solo richieste di amicizia da chi ha un blog. (SERIO E NON VOLGARE) https://calogerobonura.wordpress.com/ Interessi: ? mi piace la buona compagnia , ma non disdegno il silenzio dove ritrovare me stessa e i miei pensieri...

DESTRA O SINISTRA? ✧༺🚗🚕༻✧


Curiosità, anche in Italia si viaggiava a sinistra. Nell’Italia unita, si teneva a volte la sinistra e a volte la destra.
Il Regio decreto n. 416 del 28 luglio 1901 confermò il diritto di ogni provincia di scegliere
la direzione di marcia dei veicoli (ad esempio mentre a Brescia e alla periferia di Milano si
teneva la destra a Roma e nel centro di Milano,Genova,Torino, si teneva la sinistra).
A seguito dei disastrosi
ingorghi che vi furono durante la Prima guerra mondiale e degli incidenti causati dall’aumentato
traffico automobilistico nella confusione delle regole, fu emanato da Mussolini il regio
decreto del 31 dicembre del 1923 che impose al Paese la «mano destra unica» e accordò una
proroga di due anni per approntare la nuova segnaletica e riadattare le tramvie.
A Roma il cambio di senso di marcia avvenne il 20
ottobre 1924. A Milano, ultima città in Italia, il cambio avvenne il 3 agosto 1926.

la forza di una bacca


Il piccolo stagno sonnecchiava perfettamente immobile nella calura estiva.
Pigramente seduto su una foglia di ninfea, un ranocchio teneva d’occhio un insetto dalle lunghe zampe che stava spensieratamente pattinando sull’acqua. Presto sarebbe stato a tiro e il ranocchio ne avrebbe fatto un solo boccone, senza tanta fatica.
Poco più in là, un altro minuscolo insetto acquatico, un ditisco, guardava in modo struggente una graziosa ditisca. Non aveva il coraggio di dichiararle il suo amore e si accontentava di ammirarla da lontano.
Sulla riva a pochi millimetri dall’acqua un fiore piccolissimo, quasi invisibile, stava morendo di sete. Proprio non riusciva a raggiungere l’acqua, che pure era così vicina. Le sue radici si erano esaurite nello sforzo.
Un moscerino invece stava annegando; era finito in acqua per distrazione. Ora le sue piccole ali erano appesantite e non riusciva a risollevarsi, e l’acqua lo stava inghiottendo.
Un pruno selvatico allungava i suoi rami sullo stagno. Sulla estremità del ramo più lungo, che si spingeva quasi al centro dello stagno, una bacca scura e grinzosa, giunta a piena maturazione, si staccò e piombò nello stagno.
Si udì un “pluf!” sordo, quasi indistinto, nel gran ronzio degli insetti.
Ma dal punto in cui la bacca era caduta in acqua, solenne e imperioso, come un fiore che sboccia, si allargò il primo cerchio nell’acqua, lo seguì il secondo, il terzo, il quarto…
L’insetto dalle lunghe zampe fu carpito dalla piccola onda e messo fuori portata dalla lingua del ranocchio.
Il ditisco fu spinto verso la ditisca e la urtò: si chiesero scusa e si innamorarono.
Il primo cerchio sciabordò sulla riva e un fiotto d’acqua scura raggiunse il piccolo fiore che riprese a vivere.
Il secondo cerchio sollevò il moscerino e lo depositò su un filo d’erba della riva, dove le sue ali poterono asciugare.

Quante vite cambiate per qualche insignificante cerchio nell’acqua.

Sorpresa!


Mercoledì sera c’è stata la messa a suffragio di mia madre in occasione del terzo mese della sua morte. Tra gli amici più cari, una di esse mi offre un sacchettino tutto ben confezionato. Non immaginavo davvero cosa poteva esserci. Mi ha spiegato che quando è nata la sua prima figlia- mia mamma le ha fatto dono di tutti i miei vestitini da bebè. Lei li accettò con piacere perché mi ha detto che erano tutti di ottima qualità e davvero molto carini. Ha usato tutto, ma uno ìn particolare l’ha conservato per ricordo ed ora me ne ha fatto dono in questa circostanza ricordando quanto bene voleva alla mia mamma. E’ stata una carezza di mamma.

MADRE



di Bruno Ferrero
(presbitero e scrittore italiano)

Una giovane donna ha lasciato questo breve scritto a sua madre:

“Quando pensavi che io non stessi guardando, hai appeso il mio primo disegno al frigorifero e ho avuto voglia di continuare a stare a casa nostra per dipingere.

Quando pensavi che io non stessi guardando, hai cucinato apposta per me una torta di compleanno e ho capito che le piccole cose possono essere molto speciali.

Quando pensavi che io non stessi guardando, hai recitato una preghiera e io ho cominciato a credere nell’esistenza di un Dio con cui si può sempre parlare.

Quando pensavi che io non stessi guardando, mi hai dato il bacio della buonanotte e ho capito che mi volevi bene.

Quando pensavi che io non stessi guardando, ho visto le lacrime scorrere dai tuoi occhi e ho imparato che, a volte, le cose fanno male, ma che piangere fa bene.

Quando pensavi che io non stessi guardando, hai sorriso e ho avuto voglia di essere gentile come te.

Quando pensavi che io non stessi guardando, ti sei preoccupata per me e io ho avuto voglia di diventare me stessa.

Quando pensavi che io non stessi guardando, io guardavo e ho voluto dirti grazie per tutte quelle cose che hai fatto, quando pensavi che non stessi guardando”.

(da: “La vita è tutto quello che abbiamo”)

CHE COSA SONO I GIORNI DELLA FARFALLA DORATA?


Un periodo dell’anno durante il quale, in una località boscosa situata sul promontorio Caprione, in Liguria, si verifica un affascinante fenomeno luminoso: una sagoma dorata dalle sembianze di farfalla appare su un megalite a forma di fallo. Ciò avviene quando, al tramonto, i raggi solari attraversano il “tetralithon”, struttura composta da quattro rocce lavorate. Il fenomeno è ben distinguibile nei sei giorni a cavallo del solstizio d’estate (21 giugno), ma è percepibile, seppur deformato, in un arco di tempo che va dal 25 maggio al 29 luglio. Lo studioso di archeoastronomia Enrico Calzolari afferma che il tetralithon è stato assemblato dall’uomo nel VII millennio a.C. per stabilire il passaggio alla nuova stagione.

Fonte Rivista FocusD&R

sabato 24 giugno 1497


tratto dalla rete

24 giugno 1497

Vespucci sbarca in America: il primo europeo a mettere piede sul suolo americano, Amerigo Vespucci la contende al collega e connazionale Giovanni Caboto, che nello stesso giorno toccò le sponde della Nuova Scozia, scoprendo di fatto il Canada; il primo, più a sud, sbarcò molto probabilmente in quella che è oggi la Colombia.

Cristoforo Colombo li aveva anticipati entrambi, ma pensava di essere sbarcato nel continente asiatico. Infatti il vero grande merito di quella prima spedizione di Vespucci, commissionata dal reFerdinando II d’Aragona, fu di prendere coscienza, per la prima volta, che ci si trovava di fronte a un Nuovo Mondo non collegato al continente asiatico. 

Un merito che gli valse l’onore di veder attribuito il proprio nome a quel continente inesplorato e ricco di fascino: l’America!

96e06/fion/3276/exp1162

La tazza


Una coppia americana andò in Inghilterra per celebrare il 25° anniversario di matrimonio. Entrambi erano appassionati di antiquariato. Nella città di Sussex passarono davanti ad un piccolo negozio di articoli cinesi ed una piccola tazza di te attirò i loro occhi. Entrarono . “Posso vedere quella?” chiese il marito. “Non ho mai visto una tazza come quella!” Ma immediatamente la tazza parlò … “Tu no…n capisci. Io non sono sempre stata una tazza. C’era un tempo in cui io ero terra e poi creta. Il mio maestro mi prese e mi rotolò e mi ha battuto.. e battuto ancora. Ho gridato “Lasciami stare!” Ma egli mi ha sorriso solamente dicendomi “Non ancora”.

“Poi mi mise su una ruota” disse la tazza ” E cominciai subito a girare… girare… ” Ferma .. mi gira la testa !” gridai. Il maestro annuì e disse ” Non ancora”.

Poi mi mise in un forno .. non ho mai sentito così caldo, pensavo che volesse bruciarmi … e gridai … e bussai alla porta del forno. Lo potevo vedere attraverso l’apertura e potevo leggere attraverso le sue labbra quando egli scosse la testa per dirmi: “Non ancora”.

Finalmente la porta si aprì … mi mise su uno scaffale e cominciai a raffreddarmi. ” Questo va meglio ” dissi . Ma subito dopo il maestro mi spazzolò … e mi dipinse interamente … le esalazioni della pittura erano orribili … e io pensai che sarei soffocata. Egli si limitò ad annuire ripetendo: “Non ancora”.

Più tardi mi mise nel forno … non nel primo .. . ma in uno, due volte più caldo. Ero sicura che sarei bruciata tutta. Ho invocato, ho supplicato … ho gridato. Per tutto quel tempo potevo vederlo scuotere la testa e dire “Non ancora”.

Pensavo che non c’era speranza per me e che non ce l’avrei fatta. Ero pronta ad arrendermi, ma la porta si aprì ed egli mi prese e mi mise su uno scaffale. Un’ora dopo mi sporse uno specchio e disse “Guardati” “lo feci e dissi “Quella non sono io – non potrei essere io! Sono troppo bella “.

“Voglio che ti ricordi che so che ti ha fatto male essere ruotata ed essere battuta … ma se io non lo avessi fatto saresti seccata. So che la ruota ti ha fatto girare la testa, ma se l’avessi fermata non avresti preso forma. So che ti ha fatto male ed era caldo e scomodo essere nel forno, ma se non ti avessi messa lì ti saresti spezzata. So che le esalazioni erano sgradevoli quando ti ho spazzolata e dipinta, ma vedi, se non lo avessi fatto non ti saresti indurita e non ci sarebbe colore nella tua vita.
Ora tu sei un prodotto finito, ora tu sei ciò che avevo in mente quando ho cominciato all’inizio con te!”
Forse anche noi siamo un po’ come quella tazza… ♥
(dal web)Risultati immagini per gif animata tazza

Vivo in un altro sogno ⋎´ ¸.•°* *• 🍃 💗🍃 °⁀⋱‿.✫


Stamattina mi sono svegliato confuso,per me ora non è importante rincorrere i giorni della settimana, perché
qui si perde davvero la concezione del tempo.
Mentre, facevo due passi per i campi ho incontrato un vecchio caro amico ed

intellettuale del posto che mi ha ricordato che se vivessi ancora sulla terra oggi festeggerei i miei 80 anni. Quindi, oggi per me sarebbe un giorno di festa con i miei cari .
Io, sono un uomo semplice e questi calcoli algebrici ormai non mi appartengono più, sono concentrato sul presente e ricordo bene che esattamente tra 72
GIORNI 11 ORE 02 MINUTI sono comparso cosi quasi per magia in questo mondo parallelo; quella sì, sarà la mia data da festeggiare, perché è una ricorrenza che non verrà mai sostituita con nessun’altra è e resterà sempre la più importante.
Comunque vi confido che so già in anteprima (non chiedetemi come) che stasera mia figlia mangerà gli amaretti che a me piacciono tanto, ed io sarò li vicino a lei a farle sentire il mio immenso amore…

 

.

 

La vita


Sono nata in primavera il 1 aprile dell’anno 2020.

Primavera, autunno sono stagioni di mezzo… mi dicevano tutti che sarei nata il 21 ottobre del 1944, ma si erano sbagliati questa è stata una data di mezzo, di transizione, di passaggio come lo sono le stagioni.

E’  stato davvero un pesce d’aprile…. i miei cari sapevano che sarei dovuta partire… o arrivare… non so quale espressione ti piaccia di più, poi sai, dipende dai punti di vista,
e così  quel giorno li ho colti di sorpresa.

Era dal 7 marzo che non sentivo più le loro voci, a causa delle restrizioni della pandemia Covid19.
Io non avevo paura di ammalarmi perché ero troppo piccola per capire il rischio che correvo.
E’ stato strano nascere così all’improvviso…. ero pronta si, ma ero anche tanto stanca da tutta l’angoscia avuta, che per me la nascita rappresentava  solo uno spiraglio di luce e finalmente di riposo.

La prima sensazione che ho provato è stata di grande pace, mi sono sentita subito abbracciata da un amore immenso; non ho visto se era mamma o chi per lei,

sai, i miei occhi non riuscivano ancora ad aprirsi;

comunque è stata una sensazione meravigliosa e direi soprannaturale sentirsi così amata .

Mano mano che mi svegliavo in quel mondo ovattato, ho sentito melodie celestiali: non so su che canale radio fosse sintonizzato lo stereo, ma ti assicuro che l’acustica era un qualcosa di celestiale mai sentita prima.

Ho visto attorno a me un sacco di persone venute apposta per salutarmi, non le elenco in ordine di importanza, né di apparizione ma come ora li ricordo: c’erano mamma, papà, Robertino, Stefano, Martina, mio fratello Sebastiano, mia sorella Maria, mio cognato Mario, i miei suoceri, le amiche d’infanzia, e tantissimi amici, tutti giunti li alla” reception” per darmi il loro abbraccio di benvenuto.

Meno male che hanno portato pochi fiori, ma tutti sono arrivati con il regalo più bello che potevano offrirmi: il loro cuore pulsante e radiato dal centro di raggi di luce.
Vedendoli, ho subito pensato che poi, in fondo questo mondo non deve essere cosi’ male come si sente raccontare …

Da chi poi? Da chi non c’è mai stato ? …Mah…

Loro stanno tutti bene, sono in ottima forma: nella loro forma migliore.

Finalmente dopo una “preparazione” lunga tanti mesi sono germogliata in questo Eden,  ed ora ho la possibilità di godermi all’infinito il mio bambino; d’altra parte con Rosa ci sono stata il tempo sufficiente per crescerla e vedere mia nipote, ora mio figlio aveva davvero bisogno della mia presenza, ed indubbiamente io più di lui ho bisogno di stargli vicino.
Sono sicura che Rosa capirà, e non sarà gelosa.

Questo mondo, questa nascita è meglio di come mi aspettavo: io mi sento “divinamente” non ho più i dolori che mi limitano, la mia memoria ha recuperato- insomma l’esatto opposto di quando ero chiusa in quel bozzolo di corpo che si stava preparando a nascere, ora si che sembro un fiore di vent’anni con la saggezza di uno di quaranta.

Ho tutta l’intenzione di godermi questa vita, e ti confesso che non ho nessuna fretta: ho tutta l’eternità davanti per rifarmi dei sogni perduti.

Cose inspiegabili


…. di me stessa in linea di massima direi che non sono affatto superstiziosa…
però mi sono accorta di avere una sensibilità particolare soprattutto con i sogni.

Però ieri sera è successa una cosa strana: eravamo soli a casa mio marito ed io ero già a letto da qualche minuto…
quando lui dalla cucina mi chiede se ho acceso una candela…
perché sentiva l’odore di cera bruciata…
io non sentivo nulla…e non avevo acceso davvero nulla—
dopo alcuni minuti anche in camera da letto si è sentito bene il profumo di cera- finestre chiuse…
niente che poteva causare quest’effetto strano…
è durato una mezz’oretta… e un poco mi ha innervosita… perché l’ho associata a qualche evento brutto….non so perché ma ho avuto questa sensazione.
Ho cercato poi di prendere sonno… non dormo proprio benissimo in questi ultimi mesi: forse a causa di molti pensieri…infatti mi ha accompagnato il solito sogno…di andare al cimitero ed aver ansia di non trovare la lapide di mio padre, perché nel sogno me la spostano sempre a mia insaputa.
Nel sogno di stanotte ho comprato 3 mazzi di fiori..ma la fiorista mi avvertiva di stare attenta perché lei aveva ucciso una biscia che era nelle confezioni di fiori che aveva preso al mercato…. ( follia…anche quando dormo) .
Mi sono svegliata, con un po’ di riserve, ed ora attendiamo gli eventi futuri per poter stabilire se il profumo di cera era una premonizione negativa –
A me sola,da sola- e’ capitato altre due volte una cosa simile:
una volta quando ero in terapia intensiva e ho sentito un forte profumo di rose, e misteriosamente ho avvertito la “presenza” di un frate sulla poltrona vicino alla porta.
Un’altra volta ero in centro con mio marito in un vicolo ed era sera, non avevamo nessuno davanti né dietro: all’improvviso percepii il profumo di un mio caro amico che era morto da poco… mio marito non sentii nulla… e questa fragranza abbastanza rara di profumo ci ha accompagnato per tutta la via.
In questo caso, come quella dell’ospedale mi hanno infuso una serenità unica.
Poi, la prossima volta vi racconterò dei sogni particolari che ho fatto…
Ditemi che anche a voi capitano cose del genere, e voi che significato gli attribuite?
Buona serata, ed un caloroso abbraccio

signature

Se…


Se sei distante
dai miei chilometri fatti a piedi nudi
e non conosci la spina del rovo
che la mia infanzia ha dovuto attraversare
se non hai mai mangiato
dal mio piatto povero
e non hai bevuto i veleni
dei miei amori sbagliati

e se non hai lottato
accanto a me
almeno una delle secolari battaglie
se non hai trafitto un solo mostro
che mi porto dentro
nè visto anche da lontano
un giorno della mia crescita

se non sai di che colore sono
i miei occhi quando sono sconfitti
e non sai quanto stringo negli abbracci
se non mi hai affiancato
la notte prima dei grandi incubi
e non fatto un solo passo di danza
sotto i miei grandi temporali

se non conosci
il numero delle notti che ho passato
senza addormentarmi
se non conosci
le mie ferite aperte
se non conosci
le mie lotte
i miei dolori
i miei guai
i miei posso farcela

non dirmi come devo lavorare
non dirmi come devo vivere,
la tua opinione
non mi interessa
manca di sale,
non sa di niente.

(Gio Evan)

Lettera di Sant’Agostino:


 Questa è la bellissima lettera di Sant’Agostino che insegna ad ogni uomo come amare la propria donna.

Giovane amico, se ami questo è il miracolo della vita. Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo. Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo. Ama la tua donna senza chiedere altro all’ infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori. Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire.

Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani. Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure.

Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi. Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura.

Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio. Questa sposa, tua compagna di quell’ ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio.

E sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere. Amala come il sole che invochi al mattino.

Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore. Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita!

(S. Agostino)

La misteriosa ziqqurat di Monte d’Accoddi ( Sardegna)


Più antica delle piramidi degli antichi Egizi, straordinario, unico e ricco di mistero, è uno dei più grandiosi esempi di costruzioni preistoriche dell’intera Europa

Una ziqqurat in Sardegna.
Il più enigmatico capolavoro della preistoria sarda.
Com’è possibile che un tipico monumento mesopotamico sia potuto arrivare a centinaia di chilometri di distanza dal suo luogo d’origine e perché è arrivato proprio in Sardegna?

Questa è una delle tante domande che non hanno ancora avuto una risposta e che probabilmente non ce l’avranno mai, perché i misteri che circondano l’altare sacro di Monte d’Accoddi, tra Sassari e Porto Torres, sono davvero inestricabili.


Il nome Monte d’Accoddi risulta essere, al pari di questa prodigiosa collinetta, anch’esso piuttosto misterioso.
Se si può capire la dicitura di monte, (in Sardegna si tende a chiamare monte anche piccole alture e colline), più complessa è l’interpretazione del termine Accoddi, che potrebbe significare “luogo di raccolta”. Tuttavia il nome più antico di cui si ha testimonianza nei testi scritti è “Monte de Code”, che significava “Monte, collina delle pietre”, forse per via delle pietre affioranti sparse alla rinfusa, prima che iniziassero le vere e proprie campagne di scavi, negli anni ’50, sotto la guida di Ercole Contu.
KODI e KODINA, nell’antichissimo sardo significano rispettivamente MONTE e PIETRA.
Quindi una “montagna di pietra” ma anche ad un punto di raccolta.

Il termine ZIQQURAT significa letteralmente “tempio del sole”. Il santuario di Monte d’Accoddi però fu dedicato a due divinità lunari, il dio Narma e la dea Ningal.
Con la sua lunga rampa d’accesso trapezoidale, incute un certo fascino. Si percorre la salita lentamente e si osserva il mondo circostante da lassù.
Un po’ più lontani da terra. Un po’ più vicini alle stelle. Chiara interpretazione mesopotamica che voleva che cielo e terra fossero uniti.

La Sardegna vanta l’unico ziqqurat presente in tutta Europa.
Ricoperto di misteri risale a più di 6 mila anni fa (IV millennio a.C.)

Il monte d’accoddi o “akkoddi” è pieno di tante domande senza risposte.. misteri ancora irrisolti.
●•●•●•●•●•●•●•●•●•●•●•●•

Madonna delle vie.


Risultati immagini per la zingarella madonnina

 

Chi di noi non ha in casa dei nonni questa immagine della Madonna? 

la mia mamma lo aveva come capoletto

Ho scoperto oggi che si chiama la Madonna del riposo o Madonna delle vie.

L’autore si chiama Roberto Ferruzzi e morì nel 1934, vi lascio questo link  se siete curiosi di leggere qualche chicca in più

http://www.mariadinazareth.it/curiosit%C3%A0/zingarella.htm

foto dal web

Maestria del conio


Moneta dell’intagliatore di monete Ekaterinburg Roman Butin.
Ispirata da “Perceval o il racconto del Graal”, il poema incompiuto di Chrétien de Troyes, scritto all’epoca delle crociate, ovvero tra il 1175 e il 1190 circa.
ll retro prende invece come riferimento un dollaro Morgan, moneta d’argento dal valore di un dollaro, coniata da alcune zecche americane dal 1878 al 1904 e nel 1921.
📚Fonte
🧠Sapiens

Il diavolo nascosto


Assisi, nubecula, Un diavolo nascosto negli affreschi di Giotto. in questa foto rilasciata dalla Basilica di San Francesco ad Assisi si vede un affresco dipinto da Giotto dove uno storico dell’arte ha scovato un diavolo cornuto nascosto tra le nuvole affrescate.

I francescani dicono che il dettaglio sorprendente era probabilmente sfuggito per otto secoli, nonostante tutta l’attenzione che il ciclo di affreschi di Giotto riceve da appassionati d’arte nel livello superiore della basilica.

Una storia vera


Un giorno, Franz Kafka passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una giovane ragazza che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. I due, insieme, cercarono la bambola senza successo.
A quel punto, Kafka le disse di rivedersi lì il giorno dopo e sarebbero tornati a cercarla di nuovo.

Il giorno dopo, non trovando la bambola, Kafka ebbe un’idea e diede alla ragazza una lettera “scritta” dalla bambola che diceva:

“Per favore non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure.”

Così iniziò una storia che proseguii fino alla fine della vita di Kafka.

Durante i loro incontri Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la ragazza trovava adorabili.
Infine, Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) che era tornata a Berlino.

“Non assomiglia affatto alla mia bambola”, disse la ragazza.

Kafka le consegnò un’altra lettera in cui la bambola scriveva: “I miei viaggi mi hanno cambiato.”

La ragazza abbracciò la nuova bambola e la portò tutta felice a casa.

Un anno dopo Kafka morii.

Molti anni dopo, la ragazza oramai adulta trovò una letterina che era nascosta dentro la bambola. Nella minuscola lettera firmata da Kafka c‘era scritto:

“Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l’amore ritornerà in un altro modo.”

(Jordi Sierra)

𝓘𝓵 𝓡𝓸𝓼𝓮𝓽𝓸 𝓭𝓲 𝓜𝓾𝓻𝓽𝓪 🌹🍃🌹


Avevo letto che sulla collina di Murta grazie a dei volontari il vecchio cimitero era stato recuperato ed abbellito con un roseto di esemplari di rose orientali usate per produrre il tè.20200602_201037

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il cimitero era in completo stato di abbandono e dopo un enorme lavoro di pulizia e recupero ora si possono ammirare sepolture antiche che sono gioielli dell’arte funeraria.
Il cimitero di Murta fu benedetto il 4 settembre 1835 dal Prevosto Marchese, ma già ad agosto era stata sepolta la prima defunta, la villeggiante Chiara Rossi di 48 anni, vittima della terribile epidemia di colera che ne aveva causato la morte.

Ogni anno in media venivano sepolte 35 persone e nel 1873 si potevano già contare 1332 sepolture.

Curiose sono alcune lapidi: ad esempio questa20200602_201228 ed altre  che sono caratterizzate da questa forma a scalini quasi a simboleggiare la salita verso il cielo, ce ne sono diverse con questa fattura evidentemente all’artigiano del tempo piaceva particolarmente l’idea che l’anima salisse in alto grazie ai suoi scalini.

Altra lapide meritevole di nota è questa con questo bimbo sorridente di una tenerezza unica.

Cattura

E che dire dell’eleganza della posa di questa giovane signorina?

20200602_201118

Degna di essere ricordata è la prima donna investita da un’automobile proprio a Bolzaneto tanto da essere menzionato l’episodio nell’epitaffio.

20200602_201319

Qui nell’ossario comune c’è anche la sorella di Mazzini: Maria Antonietta Massucconi Mazzini di cui la via principale di Murta porta ancora oggi il suo nome.

Il roseto di Murta può essere votato al concorso “I luoghi del cuore FAI”, al seguente link:

https://www.fondoambiente.it/luoghi/roseto-nel-cimitero-di-murta?ldc

qui la loro pagina youtube: https://www.youtube.com/channel/UCELefZPb8k972ImCQLdVnTA

https://www.instagram.com/roseto_di_murta/

ed infine il link del loro sito: 
https://www.rosetodimurta.it/roseto/#

Evviva voi .


Sono 13 anni che mi diverto a scrivere sul mio blog… cose personali e meno.
Ho un buon numero di lettori fidelizzati e 900 blogger iscritti.
Da una decina d’ anni mi sono aperta il mio profilo di fb, ed ho constatato che gli amici reali mi seguono più su fb che sul blog.
Certo fb è un social più’ immediato e di lettura meno impegnativa di un blog.
Sono molti gli amici che da msn a wp ci siamo ritrovati poi su fb… ma alcuni con scarsa propensione d’interpretazione hanno difficoltà ad approcciarsi con le pagine di un blog.
Forse si spaventano, come gli studenti davanti ad un libro dalla copertina poco interessante o dal volume un po’ impegnativo…chissà–
resta il fatto che ho notato un target molto differente.
Per questo mi servo di entrambi: su fb sono pochi gli amici inclini a seguire discorsi più serii ed impegnativi… li si va di corsa… si cazzeggia e si scherza.. ma quando vuoi confrontarti davvero hai bisogno di piu’ e quindi evviva il blog.

Evviva voi ♥

Affetto e tenerezze non scontate


Stamattina, nonostante la nottata insonne sono felice.
Sono felice, perché è bello ricevere la telefonata di un’amica di mia figlia .
Così tanto per il piacere di sentirmi.
27 anni di differenza potrebbero creare un muro di imbarazzo, distacco e disaffezione, eppure constato con piacere che non è cosi ♥
Io le penso sempre, e chiedo ogni tanto a Simo, ma a parte qualche messaggio ogni tanto non mi permetto di entrare con prepotenza nelle loro vite.
Però è facile per me portarle nel cuore, perché sono tutte speciali.
Evidentemente questo sentimento è reciproco, perché quando una persona ti cerca vuol dire che ti pensa, che ti stima, che ti vuole bene… ed io sono felice che Simona abbia vicino a sé persone cosi affettuose, perché spesso gli amici valgono più dei parenti.
Coltivate gli affetti con semplicità siate sempre sinceri ed onesti e chi merita ci sarà sempre.
Grazie L.

Una madre resta sempre, anche quando tutti gli altri se ne vanno ...

Lo sapevi che


La zigrinatura delle monete (ossia i vari disegni a rilievo o le scritte incise sui loro bordi) non ha uno scopo estetico: essa venne ideata verso la metà del ‘500 per troncare l’attività di certi imbroglioni che ne limavano accuratamente i bordi, asportandone una piccola ma pur preziosa quantità di metallo.

Morse trasmette il primo messaggio telegrafico


dal web
venerdì 24 maggio 1844
«Quali cose ha creato Dio» (nella versione originale “What Hath God Wrought”) è la frase che Samuel Morse telegrafò da Washington a Baltimora, alle 8,45 del 24 maggio del 1844. Fu il primo messaggio della storia delle telecomunicazioni!

L’impresa fu possibile grazie a un sistema telegrafico elettrico, tramite fili, brevettato dall’inventore americano nel 1840. Realizzata la prima linea di comunicazione telegrafica tra Washington e Baltimora, il passo successivo era stato la definizione di un codice di punti, linee e pause, che in seguito prese il nome di Codice Morse. In realtà venne messo a punto dal suo collaboratore Alfred Vail.

La riuscita del test del 1844 favorì la diffusione del telegrafo elettrico e del Codice Morse in tutti i continenti, creando di fatto una fitta rete di comunicazione. All’incirca mezzo secolo più tardi, arrivò la rivoluzionaria invenzione del telegrafo senza fili di Guglielmo Marconi, che consentì di trasmettere a grandi distanze.

divisore3

Una nuvoletta in viaggio


In un giorno d’Autunno, il Vento soffiava dispettoso facendo volare le foglie. Una piccola Nuvoletta che stava passeggiando lì vicino, gli disse: “Ciao Vento, posso giocare con te?”. Il Vento allora chiese: “Cosa potresti fare? Sai soffiare?”. La nuvoletta ci provò: “…fff… fff… no non sono capace”, disse sconsolata. Allora il Vento le rispose: “Tu non sei capace di soffiare come me, vattene via!”. E la Nuvoletta se ne andò triste.

Più avanti incontrò l’Estate e il Sole splendeva luminoso nel cielo. Allora si avvicinò e disse: “Ciao Sole, posso giocare con te?”. Ma il Sole seccato le rispose: “Non vedi che ti sei messa troppo vicina a me? Mi stai oscurando! Vattene via, tu non sei capace di splendere come me e nemmeno di creare calore!”. E la Nuvoletta se ne andò sempre più triste.

Poco più in là c’era l’Inverno e la neve cadeva leggera, così la Nuvolett a si fermò e chiese: “Ciao Neve, posso giocare con te?”. La Neve la squadrò dalla testa ai piedi e sussurrò: “Ma tu sei capace di far nevicare?”. La nuvoletta ci provò e si sforzò talmente tanto che da grigia divenne nera, ma di Neve niente. “No, non credo di esserne capace”, brontolò la nuvoletta emettendo un tuono. “Shhh!”, la zittì la Neve, “allora non puoi aiutarmi. Io cado silenziosa, tu sei troppo rumorosa! Tu non sei capace di cadere leggera e coprire il paesaggio come me, vattene via!”. E la Nuvoletta se ne andò ancora più triste.

Ormai era sconsolata, quando trovò la Primavera e sentì qualcuno piangere. Si chinò e vide un piccolo Fiorellino che singhiozzava disperato, allora si avvicinò e gli chiese il perché di tanta tristezza. E il Fiorellino rispose: “Ho sete, sto per morire, puoi aiutarmi?”. “Non lo so, io non so fare quasi niente.., non so soffiare come il vento, non so splendere come il sole, non so cadere leggera come la neve, e nessuno mi vuole…”. Così dicendo la Nuvoletta si mise a piangere e le sue lacrime diventarono tante gocce di pioggia, che dissetarono il Fiorellino. Da quel giorno la Nuvoletta e il Fiorellino diventarono molto amici e capirono di aver bisogno l’uno dell’altra per essere felici.

-~-

♣ 23 maggio


dal web

Muore a Milano, nel 1873, Alessandro Manzoni.

 1992   Strage di Capaci-

Pochi minuti dopo aver imboccato l’autostrada A29, nelle vicinanze dell’uscita di Capaci, una mano assassina aziona con un radiocomando a distanza 500 chilogrammi di esplosivo, nascosti in un tombino dell’autostrada. Le lancette dell’orologio segnano le 17,56 quando l’istituto di Geofisica registra la tremenda esplosione.

Grande verità


⁣Quando ho perso te tu ed io abbiamo perso;
Io perché tu eri quello che amavo di più.
E tu perché io ero chi ti amava di più;
Ma di noi due tu perdi più di me:
perché io potrò ancora amare come amavo te,
ma nessuno ti amerà mai come ti amavo io.

-Ernesto Cardenal Martinez

♠ 20 maggio


1506: all’età di 55 anni muore, in totale povertà, Cristoforo Colombo, esploratore

 fonte dal web

Nel 1294 Papa Celestino V “fece per viltade il gran rifiuto”, così definì Dante tale gesto. Pietro del Morrone era il suo nome e, per lungo tempo, aveva vissuto da eremita. Eletto Papa il 29 agosto 1292, capitolò dinanzi all’irruenza di Carlo d’Angiò.”

Non c’è pericolo, signori!”: così disse nel maggio 1857 l’inventore americano Elisha Graves Otis, cercando di invogliare i clienti dei grandi magazzini di New York a salire sull’ascensore da lui realizzato. Il primo tipo con motore elettrico farà invece la sua comparsa nel 1880, grazie al tedesco Werner von Siemens.

jeans

Levi Strauss e Jacob Davis brevettano i blue jeans

IUn tessuto simile veniva prodotto in Italia e adoperato per i pantaloni dei marinai genovesi, chiamati per questo “jeans” (da Jeane, termine inglese che indica la città di Genova). Con quest’ultimo nome iniziò nel 1870 una produzione in serie di pantaloni da lavoro, affidandosi a un rete di cucitrici. Presto si rese conto dell’estrema fragilità dei suoi capi, che cedevano specie all’altezza delle tasche.

Uno di questi modelli finì per caso tra le mani di Jacob Davis, un sarto di origini lettoni, che si trovò a doverli riparare per un signore di considerevole stazza. Gli venne l’idea di rinforzarli con piccoli rivetti (giunti di metallo), aggiunti all’attaccatura delle tasche e in altri punti critici, constatando che in questo modo il pantalone diventava più resistente. Informò tramite lettera Strauss della sua preziosa modifica, esortandolo a proteggere l’invenzione con una richiesta di brevetto e promettendogli la metà dei diritti.

L’altro accettò e il 20 maggio del 1873 si videro riconosciuto il brevetto n° 139.121, assegnato al modello jeans “XX”, che presentava la doppia cucitura sulle tasche (detta “The Arcuate”) e l’etichetta di cuoio sul retro, a destra. Il logo Levi’s cominciò ad apparire dal 1886, quando si passò alla produzione su scala industriale, con l’apertura delle prime due fabbriche in California. Quattro anni dopo debuttò lo storico modello 501, dove la cifra indicava il numero della partita dei nuovi pantaloni.

Alle 04:03:52 un forte sisma della durata di venti secondi di magnitudo del momento sismico pari a 5.9, preceduto qualche ora prima (esattamente alle 01:13 e alle 01:42) da due scosse di MI 4,1 (Mw 3,98)[19] e 2,2, si è fatto sentire in tutto il Nord e parte del Centro Italia, facendo risvegliare la maggior parte delle persone, con epicentro a Finale Emilia a 6,3 km di profondità

945706_511358248929492_2120376615_n

1996 – A Cannatello, una contrada di Santa Margherita Belice (Agrigento), viene arrestato Giovanni Brusca, il boia della strage di Capaci

 

2006 – Completata in Cina la costruzione della Diga delle Tre Gole, la più grande opera idraulica del pianeta

I nostri congiunti non li perdiamo, ma soltanto ci precedono-


 

 

Stamattina, finalmente siamo riusciti a dare sepoltura alle ceneri della mia mamma, mancata il 1 aprile, questo ritardo non è stato voluto ma imposto dalle chiusure dei cimiteri.WhatsApp Image 2020-04-14 at 13.49.06

Immaginate, quanto possa essere doloroso  per me non esserle potuta stare accanto l’ultimo suo mese di vita, poiché le visite erano state chiuse, e devo dire per fortuna, perché cosi il direttore ha saputo gestire la situazione di pericolo di contagio da covid  avendo poi  pochissimi casi nella sua struttura.

Poi, nessuna veglia, nessuna visita all’obitorio, nessun funerale… solo una benedizione con il feretro chiuso fuori dalla residenza protetta.

L’ho accompagnata al cimitero con la macchina dietro al carro funebre, poi un segno di croce, e l’abbiamo lasciata in coda per l’accesso al cimitero monumentale di genova: immaginate la coda immensa che c’era di carri funebri in quei giorni.

Ora, appena hanno dato disposizione di apertura ai cimiteri abbiamo potuto compiere l’opera di misericordia corporale che le spettava.

Chi mi conosce ricorda bene, che sono stata privata anche con papà della possibilità di stargli accanto nell’ultimo momento di vita morendo in quel tragico incidente ferroviario, ma lui era a 1200 km da casa! Mamma era a 1 km e mezzo, e queste restrizioni mi hanno allontanato da lei nonostante la vicinanza fisica.

Spero stasera di dormire più’ serena nel saperla assieme al suo tanto amato figlioletto e non più’ in un inopportuno deposito .

Si, che quella che conta non è certo il corpo o ciò che resta di un caro, so bene che il suo Valore è spirito e soffio vitale eterno,

però il rispetto per la sepoltura e per i defunti è un atto da me molto sentito, nell’attesa di un domani di poterli riabbracciare.

Oggi, festa della Madonna del Rosario, ed anticamente anche festa della mamma che veniva celebrata in questa giornata e poi spostata alla seconda domenica di maggio, per dare la possibilità a tutti i figli di passare una giornata con le proprie mamme – sarà una data impressa nel mio cuore.

O Dio, che ci comandi di onorare il padre e la madre, apri le braccia della tua misericordia a mia mamma Francesca: perdona lei i suoi peccati, e fa’ che un giorno possiamo rivederla con gioia nella luce della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

♠ 4 maggio


1626: gli indiani pellerossa vendono l’isola di  Manhattan in cambio di vestiti e bottoni, per un valore complessivo di 24 dollari.gif_animate_cowboys_01

1949
dopo aver vinto 5 scudetti tra il 1942 e il 1949, capitanata da Valentino Mazzola, l’intera squadra del Torino perisce nello schianto dell’aereo su cui vola contro la collina di Superga (Torino)

Quel giorno ci lasciarono…
Giocatori 

Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert
Dirigenti 
Arnaldo Agnisetta, Ippolito Civalleri
Allenatori 
Egri Erbstein, Leslie Levesley
Giornalisti 
Renato Casalbore, Renato Tosatti, Luigi Cavallero
Equipaggio 
Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Biancardi, Antonio Pangrazi

Superga3dal web le info

“Il figlio del falegname”



 
Il lavoro dei propri genitori lascia un’impronta nella crescita dei figli a volte fino al punto che i figli ne seguono le orme. Per questo è possibile che la professione di S. Giuseppe abbia inciso anche nello sviluppo di Gesù, sebbene Gesù non usi quasi mai analogie legate all’ambiente dei carpentieri e dei falegnami. Certamente però i tanti anni di lavoro hanno fatto di S. Giuseppe un uomo mite, paziente, preciso, scrupoloso, attento ai dettagli, pragmatico. Tutte abilità richieste ad un falegname e che S. Giuseppe ha trasmesso a Gesù forse molto di più della sua arte e della sua tecnica.
Il lavoro non è solo una professione da praticare per cui ricevere un compenso. È molto di più. È il luogo dove impieghi gran parte della tua crescita umana, in cui affini le tue risorse interiori, fino a formare in alcuni casi la tua forma mentis, il tuo modo di vedere il mondo e gli altri. Sii vigilante sul modo in cui il lavoro influenza la tua vita e i tuoi comportamenti, affinchè da esso tu possa offrire validi e virtuosi insegnamenti, pratici e non solo, a chi ti è accanto.

La Buona Novella

LA APP PER LA FASE 2


Con la Fase 2 sarà fondamentale utilizzare una preziosissima App. Non parlo di #Immuni, ma di un’app ben più potente e sicura, #Neuroni.
Sviluppata da Madre Natura, Neuroni è un’app gratuita che non sfrutta la tecnologia Bluetooth, bensì la ben più collaudata tecnologia Sinapsi. Si tratta di una tecnologia per nulla invasiva della privacy e che rende l’app comunque utile anche quando il 60% della popolazione non ne fa uso.

Le due app (una non esclude l’altra) funzionano in modi differenti. Facciamo un esempio.
La app Immuni vi dice se il tizio che era con voi in ascensore vi ha infettato.
La app Neuroni che per fare due piani potete prendere le scale, che ultimamente non è che avete fatto tutta questa attività fisica.
La app Immuni vi dice se la signora con cui avete litigato al supermercato per l’ultima confezione di lievito vi ha infettato.
La app Neuroni vi suggerisce invece di non litigare per una confezione di lievito e di non infilarvi nella corsia del supermercato dove sono presenti ben dodici provetti panificatori manco fosse il festival del pane di Altamura.

Ma il grande vantaggio di Neuroni è che è già installata in ogni scatola cranica e non richiede quindi uno smartphone.
Neuroni è di facile utilizzo anche se per tenerla operativa è necessario aggiornarla costantemente. Esistono vari modi per tenere la app Neuroni aggiornata, ma studi scientifici dimostrano che leggere è il metodo più efficace.

Dal momento che però non tutti sono consapevoli della potenzialità di questa app, permettetemi di tirar fuori l’Aranzulla che c’è in me per darvi qualche suggerimento sul settaggio.
Un primo test che potete fare per vedere lo stato di salute della vostra app è questo.
Avete tifato per il poliziotto che inseguiva il runner solitario sulla spiaggia con l’appoggio di elicotteri, droni e satelliti e non vi hanno per nulla infastidito i ventuno milioni di euro sprecati per un ospedale inutile realizzato solo per marketing politico?
Ecco, in questo caso avete dei problemi di settaggio. E può essere anche che le parole della D’Urso abbiano in qualche modo hackerato il vostro sistema operativo.

Purtroppo non è possibile resettare il tutto, ma qualche rimedio proprio in vista della Fase 2 è possibile. Ora vi spiego come fare (Aranzulla scansati proprio). Accedete al menù principale. Cercate le funzioni “hater”, “delatore” “caccia-alle-streghe” e togliete la spunta. Mettete invece la spunta a “spirito critico”, “buon senso”, “prudenza”, “empatia” e “solidarietà” e salvate le nuove impostazioni premendo ok.
Ecco, così facendo avrete a disposizione la più potente arma per affrontare la Fase 2.

p.s. se nel frattempo ascoltando il consiglio di Trump vi siete iniettati o avete ingerito della candeggina, sappiate che la vostra app non è stata danneggiata. Semplicemente, per un errore di fabbrica, non vi è mai stata installata. Capita.

Il talento di Mr. Ripley


il personaggio è un mentitore seriale di modesta  estrazione sociale disposto a tutto pur di riscattare il suo status, è un eroe negativo, un ladro d’identità. Si innamora di un elegante transfuga americano in Italia. Respinto, lo uccide.

Girato New York, Roma, costiera sorrentina, Venezia, Napoli  merita di essere visto per la trama drammatica ed accattivante e la bravura degli attori naturalmente.

Golden globe a miglior attore  per un film drammatico a Matt Damon.

Compaiono anche numerosi attori italiani: i fratelli Fiorello, Stefania Rocca, ivano Marescotti, Marco Quaglia….

Nomination Miglior attrice in un film di suspense a Gwyneth Paltrow.

Anni 60: suspence , amore e drammaticità che voler di piu’ ?

Lo spazio che ci unisce


La vita sulla terra sarebbe bellissima, se solo avremmo avuto piu’ rispetto per la natura.

Non riesco ad immaginare la vita su un altro pianeta che sia altrettanto variegato di paesaggi naturali come la terra.

Ieri ho visto il fim <Lo spazio che ci unisce  > che narra la storia di un ragazzo nato per sbaglio su Marte e cresciuto da scienziati : Gardner, per via della diversa gravità, ha un cuore debole ed è costretto a crescere su Marte finché, arrivato ai sedici anni, non convince gli scienziati a tentare terapie sperimentali per riportarlo sulla Terra. Qui è in contatto con una ragazza conosciuta online, Tulsa, e spera insieme a lei di ritrovare suo padre, di cui ha solo una foto.

Il protagonista è l’inglese Asa Butterfield, attore con ruoli importanti già da giovanissimo in Il bambino dal pigiama a righe.

E’ una commedia romantica anche se fantascientifica .

voto 9

Chissà cosa puo’ esserci di vero o no in un’ipotesi simile, leggevo proprio stamattina  di

Boriska Kipriyano Boriska è nato nel 1996 nella città russa di Volgograd. Mentre altri bambini imparano a parlare correttamente a due anni, Boriska inizia a parlare quando aveva solo pochi mesi. Quando aveva solo 15 mesi, poteva tenere la testa alta, senza alcun sostegno. Discuteva di argomenti che non gli erano stati mai insegnati. All’età di due anni, aveva sviluppato un’eccellente capacità di lettura, scrittura e disegno, lasciando a bocca aperta quelli che lo circondavano. La maggior parte dei suoi disegni riguardava gli scenari dello spazio e vari eventi cosmici.

fonte

Villa Migone e il 25 aprile 1945


Bandiera Nazionale Italiana GIF | Gfycat

 

 

A villa Migone, residenza privata del cardinale Pietro Boetto, situata nel quartiere genovese di S. Fruttuoso, accanto al parco di villa Imperiale, il 25 aprile 1945 fu firmata la resa da parte del generale tedesco Gunther Meinhold al Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) della Liguria …..segue qui

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il primo partigiano d’Italia: Aldo Gastaldi
Con apposito editto in data 31 maggio 2019 il cardinale Angelo Bagnasco ha dato il via alla causa di beatificazione e canonizzazione di Aldo Gastaldi, “Bisagno”, primo partigiano d’Italia e medaglia d’oro della Resistenza. Ne ha dato notizia la Curia Arcivescovile di Genova attraverso il settimanale diocesano “Il Cittadino”.
fonte qui

vi suggerisco anche questo interessate documentario

BISAGNO (2015; regia di Marco Gandolfo)

Bandiera Nazionale Italiana GIF | Gfycat

 

https://vimeo.com/409949942

Jexi.


In tempi come questi in cui molti beneficiano dell’uso del telefonino, diventato ormai una parte di noi,  alcuni si chiedono se sia opportuno  o meno installare questa o quella applicazione, temendo di perdere la libertà e la privacy, eccomi qui a proporvi un film che con allegria ci mostra che rapporto abbiamo con la tecnologia, certo chi piu’ chi meno… 

ve lo consiglio : https://youtu.be/EtpBbRsNr-M

San Giorgio simbolo di Genova.


Anche se il patrono è San Giovanni Battista, San Giorgio è conosciutissimo e il suo stemma (croce rossa in campo bianco) è diventato il simbolo della città“

san giorgio drago-2

 

San Giorgio a cavallo, con una lancia in mano, che uccide il drago, e il suo stemma, la croce rossa in campo bianco: due figure molto conosciute a Genova, tanto che il celebre santo è il simbolo della città ed è spesso associato alla nostra “Superba”. Eppure, il santo patrono della città è San Giovanni Battista, che protegge le navi dalle tempeste in mare, e le cui reliquie furono reperite proprio dai genovesi in Asia Minore durante il rientro dalla Prima Crociata.

Ma allora perché è San Giorgio il simbolo di Genova?

Bisogna risalire anche qui all’epoca delle Crociate. In particolare nel 1098 in Turchia i crociati vennero soccorsi dai genovesi che ribaltarono l’esito dello scontro e favorirono la presa di Antiochia, prima ritenuta inespugnabile. In questo contesto, si narra che San Giorgio (vissuto nel 200 d.C.) apparve ai combattenti cristiani, con numerose bandiere in cui campeggiavano croci rosse in campo bianco.

Per questo i genovesi sono molto legati a questo santo, che apparve proprio al termine di una battaglia nella quale il loro intervento era stato decisivo. Tanto che Genova – oltre ad adottare lo stemma del Santo – intitolò a San Giorgio un ordine cavalleresco militare, concedendo ai capitani più meritevoli il privilegio di fregiare il portale delle proprie case con l’immagine del Santo, che compariva anche sulle monete.

fonte: genova today

Origini della Bandiera di Genova


se vi capita di visitare genova, soffermatevi a visitare la nostra cattedrale, potete trovare tutte le informazioni necessarie sulle guide e sul web: la cattedrale è dedicata a san lorenzo, e sul portale c’è un bassorilievo che lo ritrae sulla graticola… qui potete ritrovare un pò il filo del discorso…ma oggi la cosa che ho imparato sono le

 Origini da Bandea de Zena… che c’entra? c’entra se c’erano di mezzo le crociate 🙂

La bandiera di Genova è costituita da una croce rossa su campo bianco: è detta anche croce di San Giorgio e nell’antichità era simbolo dei pellegrini che si recavano presso i luoghi santi del Cristianesimo. – determinò nel medioevo, per i “pellegrinaggi armati”, l’appellativo di crociate cristiane.   I Genovesi, che intesero sempre costituire una nazione a sé stante anche rispetto agli altri italiani, nel loro determinante intervento alla conquista del S. Sepolcro (prima crociata, anno 1099) assunsero a loro insegna la croce rossa in campo bianco senza mai più abbandonarla. Quale segno della passione di Cristo e simbolo del Cristianesimo, essa significa Vittoria e Liberazione. L’uso della bandiera da parte dei Genovesi pare risalire ad epoche remote, quando l’esercito bizantino stanziava nella città ed il vessillo della guarnigione (una croce rossa in campo bianco) veniva portata in omaggio nella piccola chiesa di San Giorgio. Genova era chiamata anche “Repubblica di San Giorgio”, dal nome del Santo protettore della città e da quello datosi dal Banco (glorioso organo finanziario d’avanguardia del XIV secolo con sede nell’omonimo palazzo nel Porto Antico).   Genova da sempre sventola questo vessillo e, nel XIII secolo, lo esponeva a terra, sulle galere e sulle navi mercantili: in origine sul drappo era rappresentato lo stesso San Giorgio. Questo Gonfalone (con 4 code nei primi tempi) è disegnato negli Annali Genovesi fin dall’anno 1198 ma probabilmente esiste fin dai primi giorni della Repubblica, cioè prima dell’anno 1099 quando Genova partecipa alla Crociata con una propria insegna. La Repubblica Ligure la adottò ufficialmente alla fine del XVIII. Durante la dominazione francese e sotto il regno sardo la bandiera venne ammainata, ma oggi è tornata ad essere il vessillo ufficiale di Genova. La città ligure, all’epoca della Serenissima repubblica, aveva una sorta di bandiera di stato, detta “della signoria” che riproduceva la croce di San Giorgio su uno scudo sostenuto ai lati da due grifoni, forse a rimarcare l’indipendenza dal vassallaggio francese e sforzesco. Il grifone (leone alato dalla testa d’aquila) è un simbolo genovese antichissimo.

La croce di San Giorgio, veniva battuta dalle navi della Repubblica marinara di Genova (che era molto forte) e rappresentava una sorta di immunità per chi si imbatteva nelle navi musulmane che, per evitare il conflitto, giravano al largo. La notizia si diffuse subito nel mondo e così altre Nazioni trattarono con Genova l’uso della sua Bandiera Crociata. Nel 1190 Londra e l’Inghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzo della bandiera crociata per avere le loro navi protette dalla flotta genovese nel Mar Mediterraneo e in parte del Mar Nero dai numerosi attacchi di pirateria (si mosse in prima persona Riccardo Cuor di Leone alla partenza per la Terza Crociata); per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al Doge della Repubblica di Genova un tributo annuale. Secondo altre fonti, la bandiera crociata venne utilizzata ufficialmente dagli Inglesi per la prima volta nel 1249 e si trasformò nella bandiera dell’Inghilterra nel 1277. L’Inghilterra e la città di Londra issano tutt’oggi la bandiera di San Giorgio ed è la loro bandiera nazionale. Lo stemma di Londra è molto simile a quello di Genova, esso reca una croce rossa in campo bianco. Fra i dettagli, che lo differenziano dall’emblema della città di Genova, si nota la spada verticale in alto a sinistra, accanto alla grande croce recante il motto latino: “Domine dirige nos” (Signore guidaci).

Bandiera Inglese È costituita da 2 croci: quella di Sant’Andrea e quella di Cristo; sono rosse bordate di bianco e la base è blu. Perché è fatta così? Perché gli Inglesi hanno messo la loro e quella di Genova insieme. Le cose sarebbero andate così. Eravamo ai tempi in cui la flotta spagnola, più o meno intorno al 1500, era la più potente del mondo. Erano già alcuni anni che Colombo aveva scoperto l’America e gli Iberici avevano cominciato a sfruttare quelle terre e a portarsi a casa le ricchezze che trovavano, oro compreso. Anche gli Inglesi, a loro volta, erano impegnati ad arraffare quello che potevano dalle terre (America del Nord) che avevano occupato. Succedeva però che quando le navi spagnole e inglesi si incontravano, dato che storicamente erano nemiche, erano scontri che solitamente finivano a favore degli spagnoli che rapinavano i valori delle navi inglesi. Per questo gli Inglesi si erano rivolti a Genova che, sebbene non fosse più forte come in passato, era ancora temuta in mare; avevano chiesto di poter mettere in cima all’albero della nave, sopra alla loro bandiera, quella di Genova cosicché gli altri vedendo l’insegna genovese non l’attaccassero.

Ricordiamoci che la presenza di Genova nei confronti dell’Inghilterra non si limita alla bandiera, ma anche ad una grossa quantità di denaro che gli Inglesi si erano fatti prestare e che non hanno mai restituito, cosicché ancora oggi sono nostri debitori. A proposito di soldi, se guardiamo una sterlina d’oro, vediamo che su una faccia c’è il profilo della Regina, mentre dall’altro c’è San Giorgio a cavallo contro il drago. Questo fatto della bandiera è stato ricordato dal Console d’Inghilterra, intervenuto all’inaugurazione dell’Acquario di Genova nel 1992 alle Colombiadi, nel suo discorso parlando proprio degli antichi rapporti fra la sua Nazione e Genova.

Cosa mi lasci di te.


Periodo di casa, periodo anche di film nuovi, ieri sera mi ha sorpreso un film nuovo uscito su amazon prime, di cui ve ne consiglio la visione.

E’ tratto da una storia vera, quella del cantante Jeremy Camp, che onestamente non conoscevo ( io e la musica abbiamo difficoltà a comunicare 🙂 ) vi lascio il trailer e la canzone cult di cui mi raccomando di leggervi la traduzione se come me avete anche difficoltà nell’inglese.

Guardatelo, offre proprio un bel messaggio lo consiglio in modo particolari ai ragazzi.


22 aprile giornata mondiale per la terra


Torna la Giornata Mondiale per la Terra– festa  celebrata in 174 Paesi nel mondo,la ricorrenza nasce negli Stati Uniti il 22 aprile 1970 per promuovere la conservazione dell’ambientela sostenibilità dellpolitichdsviluppo.

La Giornata della Terra è un’occasione per segnalare e tenere presenti in tutto il mondo i temi della protezione dell’ambiente naturale, ed è stata sancita nel 2009 dalle Nazioni Unite e da allora fissata ogni anno al 22 aprileTERRE001

Regole sanitarie per i negozianti


Sono sempre applicate? …

Emh… direi di no. No proprio no.

Vorrei capire perché i negozianti di Bolzaneto si ostinano a toccare i soldi e a venderci la merce anche che non consumeremo necessariamente cuocendola ancora senza usare i guanti.
E’ una norma igienica che andrebbe osservata sempre, capisco che pagare un cassiere ha un suo costo, ma penso che noi clienti dovremmo pretendere che sia sempre adottata, io avevo letto, -(e pochi negozi lo fanno-)che in tutti i locali aperti al pubblico devono essere messe a disposizione di tutti i clienti soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani e /o guanti e che i sindaci e le associazioni di categoria avrebbero dovuto promuovere la diffusione delle «medesime informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie» presso tutti gli stessi esercizi commerciali.

Non è giusto farci la guerra tra poveri, ma sono tentata a boicottare chi non si adegua alle normative igieniche, ora con queste restrizioni di libertà e movimento certo non mi è facile, ma è una misura che sicuramente in seguito valuterò, per ora mi limito al <<mugugno> anche con loro stessi, naturalmente.
Ecco, chiuso sipario, buon pm a tutti.