Informazioni su 🌸 Rosa Andronaco 🌸

Accetto solo richieste di amicizia da chi ha un blog. (SERIO E NON VOLGARE) https://calogerobonura.wordpress.com/ Interessi: ? mi piace la buona compagnia , ma non disdegno il silenzio dove ritrovare me stessa e i miei pensieri...

Croci e burroni


Un uomo sempre scontento di sé e degli altri continuava a brontolare con Dio perché diceva.
“Ma chi l’ha detto che ognuno deve portare la sua croce? Possibile che non esista un mezzo per evitarla? Sono veramente stufo dei miei pesi quotidiani!”.
Il Buon Dio gli rispose con un sogno.
Vide che la vita degli uomini sulla Terra era una sterminata processione. Ognuno camminava con la sua croce sulle spalle. Lentamente, ma inesorabilmente, un passo dopo l’altro.
Anche lui era nell’interminabile corteo e avanzava a fatica con la sua croce personale. Dopo un po’ si accorse che la sua croce era troppo lunga, per questo faceva tanta fatica ad avanzare.
“Sarebbe sufficiente accorciarla un po’ e tribolerei molto meno”, si disse.
Si sedette su un paracarro e, con un taglio deciso, accorciò d’un bel pezzo la sua croce. Quando ripartì si accorse che ora poteva camminare molto più spedito e leggero. E senza tanta fatica giunse a quella che sembrava la meta della processione degli uomini.
Era un burrone: una larga ferita nel terreno, oltre la quale però incominciava la “terra della felicità eterna”. Era una visione incantevole quella che si vedeva dall’altra parte del burrone.
Ma non c’erano ponti, né passerelle per attraversare. Eppure gli uomini passavano con facilità.
Ognuno si toglieva la croce dalle spalle, l’appoggiava sui bordi del burrone e poi ci passava sopra.
Le croci sembravano fatte su misura: congiungevano esattamente i due margini del precipizio.
Passavano tutti. Ma non lui. Aveva accorciato la sua croce e ora essa era troppo corta e non arrivava dall’altra parte del baratro. Si mise a piangere e a disperarsi: “Ah, se l’avessi saputo…”.
Ma, ormai, era troppo tardi e lamentarsi non serviva a niente.

 

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belìn


ecco un piccolo vademecum

 per spiegare l’uso dell’intercalare “belin”  del dialetto genovese che noi spesso usiamo.

 ricordo un episodio quando da ragazzini  durante le ferie  fuori liguria, ci hanno fermato i carabinieri chiedendo i documenti sia dell’auto che i nostri… un primo belin ci è volato quando ci siamo accorti di aver dimenticato la ricevuta dell’assicurazione pagata a genova sul comodino, un altro belin ci è scappato quando a noi ragazze hanno chiesto i documenti… che non avevamo perchè stavamo facendo un giro nei dintorni senza averlo organizzato…(eravamo pivelli, tanto da non portarci i documenti in giro x il paese), un altro belin  no, non è possibile con un tono piu’ acceso quando il carabiniere voleva sequestraci la macchina finchè non gli avessimo portato la ricevuta… e poi una serie interminabile di belin  quando ci ha proposto l’alternativa di trattenere noi ragazze in caserma. stanco- il carabiniere di sentirci dire belin- che tra l’altro non ne comprendeva il significato  quando ce l’ha chiesto non vi dico la difficoltà nel spiegarglielo senza essere fraintesi e peggiorare ancora la ns situazione e tra un pò non ci ferma per vilipendo a pubblico ufficiale… :-)...e alla fine belin… meno male x stà volta ci è andata bene  :-* 

Amore, ricchezza e successo


Una donna stava innaffiando il giardino della sua casa
quando vide tre vecchietti con i loro anni di esperienza che stavano di fronte al suo giardino.

Ella non li conosceva e disse:
‘Non mi sembra di conoscervi, ma dovrete essere affamati.
Vi prego, entrate in casa così che mangiate qualcosa.’

Essi domandarono:

‘Non c’è l’uomo di casa?’

– ‘No,’ rispose lei, ‘non è in casa.

– ‘In tal caso, non possiamo entrare dissero.
All’imbrunire, quando il marito rincasò, ella gli raccontò tutto ciò che le era capitato.

– ‘Allora, di’ loro che sono rientrato e, dunque, invitali pure ad entrare!’
La donna uscì per invitare i tre uomini a casa.

– ‘Non possiamo entrare tutti e tre insieme in una casa’, spiegarono i vecchietti.

– ‘Perché?’, volle sapere lei.

Uno degli uomini indicò uno dei suoi amici e spiegò: ‘Il suo nome è Ricchezza’.

Subito dopo indicò l’altro. ‘Il suo nome è Successo’

‘ed io mi chiamo Amore.’

‘Adesso va’ dentro e decidi con tuo marito quale di noi tre desiderate invitare a casa vostra.’

La donna entrò in casa e raccontò a suo marito tutto ciò che i tre uomini le avevano detto. Lui si rallegrò e disse: ‘Che bello !’.
‘Se è così, allora invitiamo Ricchezza,’ ‘che venga, e riempia la nostra casa!’

Sua moglie non era d’accordo:
‘Caro, perché non invitiamo Successo?’

La figlia della coppia stava ascoltando dall’altra parte della casa ed entrò di corsa.
‘Non sarebbe meglio far entrare Amore?’
‘Così la nostra famiglia sarebbe piena di amore:’

‘Prendiamo in considerazione il consiglio di nostra figlia’, disse il marito alla moglie.
‘Va’ fuori ed invita Amore perché sia nostro ospite.’
La moglie uscì e chiese loro:
‘Chi di voi è Amore?’
‘Che venga, per favore, e sia il nostro invitato.

Amore si alzo dalla sua sedia e cominciò ad avanzare in direzione della casa.

Anche gli altri due si alzarono e lo seguirono.

Alquanto sorpresa, la signora chiese a Ricchezza e a Successo:
‘Io ho invitato solo Amore: perché venite anche voi?’

I tre replicarono insieme:
– ‘Se avessi invitato Ricchezza o Successo gli altri due sarebbero rimasti fuori, ma giacché hai invitato Amore, laddove egli vada, noi andiamo con lui.’

Laddove c’è amore, c’è anche ricchezza e successo.

3 cuori


oggi ho imparato che i totani  hanno una particolarità e con loro anche tutti coloro che fanno parte della loro famiglia genetica come le seppie e i moscardini  e calamari.— qui troverete le info http://it.wikipedia.org/wiki/Teuthida

sapete qual è???

                   hanno 3 cuori!!!

ecco che cosi non hanno problemi di ossigenazione….. meravigliosa natura…

curiosità scarpe ♦


fino al 1818 le scarpe erano intercambiabili !!!!

e non c’era differenza tra destra e sinistra.

Fu il re d’Inghilterra Giorgio IV che ordinò per la prima volta un paio di stivali fatti apposta per calzare uno il piede destro e uno il sinistro… 

però con i tacchi intercambiabili perchè non ci pensano davvero?

gradirei molto …:-*

download

smalto


La pratica del tingersi le unghie risale a circa 3.000 anni fa, quando gli antichi Egizi utilizzavano la polvere di henné per colorarle (tendenza ancora oggi diffusa nel mondo orientale con il nome di Mehndi). Contemporaneamente facevano lo stesso i cinesi, adoperando però una miscela composta da gomma arabica, albume d’uovo, cera e gelatina che, lasciata ad agire per qualche ora, colorava le unghie di un rosso che andava dal carminio al garofano. Il colore delle unghie in entrambe le culture era un modo per affermare la posizione occupata nella società. Tranne che per queste poche informazioni, non si sa con esattezza l’evoluzione compiuta dallo smalto fino ai giorni nostri.

Nel XIX secolo si usava colorarsi le unghie con un panno, di solito in pelle di camoscio, imbevuto di oli rossi profumati. In seguito, le donne iniziarono a usare creme e polveri colorate da spalmare sulle unghie per colorarle, in modo particolare un prodotto specifico chiamato Graf’s Hyglo. Agli inizi del ’900 la rivista Vogue annunciò la nascita di una tintura liquida da applicare alle unghie tramite un pennellino fatto di peli di cammello. Quando nel 1920 venne creata la vernice per le carrozzerie delle automobili, si pensò di utilizzare lo stesso principio anche per le unghie.

Lo smalto come lo intendiamo noi venne creato da Michelle Menard e diffuso negli anni ’30 dai fratelli Revson, anche se inizialmente la qualità del prodotto era piuttosto scarsa, ma grazie all’aiuto della ditta Maas et Wahlstein fu inventato un tipo di colorante incorporato alla crema, che diede il via alla qualità che conosciamo anche oggi. Nel 1960, in concomitanza con il resto del make-up, più scintillante e solare, fu inventato l’effetto madreperla.

San Calogero


Il Santo Del Calendario Di Oggi: 18 Giugno – S. Calogero Eremita
Racconta una leggenda che un cacciatore di Naro, in Sicilia, inseguendo una cerva ferita, capitò in una grotta dove viveva un vecchio nero come la pece. L’eremita disse di essere Calogero, fratello di Diego e Gerlando, due santi venerati rispettivamente a Canicattì e ad Agrigento. Per desiderio espresso di Calogero (il nome nella etimologia greca vuol dire semplicemente « bel vecchio », e con questo appellativo venivano indicati gli eremiti), il cacciatore tacque per alcuni anni la notizia; poi quando gli abitanti di Naro si recarono in processione alla grotta, del santo eremita trovarono soltanto le ossa. Ma ad Agrigento, smentendo in parte la leggenda di Naro, si parla addirittura di quattro santi eremiti col nome di Calogero, patroni di Naro, di Agrigento, di Licata e di Sciacca.

Al dire di un antico ritornello, i quattro non sarebbero ugualmente ben disposti a concedere grazie ai devoti, giacché « S. Caloiru di Girgenti, li grazii li fa pri nienti; – S. Caloiru di Naru, li fa sempri pri dinaru », il patrono di Agrigento le grazie le fa per niente, mentre quello di Naro le fa sempre per denaro! Il santuario più rinomato e più popolare per il culto di S. Calogero è quello di Gemmariaro, o Cronio, un monte a ridosso della cittadina termale di Sciacca.

A Fragalà, in provincia di Messina, è stata scoperta la testimonianza più antica del culto di S. Calogero: alcune odi, scritte da un monaco di nome Sergio, del IX secolo, nelle quali si parla di un vecchio eremita, vissuto in una spelonca e dotato di eccezionali poteri taun-iaturgici contro gli spiriti maligni. S. Calogero sarebbe arrivato in Sicilia da Cartagine e spinto dal desiderio di appartarsi si sarebbe celato dentro una spelonca nei pressi di Lilibeo. Un altro testo, utilizzato anche dalle lezioni dell’Uftìcio, e concordante sostanzialmente col precedente, dice che S. Calogero, nativo di Costantinopoli, dopo una giovinezza trascorsa nello studio della Scrittura e negli esercizi ascetici, venne a Roma a far visita al papa e da questi ottenne il permesso di vivere da eremita, in Sicilia, dove si recò in compagnia di.Onofrio, Filippo e Archileone.

Lasciando proseguire i compagni per Paternò e Agira, Calogero sostò nell’isola di Lipari. Più tardi, rispondendo al richiamo di una angelica visione, dalle Eolie avrebbe fatto vela per Sciacca, dove scelse a dimora una grotta sul monte Gemmariaro. Visse per altri trentacinque anni, in solitaria meditazione, interrotta di tanto in tanto per scendere a predicare la parola di Dio in mezzo al popolo, operandovi prodigi di ogni genere.

Si recava quotidianamente tra gli alunni, perché, come scrisse al granduca Cosimo III, « il seminario è un poco di spasso, o per dir meglio l’unico spasso che trovo fra le spine del governo episcopale ». Nei due ultimi conclavi ai quali partecipò per poco non fu eletto papa. Alla fine del maggio 1697 partì per la sua ultima visita pastorale. Morì il 18 giugno dello stesso anno. Nel 1960 Giovanni XXIII lo incluse nell’elenco dei santi.

Stile Artigiano/ Lo sapete che la museruola è nata a Genova?


non lo sapevo proprio 🙂

GenovaQuotidiana


Lo sapete che la museruola in plastica a doppia griglia è sta inventata a Sestri Ponente da Araldo Fedi? Sua figlia Anna, è a De Ferrari a Stile Artigiano. La sua azienda la realizza ancora ed è una dei 4 produttori al mondo. Araldo la inventò dopo che la sua boxerina mangiò un boccone avvelenato e morì. “Mio padre non la inventò per i cani morsicatori – dice Anna -, ma per la salute del cane”.

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Tu le hai tutte queste qualità?


Pensi di essere una persona eccezionale?-
ecco, il time ci viene in aiuto pubblicando alcune caratteriste per determinare se lo sei
  • Gentilezza
La gentilezza è una dote naturale per le persone eccezionali. Trattano tutti allo stesso modo, con educazione e tatto. Per qualcuno la gentilezza è sinonimo di debolezza mentre in genere è sintomo di forza interiore. Le persone eccezionali sono gentili con tutti e possono amare qualcuno che magari non li sopporta.
  • Compostezza
Compostezza è sinonimo di autocontrollo. Le persone eccezionali sanno accettare ogni sfida senza turbamenti e sanno che la compostezza può anche limitare screzi. I “migliori” sanno reagire, sanno difendere, chiarire o controllarsi in ogni situazione e inoltre sanno di non essere presuntuosi.
  • Coraggio
Le persone eccezionali sono disposte ad osare molto nella vita. Sanno che serve coraggio sia per affrontare la vita sia per cambiare se stessi. Inoltre sanno quando è opportuno prendere rischi per inseguire i propri sogni. Una persona coraggiosa è quella che è disposta a fare cose coraggiose.
  • Equilibrio
Le persone eccezionali sono coloro che hanno una discreta fiducia in loro stessi e che sanno affrontare la realtà con equilibrio. Hanno fiducia nei propri mezzi e sanno come contrastare le situazioni avverse senza perdere il loro obiettivo.
  • Convinzione
Le persone eccezionali sanno cosa vogliono e sanno come prenderselo per raggiungere la felicità. Per loro ogni situazione è una sfida nuova, diversa, emozionante, che li aiuta a combattere la negatività. In modo da poter vivere sempre come vogliono
  • Intelligenza
L’intelligenza per loro è sinonimo di conoscenza. Ma influenza anche il campo delle emozioni, con la consapevolezza dei propri schemi emotivi e della flessibilità necessaria per gestire ogni sfida così da sbloccare qualsiasi situazione. Grazie all’intelligenza è possibile per le persone eccezionali affrontare la vita senza paura.
  • Altruismo
Le persone eccezionali sono altruiste e sanno che la vita non può essere incentrata tutta su di loro. Sanno essere orgogliosi degli altri, dei loro successi e della loro gloria. Si accontentano del proprio successo e dei propri traguardi ma allo stesso tempo vogliono il meglio per tutti.
  • Sincerità
Le persone eccezionali sanno essere sincere senza pudori. Vivono la loro vita con pazienza e sanno aspettare senza farsi prendere dalla tensione.
  • Amore
Una persona che sa donare amore indipendentemente da ciò che riceve è un tesoro prezioso che va tutelato. Per le persone eccezionali amare è un verbo e lo danno senza interessi o necessità di avere qualcosa in cambio. Costoro hanno il cuore caldo nei confronti degli altri e di sé stessi. Per loro l’amore è una forma di disciplina.

io penso di avere un pò tutto in piccole dosi… a parte il coraggio che penso proprio sia inesistente… quindi sono in formato bonsai.. e ho molta strada da fare ancora- grazie al web ho ritrovato questa bella poesia

 Se.
Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;
Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.
Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”
Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

La pazienza


Un uomo duramente provato dalla vita, il quale aveva saputo mantenere sempre integra la sua serenità e il suo coraggio, sentendo avvicinarsi la fine chiamò intorno a sé i figlioli, le nuore, i nipoti e i pronipoti e disse loro:”Voglio svelarvi un segreto. Venite con me nel frutteto”.
Tutti lo seguirono con curiosità e tenerezza, poiché sapevano quanto il vecchio amasse le piante. Con le poche forze rimaste e rifiutando ogni aiuto, l’uomo cominciò a zappare in un punto preciso, al centro del verziere.
Apparve un piccolo scrigno.
Il vecchio lo aprì e disse: “Ecco la pianta più preziosa di tutte, quella che ha dato cibo alla mia vita e di cui tutti voi avete beneficiato”.
Ma lo scrigno era vuoto e la pianticella che l’uomo teneva religiosamente fra le dita era una sua fantasia.
Nonostante tutto nessuno sorrise.
“Prima di morire”, proseguì l’uomo, “voglio dare ad ognuno di voi uno dei suoi inestimabili semi”.
Le mani di tutti si aprirono e finsero di accogliere il dono.
“E’ una pianta che va coltivata con cura, altrimenti s’intristisce e chi la possiede ne è come intossicato e perde vigore.
Affinché le sue radici divengano profonde, bisogna sorriderle; solo col sorriso le sue foglie diventano larghe e fanno ombra a molti.
Infine, i suoi rami vanno tenuti sollevati da terra; solo con l’aiuto di molto cielo diventano agili e lievi a tal punto da non farsi nemmeno notare”.
Il vecchio tacque.
Passò molto tempo ma nessuno si mosse.
Il sole stava per tramontare, quando il figlio maggiore rispose per tutti loro:
“Grazie, padre, del tuo bellissimo dono; ma forse non abbiamo capito bene di che pianta si tratti”.
“Sì che lo avete capito.
Mentre mi ascoltavate e mi stavate intorno, ognuno di voi ha già dato vita al piccolo seme che vi ho consegnato.
E’ la Pianta della Pazienza”

Il diavolo nascosto


Assisi, nubecula, Un diavolo nascosto negli affreschi di Giotto. in questa foto rilasciata dalla Basilica di San Francesco ad Assisi si vede un affresco dipinto da Giotto dove uno storico dell’arte ha scovato un diavolo cornuto nascosto tra le nuvole affrescate.

I francescani dicono che il dettaglio sorprendente era probabilmente sfuggito per otto secoli, nonostante tutta l’attenzione che il ciclo di affreschi di Giotto riceve da appassionati d’arte nel livello superiore della basilica.

Madonna delle vie.


Risultati immagini per la zingarella madonnina

 

Chi di noi non ha in casa dei nonni questa immagine della Madonna? 

la mia mamma lo aveva come capoletto

Ho scoperto oggi che si chiama la Madonna del riposo o Madonna delle vie.

L’autore si chiama Roberto Ferruzzi e morì nel 1934, vi lascio questi due link brevi ed interessanti se siete curiosi di leggere qualche chicca in più

http://www.mariadinazareth.it/curiosit%C3%A0/zingarella.htm

http://www.italiani.net/index.php/tracce/180-la-madonna-del-ferruzzi.html

foto dal web

La misteriosa ziqqurat di Monte d’Accoddi ( Sardegna)


Più antica delle piramidi degli antichi Egizi, straordinario, unico e ricco di mistero, è uno dei più grandiosi esempi di costruzioni preistoriche dell’intera Europa

Una ziqqurat in Sardegna.
Il più enigmatico capolavoro della preistoria sarda.
Com’è possibile che un tipico monumento mesopotamico sia potuto arrivare a centinaia di chilometri di distanza dal suo luogo d’origine e perché è arrivato proprio in Sardegna?

Questa è una delle tante domande che non hanno ancora avuto una risposta e che probabilmente non ce l’avranno mai, perché i misteri che circondano l’altare sacro di Monte d’Accoddi, tra Sassari e Porto Torres, sono davvero inestricabili.


Il nome Monte d’Accoddi risulta essere, al pari di questa prodigiosa collinetta, anch’esso piuttosto misterioso.
Se si può capire la dicitura di monte, (in Sardegna si tende a chiamare monte anche piccole alture e colline), più complessa è l’interpretazione del termine Accoddi, che potrebbe significare “luogo di raccolta”. Tuttavia il nome più antico di cui si ha testimonianza nei testi scritti è “Monte de Code”, che significava “Monte, collina delle pietre”, forse per via delle pietre affioranti sparse alla rinfusa, prima che iniziassero le vere e proprie campagne di scavi, negli anni ’50, sotto la guida di Ercole Contu.
KODI e KODINA, nell’antichissimo sardo significano rispettivamente MONTE e PIETRA.
Quindi una “montagna di pietra” ma anche ad un punto di raccolta.

Il termine ZIQQURAT significa letteralmente “tempio del sole”. Il santuario di Monte d’Accoddi però fu dedicato a due divinità lunari, il dio Narma e la dea Ningal.
Con la sua lunga rampa d’accesso trapezoidale, incute un certo fascino. Si percorre la salita lentamente e si osserva il mondo circostante da lassù.
Un po’ più lontani da terra. Un po’ più vicini alle stelle. Chiara interpretazione mesopotamica che voleva che cielo e terra fossero uniti.

La Sardegna vanta l’unico ziqqurat presente in tutta Europa.
Ricoperto di misteri risale a più di 6 mila anni fa (IV millennio a.C.)

Il monte d’accoddi o “akkoddi” è pieno di tante domande senza risposte.. misteri ancora irrisolti.
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Perchè cambi?


Un viso spento ora,  ma ricordo com‘eri, materna figura traboccante amore.

Madre mia, abbandonata fra braccia ostili in balia del nulla, dimora dei pensieri,

 cosa devo vedere, cosa devo capire che ancora non comprendo,

Tu, destino di ogni sospiro che più non sa di certezze

 lenta distruzione priva di pietà, più nulla.

Abbandonata alle tenebre scese piano nella tua mente,

Dio mio, resta tu accanto al mio Angelo

che da me, ormai, non sa tornare, più .

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Gli illuminati


Gli Illuminati (conosciuti anche come gli Illuminati di Baviera o più precisamente l’Ordine degli Illuminati) sono stati (e forse lo sono ancora oggi) una società segreta fondata nel 1776 dal filosofo e massone tedesco Adam Weishaupt (col nome di Ordine dei Perfettibilisti) con la missione di stabilire un nuovo ordine mondiale che portasse all’abolizione dei governi e delle religioni

Secondo alcuni sarebbero ancora all’opera.

Forse per cercare di creare divisioni e conflitti tra i governi e le religioni mondiali così da indebolirli a vicenda e poter poi prendere il potere?

Per i teorici della cospirazione ci sarebbe la mano degli Illuminati dietro alla rivoluzione francese e in molti conflitti esplosi negli ultimi 200 anni.
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La paura fa venire i capelli bianchi?


No..L’incanutimento acuto dei capelli, noto come “Sindrome di Maria Antonietta” (dalla leggenda che riguarda la regina francese, moglie di Luigi XVI, la cui testa sarebbe diventata bianca nella notte precedente alla sua decapitazione), non può essere semplicemente causato da un forte stress o spavento ma, più probabilmente, è il segno clinico di alcune malattie autoimmuni, tra cui l’alopecia aerata.
RADICALI LIBERI. Lo stress cronico può tuttavia accelerare il processo di “imbiancamento” naturale dei capelli, che inizia a partire dai 30 anni di età. Secondo lo studioso americano Tyler Cymet del Sinai Hospital di Baltimora, in particolare, essere sottoposti a stress continuo per almeno tre anni comporta un rilascio di radicali liberi in grado di indebolire o disattivare l’attività dei melanociti, le cellule che producono i pigmenti colorati dei capelli. Con il risultato di ritrovarsi la testa “grigia” prima del tempo. Un po’ come è accaduto a Barack Obama nel corso dei suoi due mandati presidenziali Usa.

Fonte Rivista FocusD&R

Chi ha inventato il simbolo del dollaro?


Sull’origine della S con una o due stanghette, simbolo della moneta Usa, esistono diverse versioni. Secondo alcuni fu il presidente americano Thomas Jefferson a introdurre questo segno, partendo dal monogramma delle sue iniziali (TSJ). Altri ritengono derivi dalla sovrapposizione della U e della S di United States. In seguito la U, per errori di trascrizione, sarebbe stata rimpiazzata da due linee (II) e poi anche da una sola (I). Più verosimilmente la sua origine è FocusD&Rspagnola. La Corona di Spagna aveva nel suo stemma due colonne (simbolo delle colonne d’Ercole di Gibilterra) e una bandiera spiegata su cui era scritto “Plus Ultra”. L’immagine appariva sulle monete spagnole e su quelle delle colonie, e ricorda il moderno segno del dollaro.

Fonte Rivista FocusD&R

Articolo: Pazienti sotto i ferri? La chirurga non se ne preoccupa: canta e balla come se nulla fosse e pubblica i video su Facebook


Pazienti sotto i ferri? La chirurga non se ne preoccupa: canta e balla come se nulla fosse e pubblica i video su Facebook

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/31/pazienti-sotto-i-ferri-la-chirurga-non-se-ne-preoccupa-canta-e-balla-come-se-nulla-fosse-e-pubblica-i-video-su-facebook/4395302/amp/

E in notizie così mi sale il crimine!!🤨

Francia corta


Una leggenda sostiene che fu Carlo Magno a dare il nome di Franciacorta a quella zona del Bresciano. Per vari storici, invece, esso deriverebbe dalla presenza di corti che durante il Medioevo ottennero particolari franchigia, ossia esenzioni dalle imposte, ed erano pertanto chiamate Corti Franche.

#Curiositá

Lo sapevi che


La zigrinatura delle monete (ossia i vari disegni a rilievo o le scritte incise sui loro bordi) non ha uno scopo estetico: essa venne ideata verso la metà del ‘500 per troncare l’attività di certi imbroglioni che ne limavano accuratamente i bordi, asportandone una piccola ma pur preziosa quantità di metallo.

Come fanno i sonnambuli a non sbattere?


Grazie a una sorta di bussola interna al nostro cervello, che è attiva anche durante il sonno. È stata scoperta da tre ricercatori che per questo hanno ricevuto il Nobel per la medicina nel 2014. Da un lato, John O’Keefe, neuroscienziato dell’University College di Londra, ha individuato un insieme di neuroni che ci forniscono una mappa cerebrale dell’ambiente. Dall’altro, i coniugi May-Britt Moser e Edvard Moser, dell’Università Norvegese di Scienza e Tecnologia di Trondheim, hanno scoperto le cosiddette “cellule griglia”: danno le coordinate per orientarsi nello spazio, stimano le distanze e dirigono il movimento da un posto all’altro. Grazie alle loro ricerche oggi sappiamo di avere un sistema cerebrale che funziona come un Gps. Lo teniamo sempre acceso, perfino quando dormiamo: infatti, al NYU Langone Medical Center di New York si è osservato, sulle cavie da laboratorio, che durante il sonno è attivo almeno quanto lo è da svegli. Questo potrebbe spiegare perché i sonnambuli, pur essendo incoscienti, possono mantenere la capacità di orientarsi in ambienti famigliari, senza sbattere contro i mobili o i muri.

Fonte Rivista FocusD&R

Grande verità


⁣Quando ho perso te tu ed io abbiamo perso;
Io perché tu eri quello che amavo di più.
E tu perché io ero chi ti amava di più;
Ma di noi due tu perdi più di me:
perché io potrò ancora amare come amavo te,
ma nessuno ti amerà mai come ti amavo io.

-Ernesto Cardenal Martinez

QUAL È LA CUCINA CHE USA PIU AROMI AL MONDO?


Quella indiana, seguita da quelle africane e da alcune sudamericane (cilena, peruviana e messicana). Tra le spezie e le erbe più usate ci sono curcuma, coriandolo, curry, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, zafferano, peperoncino, cerfoglio, timo, crescione, erba cipollina, aneto e menta.
COME MEDICINE. L’utilizzo degli aromi in cucina è probabilmente legato alle loro proprietà antibatteriche. Non a caso sono più presenti in Paesi dove è più facile incorrere in infezioni da microbi a causa della temperatura. Per esempio in India, dove la temperatura media si aggira intorno ai 27 °C, si usano comunemente 25 diversi aromi e ciascuna ricetta ne richiede in media 9. All’opposto, la cucina in Norvegia (dove ci sono in media circa 3 °C) prevede l’uso di sole 10 spezie ed erbe, meno di due per ricetta.

Fonte Rivista FocusD&R

#Domande #Cibo #Qualè